– Francia. La produzione industriale potrebbe avanzare a luglio di 0,3% m/m da 0,6% m/m. Le indagini di fiducia hanno indicato univocamente….
Se vuoi ricevere le principali notizie pubblicate da BONDWorld iscriviti alla Nostra Newsletter settimanale gratuita. Clicca qui per iscriverti gratuitamente.
un nuovo progresso dell’attività nel manifatturiero dopo il dato positivo di giugno.
Sulla stima pesa un’incertezza maggiore del solito poiché i dati sulla produzione energetica (che prevediamo in aumento) non sono ancora disponibili per il consueto accorpamento delle rilevazioni di luglio e agosto in un’unica tornata.
Se confermato, la variazione annua passerebbe a 1,0% da 1,7%, impostando la produzione industriale per un rimbalzo di 0,7% t/t nel trimestre estivo da -0,4% t/t di giugno.
– Germania. La produzione industriale è calata a luglio di 1,1% m/m dopo il calo di -1,3% m/m di giugno (rivisto da -0,9%).
La produzione era balzata del 2,4% m/m, era quindi possibile che si verificasse una normalizzazione nei mesi estivi. Il dato di luglio lascia la dinamica della produzione in rotta per un -1,0% t/t a settembre dopo lo 0,4% t/t di giugno e sarebbe coerente con una crescita del PIL di 0,3% t/t dopo 0,5% t/t dei mesi estivi.
– Germania. Il saldo di bilancia commerciale è calato a luglio a 15,8 miliardi da un precedente 19,3.
Le esportazioni sono calate di 0,9% m/m dopo lo stallo del mese precedente, mentre le importazioni sono balzate di 2,8% m/m.
– Spagna. La produzione industriale è attesa in aumento a luglio di 0,6% m/m dopo lo stallo dei due mesi precedenti. Il PMI manifatturiero si è aggirato in media a 52,9 nei mesi estivi come nel 2° trimestre e segnala un rallentamento dell’attività.
Se confermato, il dato di luglio lascerebbe la produzione in rotta per un aumento di 0,5% t/t a settembre dopo la contrazione media di 0,9% t/t dei due trimestri precedenti.
Stati Uniti
– L’ employment report di agosto dovrebbe registrare un altro mese di crescita solida degli occupati non-agricoli, prevista a 190 mila, dopo 157 mila di luglio. La dinamica dovrebbe restare forte nel manifatturiero e nei servizi, ma essere più debole nelle costruzioni, alla luce della recente correzione del settore.
La forza della crescita dell’attività nei prossimi trimestri continuerà a sostenere la domanda di lavoro su ritmi elevati e superiori alla dinamica della forza lavoro.
Il tasso di disoccupazione dovrebbe calare a 3,8% da 3,9% di luglio.
Nell’ipotesi che nei prossimi mesi il tasso di partecipazione sia mediamente intorno al livello di luglio (62,9%), con una crescita mensile degli occupati vicina a 200 mila (la media degli ultimi 12 mesi), il tasso di disoccupazione continuerebbe a scendere, raggiungendo il 3,6% a fine 2018, in linea con la proiezione del FOMC di giugno.
L’andamento della partecipazione sarà almeno importante quanto quello della domanda di lavoro.
Per contenere la velocità del calo della disoccupazione e mantenere “graduale” e contenuto il ritmo dei rialzi della Fed sarà necessaria almeno un’ulteriore stabilizzazione della partecipazione.
Perché ciò avvenga, dovrà mantenersi in aumento la presenza nel mercato del lavoro della coorte 25-54 anni, che continua ad aver un tasso di partecipazione molto inferiore rispetto al periodo pre-crisi.
Nei mesi centrali dell’anno la partecipazione degli uomini fra 25 e 54 è tornata a flettere in modo sorprendente, frenando la spinta della partecipazione totale.
I salari orari sono previsti in aumento di 0,2% m/m, dopo +0,3% m/m di luglio, lasciando la dinamica annua stabile a 2,7% a/a.
Nel complesso i dati del mercato del lavoro di agosto non dovrebbero modificare le valutazioni del FOMC, lasciando spalancata la porta per il rialzo dei tassi di settembre, ormai completamente scontato.
Ieri sui mercati
BCE Comincia a circolare il nome di Liiknanen governatore della banca di Finlandia come possibile successore alla presidenza BCE.
Liikanen potrebbe essere l’uomo del compromesso fra le posizioni del Nord e quelle del Sud Europa.
Liikanen è un falco moderato. Mersch la stabilità dei prezzi deve avere la priorità finanziare nel momento in cui la banca centrale decide sulla politica monetaria, anche perché i prezzi sono direttamente misurabili.
Stati Uniti. La stima ADP degli occupati non agricoli privati ad agosto è di 163 mila, al di sotto delle aspettative di consenso (200 mila), ma sempre su livelli elevati.
La stima ADP rivela comunque un ampio aumento sia nell’industria (manifatturiero: 19 mila, costruzioni: 5 mila), sia nei servizi (139 mila).
I dati potrebbero suggerire un moderato rallentamento della dinamica occupazionale rispetto ai mesi precedenti, ma la volatilità della serie per ora non permette di trarre inferenze sul futuro.
In ogni caso, variazioni di occupati anche mediamente intorno a 150-160 mila resterebbero superiori alla crescita strutturale della forza lavoro e non fermerebbero il calo del tasso di disoccupazione.
Stati Uniti. I nuovi sussidi di disoccupazione nella settimana conclusa il 1° settembre calano ancora, a 203 mila da 213 mila della settimana precedente, toccando il minimo da dicembre 1969 e confermando la situazione di eccesso di domanda sul mercato del lavoro.
Stati Uniti. L’indice composito ISM non manifatturiero ad agosto aumenta a 58,5 da 55,7 di luglio, con indicazioni positive per la crescita.
L’indagine riporta aumenti degli indici di attività (60,7 da 56,5), nuovi ordini (60,4 da 57), occupazione (56,7 da 56,1).
La componente prezzi corregge a 62,8 da 63,4. Le imprese restano ottimiste riguardo allo scenario economico, anche in alcuni settori si riportano effetti negativi dei dazi, sia di quelli già in vigore, sia di quelli annunciati, con incrementi dei costi di produzione.
Secondo l’Institute of Supply Management, la relazione storica fra ISM non manifatturiero e PIL farebbe prevedere una crescita di 3,5% t/t ann. La stima GDP nowcasting dell’Atlanta Fed per il 3° trimestre è a 4,4% t/t ann.
Stati Uniti. Williams (NY Fed) ha detto che non ci sono pressioni inflazionistiche e quindi la Fed non ha bisogno di accelerare il ritmo dei rialzi.
Secondo Williams, la dinamica molto moderata dei salari mette l’economia in una situazione da Riccioli d’oro che permette di lasciarla correre ancora.
Williams ha anche detto che non ci sono segnali che il tasso reale neutrale possa salire al di sopra dell’1%.
Williams ha anche detto che la curva dei rendimenti piatta riflette più che altro la normalizzazione della politica monetaria.
Le parole di Williams segnalano che il “centro” del FOMC resta convinto che il sentiero dei rialzi debba mantenersi graduale, anche a fronte dei dati forti di crescita usciti recentemente e di possibili variazioni del CPI core un po’ sopra il trend.
Il CPI core di agosto, in pubblicazione la prossima settimana, potrebbe mostrare una variazione compresa fra 0,2 e 0,3% m/m per il secondo mese consecutivo.
Fonte: BONDWorld.it
Iscriviti alla Newsletter di Investment World.it



