Rischi di crisi fiscale negli Stati Uniti
Il miglioramento dello scenario macroeconomico, con la ripresa sostenibile della domanda domestica privata e la svolta nel processo di disinflazione, riacutizza le divergenze di opinione all’interno del FOMC…….
Se vuoi ricevere le principali notizie pubblicate da BONDWorld iscriviti alla Nostra Newsletter settimanale gratuita.
Clicca qui per iscriverti gratuitamente.
La svolta più rilevante nelle opinioni sull’uscita è venuta da Bullard (St Louis Fed, non votante), fino a poco tempo fa nella schiera delle “colombe”. Bullard ha detto che la Fed potrebbe riconsiderare l’entità di acquisti di Treasury, riducendoli di circa 100 mld di dollari rispetto al massimo di 600 mld annunciato a novembre. Secondo Bullard la “discussione sulla normalizzazione della politica USA probabilmente tornerà ad essere il tema chiave per il 2011”. Si tornerà a discutere su “come e quando” svoltare, e la Fed potrebbe “non volere o non essere in grado di aspettare” la fine dell’incertezza globale per cominciare la normalizzazione. Bullard ha esplicitamente citato le crisi globali (Nord Africa e petrolio; terremoto in Giappone; crisi del debito in Europa e crisi fiscale negli USA) che potrebbero degenerare aggiungendo “incertezza addizionale” al processo di normalizzazione. Plosser (Philadelphia Fed, votante) ha mantenuto la sua posizione di falco intitolando il suo ultimo discorso “Exit”, e delineando un piano preciso per l’uscita: 1) lasciare scadere i titoli senza reinvestire scadenze e rimborsi; 2) alzare il tasso sulle riserve da 25pb a 50pb, portando poi il tasso sui fed funds a 0,5%; 3) vendere costantemente titoli in portafoglio, a un ritmo preannunciato pubblicamente, per modificare la composizione eliminando titoli diversi dai Treasury; 4) a ogni riunione determinare i tassi appropriati per i fed funds e le riserve. L’obiettivo sarebbe quello di ridurre le riserve in eccesso di circa 1,5 tln di dollari e avere un portafogli di solo Treasury alla fine del processo, che vedrebbe in atto parallelamente rialzi dei tassi e riduzione del bilancio. Il piano presenta elementi che potrebbero essere rilevanti quando l’uscita verrà intrapresa, ma probabilmente questa avverrà più tardi e in modo più graduale rispetto a quanto indicato da Plosser.
All’estremo opposto dell’asse di opinioni dei partecipanti al FOMC, Rosengren (Boston Fed, non votante) ed Evans (Chicago Fed, votante) hanno dato supporto al completamento del programma di acquisti. Rosengren ha citato il livello elevato del tasso di disoccupazione e l’inflazione core ancora bassa come giustificazioni per il proseguimento dell’attuale politica monetaria. Secondo Rosengren con un tasso di disoccupazione all’8,9%, l’inflazione potrebbe continuare a scendere; inoltre il disastro in Giappone e il rialzo del prezzo del petrolio rappresentano shock all’offerta con conseguenze tipicamente negative per l’output. Evans ha detto che un ammontare di acquisti di 600 mld di dollari potrebbe essere “il numero all’incirca adeguato” e ha sottolineato le difficoltà collegate alla modifica del programma in atto.
Le divergenze sulla strategia di uscita tornano quindi in primo piano ma danno anche maggior peso al centro del FOMC e ai membri del Board, che hanno un’inclinazione cauta con un bias espansivo, rinforzato dalle dimissioni di Warsh. Manteniamo come scenario centrale la conclusione del programma di acquisti per un totale di 600 mld di dollari entro l’estate, ma sottolineiamo anche che nel 3° trimestre, dopo la risoluzione dei rischi di crisi fiscale negli USA, inizierà la preparazione per l’uscita, che sarà comunque dolorosa per il mercato.
Da segnalare che l’8 aprile scade il periodo di esercizio provvisorio per il budget 2011. Il Congresso non ha ancora trovato un accordo: i democratici hanno offerto tagli per 30 mld di dollari, i repubblicani ne vogliono 60 mld. In assenza di accordo, si prospetta la possibilità di una chiusura di uffici federali che non si vedeva dai tempi della crisi del debito del 1995.
Fonte: Intesa San Paolo Spa
Certificazione degli analisti
Gli analisti finanziari che hanno predisposto la presente ricerca, i cui nomi e ruoli sono riportati nella prima pagina del documento dichiarano che:
Le opinioni espresse sulle società citate nel documento riflettono accuratamente l’opinione personale, indipendente, equa ed equilibrata degli analisti;
Non è stato e non verrà ricevuto alcun compenso diretto o indiretto in cambio delle opinioni espresse.
Comunicazioni importanti
La presente pubblicazione è stata redatta da Intesa Sanpaolo S.p.A. Le informazioni qui contenute sono state ricavate da fonti ritenute da Intesa Sanpaolo S.p.A. affidabili, ma non sono necessariamente complete, e l’accuratezza delle stesse non può essere in alcun modo garantita. La presente pubblicazione viene a Voi fornita per meri fini di informazione ed illustrazione, ed a titolo meramente indicativo, non costituendo pertanto la stessa in alcun modo una proposta di conclusione di contratto o una sollecitazione all’acquisto o alla vendita di qualsiasi strumento finanziario. Il documento può essere riprodotto in tutto o in parte solo citando il nome Intesa Sanpaolo S.p.A.
La presente pubblicazione non si propone di sostituire il giudizio personale dei soggetti ai quali si rivolge. Intesa Sanpaolo S.p.A. E le rispettive controllate e/o qualsiasi altro soggetto ad esse collegato hanno la facoltà di agire in base a/ovvero di servirsi di qualsiasi materiale sopra esposto e/o di qualsiasi informazione a cui tale materiale si ispira prima che lo stesso venga pubblicato e messo a disposizione della clientela. Intesa Sanpaolo S.p.A. e le rispettive controllate e/o qualsiasi altro soggetto ad esse collegato possono occasionalmente assumere posizioni lunghe o corte nei summenzionati prodotti finanziari.
Iscriviti alla Newsletter di Investment World.it




