– Area euro. Eurostat pubblica i dati sulla dinamica del costo del lavoro nei mesi primaverili. Nel 1° trimestre il costo del lavoro è accelerato al 2,0% da un precedente 1,8%…..
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La BCE ha sottolineato che l’aumento più sostenuto di salari e stipendi contribuisce ad aumentare il grado di fiducia del Consiglio in un graduale aumento dei prezzi interni.
Sarà pertanto da verificare la tendenza nei mesi primaverili.
– Italia. La seconda lettura dei prezzi al consumo di agosto dovrebbe confermare la stima preliminare di un’inflazione annua in salita da 1,5% a 1,7% sull’indice nazionale e in calo da 1,8% a 1,7% sull’indice armonizzato.
Nel mese i listini sono cresciuti di mezzo punto sul NIC mentre sono rimasti invariati sull’IPCA.
I maggiori rincari dovrebbero essere confermati nei trasporti e nelle spese per il tempo libero. In prospettiva, l’inflazione è attesa salire ancora di qualche decimo da qui a fine anno:
si potrebbe superare la soglia del 2% negli ultimi mesi del 2018.
È attesa poi una moderazione nel corso del 2019. Stati Uniti
– I prezzi all’import ad agosto dovrebbero essere in rialzo di 0,1% m/m, dopo una variazione nulla a luglio. Il petrolio è stato poco variato nel mese e
l’apprezzamento del dollaro dovrebbe contribuire a mantenere contenuti i prezzi all’import, anche se gradualmente potrebbero iniziare ad apparire gli effetti dei nuovi dazi.
– Le vendite al dettaglio ad agosto sono attese in aumento di 0,4% m/m, da 0,5% m/m a luglio. Al netto delle auto, le vendite dovrebbero crescere di 0,5% m/m (0,6 m/m a luglio).
Le immatricolazioni di auto hanno subito una battuta d’arresto ad agosto, proseguendo sul trend in calo iniziato nell’autunno 2017, che ha probabilmente segnato il picco ciclico del settore.
A sostegno delle vendite nominali di autoveicoli c’è il continuo spostamento della domanda verso i SUV, a discapito delle berline, più economiche, con un rialzo costante del prezzo medio e mediano di vendita.
I materiali da costruzione e la benzina dovrebbero registrare variazioni marginali. Fra gli altri segmenti, ci dovrebbe essere una ripresa dei pochi comparti deboli a luglio,
mentre l’abbigliamento dovrebbe rallentare dopo la forte variazione di luglio.
Le vendite al netto di auto, benzina, materiali da costruzioni e alimentari dovrebbero segnare un rallentamento dopo +0,6% m/m di luglio, soprattutto in termini reali,
ma le prospettive per i consumi in estate restano solide: la stima nowcasting dell’Atlanta Fed per i consumi ora è a 3,6% t/t ann.
– La produzione industriale ad agosto dovrebbe aumentare di 0,4% m/m dopo +0,1% m/m di luglio.
La componente produzione dell’ISM manifatturiero ha segnato un ampio incremento ad agosto, a 63,3, indicando un ritmo più rapido di espansione dell’attività.
Il settore delle utilities dovrebbe essere spinto dal clima e l’estrattivo dovrebbe segnare un moderato incremento.
– La fiducia dei consumatori rilevata dall’Univ. of Michigan a settembre (prel.) è prevista in aumento a 96,6.
Ieri sui mercati
Stati Uniti. I nuovi sussidi di disoccupazione nella settimana conclusa l’8 settembre restano sui minimi da fine 1969 e sono poco variati, a 205 mila da 204 mila della settimana precedente,
confermando la situazione di pieno impiego e supportando la previsione di ulteriore calo del tasso di disoccupazione.
Stati Uniti. Il CPI ad agosto sorprende verso il basso, con un aumento di 0,2% m/m per l’indice headline e di 0,1% m/m (0,082% m/m, dopo +0,243% m/m a luglio) per quello core.
Pertanto le variazioni annue rallentano rispetto a luglio, a 2,7% a/a per l’inflazione headline (da 2,8% a/a) e a 2,2% a/a (da 2,4% a/a) per quella core.
L’energia aumenta di 1,9% m/m e gli alimentari di 0,1% m/m. I beni core sono in calo di -0,3% m/m, spinti verso il basso dall’abbigliamento
(-1,6% m/m, terza correzione consecutiva), dai medicinali, che più che controbilanciano l’aumento delle auto usate e la stabilità di quelle nuove.
I servizi ex-energia sono in rialzo di 0,2% m/m dopo +0,3% m/m di luglio: l’abitazione mantiene una variazione di 0,3% m/m,
in linea con il trend (con gli affitti in accelerazione a 0,4% m/m), le tariffe aeree balzano di +2,4% m/m, ma i servizi sanitari correggono (-0,2% m/m), dopo due mesi positivi,
mantenendo la variazione annua (1,9% a/a) al di sotto del trend del passato.
Una variazione di 0,1% m/m per il deflatore core manterrebbe la variazione annualizzata al 2% a/a.
Sembra improbabile che nei prossimi mesi si radichi una nuova fase di decelerazione dei prezzi, alla luce delle indicazioni delle imprese e della scarsità di risorse inutilizzate.
I dati non intaccano la probabilità di un rialzo dei fed funds alla prossima riunione del FOMC del 25-26 settembre, ma danno sostegno alla visione di Powell
secondo cui è opportuno non agire in modo “pre-emptive” in una fase di incertezza sulle caratteristiche strutturali dell’economia.
Stati uniti. Bostic (Atlanta Fed) ha rilevato che i dati del CPI di agosto, un po’ al di sotto delle attese, “suggeriscono che l’economia può avere ancora un po’ di spazio per correre”.
A suo avviso, per ora sarebbe opportuno alzare i tassi solo tre volte quest’anno, dato che rimane incertezza sul livello di pieno impiego e sul rischio effettivo di surriscaldamento.
Bostic ritiene che sia appropriato arrivare alla neutralità, che nelle sue stime richiederebbe tassi fra 2,5 e 2,75%.
Secondo Bostic, il freno della politica commerciale e dei dazi è controbilanciato dallo stimolo fiscale.
Regno Unito. La Bank of England ha lasciato il Bank rate invariato a 0,75%, come atteso.
La decisione è stata unanime. I mercati dei tassi scontano il prossimo rialzo dei tassi ufficiali con probabilità superiore al 50% dal maggio 2019 ,
dopo il recesso dall’UE, scenario che ci sembra ragionevole alla luce della cautela finora dimostrata dalla banca centrale.
Cina. La produzione industriale è lievemente salita da 6,0% a/a in luglio a 6,1% a/a in agosto.
La decelerazione della produzione delle imprese statali, 5,6% a/a in agosto da 6,2% a/a in luglio, dovrebbe essere stata compensata dall’accelerazione della produzione
delle imprese private (il dato non è ancora disponibile), in linea con il lieve aumento dell’indice PMI delle piccole e medie imprese, portatosi 50 in agosto, dopo essere stato al di sotto nei due mesi precedenti.
Cina. Gli investimenti fissi nominali sono decelerati ulteriormente a 5,3% a/a in agosto da 5,5% in luglio, a causa dell’ulteriore rallentamento degli investimenti delle imprese statali (+1,1% a/a). Gli investimenti nello sviluppo immobiliare hanno tenuto, registrando solo una minima decelerazione (10,1% a/a vs 10,2% a/a in luglio).
Nella scomposizione per settori si registra un’accelerazione degli investimenti nel settore manifatturiero (+7,5% a/a vs 7,3% in luglio) e minerario, che prosegue dalla primavera,
ma un’ulteriore decelerazione degli investimenti nelle infrastrutture di trasporto (3,1% a/a da 4,6% a/a in luglio), trascinati al ribasso dal calo tendenziale degli investimenti nel settore ferroviario.
Il rallentamento è in linea con quello del credito, ed è destinato a proseguire nei prossimi mesi, a meno di un maggior allentamento della politica monetaria:
la crescita dell’aggregato della finanza sociale, 10,1% a/a in agosto da 10,3% in luglio, sta diminuendo ed è al di sotto dei minimi di fine 2015,
nonostante la moderata riaccelerazione della componente del credito bancario (a 13,2% a/a da 12,7% in luglio).
Cina. Le vendite al dettaglio sono salite da 8,8% a/a in luglio a 9,0% a/a in agosto in termini nominali e da 6,5% a/a a 6,6% a/a in termini reali.
Le vendite on line, pur rimanendo su ritmi molto elevati, sono invece decelerate, le vendite di auto sono scese per il secondo mese consecutivo (-3,8% a/a)
e le vendite di abitazioni stanno marginalmente rallentando.
Il trend di rallentamento delle vendite al dettaglio che si registra da inizio anno potrebbe proseguire in linea con la moderata correzione della fiducia dei consumatori dai massimi della primavera.
Fonte: BONDWorld.it
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