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Flash: – Germania. L’indice ZEW potrebbe ritracciare

– Germania. L’indice ZEW sulle attese potrebbe ritracciare parte del forte aumento del mese precedente e calare a -20 da -13,7,….

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data la correzione dell’azionario.

L’indice sulla situazione corrente potrebbe risalire marginalmente a 75 da 72,6.

L’indice sulla situazione corrente rimane al di sopra della media di lungo termine e coerente con il proseguimento dell’espansione dell’economia tedesca. Ieri sui mercati

Regno Unito. Barnier ha dichiarato che, se le parti saranno realiste nelle proprie richieste, un accordo sul trattato di recesso è possibile in 6-8 settimane.

Intanto, nel Regno Unito i conservatori contrari alla proposta May sulla relazione a regime con l’UE non sono riusciti a concordare una proposta alternativa, dando prova della profonda eterogeneità delle loro posizioni.

Stati Uniti. Il Congresso ha finalizzato una legge di spesa che potrebbe essere approvata entro fine settimana per evitare il rischio di uno “shutdown” a fine settembre, quando scade la legge di spesa corrente.

Il presidente Trump ha minacciato di imporre il veto su leggi che non includano il finanziamento del muro con il Messico,

ma la leadership repubblicana ha indicato che questo tema non verrà toccato fino a dopo le elezioni midterm.

Stati Uniti. Rosengren (Boston Fed) ha detto che lo scenario di crescita e inflazione rende appropriato continuare ad alzare i tassi al ritmo attuale di 25 pb al trimestre,

e prevede altre due mosse quest’anno, una a settembre e una a dicembre.

Rosengren ha sottolineato l’incertezza sul livello preciso del tasso neutrale, che però, a suo avviso,

è “certamente più alto” rispetto ai tassi effettivi attuali, “forse anche di un intero punto percentuale”.

Quindi Rosengren ritiene che, a meno di nuovi shock inattesi, non c’è motivo per cui si interrompa il sentiero dei prossimi tre o quattro rialzi.

Il rialzo previsto per la riunione di settembre avverrà con un ampio consenso, ma è probabile che da dicembre in poi emergano maggiori divisioni all’interno del FOMC sui rialzi successivi.

Alla luce dell’andamento solido dell’economia e del ritorno dell’inflazione al 2% (e oltre), comunque il FOMC proseguirà con i rialzi anche nel 2019, pur in presenza di dissensi.

Fonte: BONDWorld.it


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