Intesa SanPaolo – Francia. L’indice di fiducia INSEE dei consumatori potrebbe cedere ancora a settembre, calando a 96 da 97 di agosto. Nei mesi scorsi la…..
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la valutazione delle condizioni occupazionali era tornata negativa mentre le attese sull’andamento dei prezzi erano rimaste stabili. Il livello del morale tra i consumatori francesi si è lievemente eroso quest’anno rispetto al 2017, ma rimane positivamente intonato.
– Stati Uniti. Le vendite di case nuove ad agosto dovrebbero essere poco variate, a 632 mila da 627 mila di luglio.
La fiducia dei costruttori è in modesto calo dalla primavera e si è stabilizzato a 67 ad agosto e settembre. Il trend dell’attività nel settore immobiliare residenziale è negativo da fine 2017.
Nel 4° trimestre ci sarà probabilmente un netto rimbalzo causato dagli effetti distruttivi dell’uragano Florence, che porterà una netta crescita dell’attività.
Il trend di fondo, relativamente debole, però non dovrebbe cambiare.
– Stati Uniti. La riunione di settembre del FOMC si dovrebbe concludere con un aumento del tasso dei Fed funds di 25pb, a 2-2,25% e indicazioni di proseguimento di un sentiero di rialzi graduali.
La conferenza stampa e la dispersione delle proiezioni dei tassi evidenzieranno però una notevole incertezza sull’evoluzione precisa della politica monetaria futura e l’ampio spettro di opinioni che caratterizzano lo scenario del 2020-21.
Nel testo del comunicato e/o nella conferenza stampa potrebbe essere rilevata l’incertezza riguardo agli effetti della guerra dei dazi in atto.
Il comunicato potrebbe omettere o qualificare la valutazione di politica monetaria ancora accomodante, e il grafico a punti, ora esteso di un anno, potrebbe mostrare tassi fermi o in calo per il 2021.
Nella conferenza stampa, Powell dovrebbe sottolineare la prudenza con cui il Comitato valuterà i prossimi rialzi, man mano che si avvicina la soglia della neutralità, vista l’incertezza delle stime del tasso neutrale e dei cambiamenti strutturali dell’economia.
Il messaggio di Powell dovrebbe essere modestamente dovish , in linea con l’opinione di chi nel FOMC ritiene che, nonostante la crescita forte e il tasso di disoccupazione basso, l’inflazione stabile al 2% debba indurre a cautela nei rialzi.
Ieri sui mercati
Italia. I dati sul commercio estero coi Paesi extra-Ue ad agosto hanno evidenziato un andamento congiunturale speculare a quello del mese precedente, con un parziale rimbalzo per le esportazioni (+3,6% dopo il -5,5% m/m) e una lieve correzione per le importazioni (-0,7% da +3,7% m/m).
Di conseguenza l’avanzo commerciale (in termini destagionalizzati) è risalito a 2,4 miliardi dagli 1,7 mld del mese prima, che rappresentavano un minimo da tre anni (l’avanzo nell’interscambio di prodotti non energetici resta comunque in aumento sinora nel 2018 rispetto all’anno scorso, a 44,3 miliardi).
Al netto dell’energia, il recupero dell’export sarebbe stato meno accentuato (+2,4% m/m). Inoltre, non sembra un segnale positivo la flessione dell’import di beni strumentali e beni di consumo durevoli.
Su base annua, entrambi i flussi restano in crescita, pur rallentando lievemente rispetto al mese prima (+4,5% a/a l’export, +12,4% l’import).
Trainanti le vendite verso gli Stati Uniti (+13%), in particolare di autoveicoli, macchinari e apparecchi, prodotti e sostanze chimiche e prodotti alimentari e bevande.
Seguono India (+11,1%) e Giappone (+8,6%). Resta in decisa flessione l’export verso il Medio Oriente (14,6%), la Turchia (-13,1%) e i paesi MERCOSUR (-6,4%).
In sintesi, il dato di agosto non cambia la tendenza dei mesi precedenti, che vede l’import dai Paesi extra-Ue più dinamico dell’export. In questa fase, il commercio estero appare ancora un freno alla crescita del PIL.
Italia. Secondo la co-responsabile dei rating sovrani di DBRS, un moderato aumento dei livelli del debito italiano potrebbe essere tollerato all’interno dell’attuale merito di credito se esso dipendesse da fattori economici esterni all’Italia o se le politiche espansive avessero un impatto positivo sulla crescita di lungo termine del Paese.
L’instabilità politica resta per DRBS il rischio principale cui è soggetta l’Italia. L’agenzia si aspetta che il ministro dell’economia garantisca una adeguata mediazione tra le richieste dei partiti di governo e i vincoli di bilancio.
DBRS valuta oggi l’Italia BBB(high) ovvero un gradino al di sopra dei giudizi delle altre tre agenzie.
Il pronunciamento più atteso è quello di Moody’s, che ha abbassato l’outlook sul debito italiano rimandando la decisione sul rating (attualmente Baa2) per attendere la presentazione del DEF (comunque entro fine ottobre). Il 26 del mese prossimo è in calendario anche S&P (BBB neutral).
Italia. Sul fronte della manovra 2019, la stampa italiana è abbastanza concorde nel sostenere che vi sarebbe un orientamento a fissare l’obiettivo di deficit nel 2019 a 1,9% del PIL, anche se non è per nulla chiaro come ciò possa essere reso compatibile con le misure proposte dai due partiti di governo.
Più che il flusso di notizie sulla manovra, però, Il calo dei differenziali con il debito tedesco registrato ieri riflette la cautela del MEF nel fissare gli obiettivi per l’asta a medio/lungo termine di domani, il cui ammontare è stato annunciato in appena 3,0-4,0 miliardi.
Francia. L’indice di fiducia presso le imprese manifatturiere elaborato dall’INSEE registra una discesa più forte del previsto a 107 da 110, contro attese di una correzione 109.
Lo spaccato mostra un calo della produzione corrente (che era atteso) ma anche un brusco (e inatteso nell’entità) calo degli ordini sia domestici sia esteri, che vedono un minimo da dicembre 2016.
Parte del calo è anche spiegato dalla riduzione delle scorte a magazzino.
Il dato di settembre conferma che il manifatturiero francese, dopo un primo semestre piuttosto buono (+1,8% a/a medio) e due mesi, luglio e agosto, di crescita vigorosa, sta rallentando.
Sarà importante capire se si tratta di una pausa o di una normalizzazione del tasso di crescita del comparto. Nel terzo trimestre, comunque, la produzione industriale è attesa accelerare di un robusto 0,9% t/t dopo il calo di -0,3% t/t della primavera.
BCE. Praet ha cercato di contenere l’aggiustamento delle attese sui tassi a breve termine innescata dal riferimento di Draghi, durante l’audizione al Parlamento europeo di lunedì, ad “un vigoroso aumento dell’inflazione core ”.
Secondo il capoeconomista della BCE i commenti di Draghi non sono una novità.
Lo scenario supporta ad oggi la decisione BCE di archiviare l’APP, ma rimane necessario un ampio grado di stimolo monetario per accompagnare la fase di espansione ed il ritorno duraturo dell’inflazione al target.
Praet ha fatto cenno alla guidance sui riacquisti indicando che questa rimane vaga.
Stati Uniti. La fiducia dei consumatori rilevata dal Conference Board a settembre segna un nuovo ampio rialzo, a 138,4 da 134,7 di agosto, sulla scia di condizioni correnti poco variate (a 173,1 da 172,8) e di un balzo delle aspettative a 115,3 da 109,3.
Il livello di settembre è sui massimi da quasi 18 anni e vicino al massimo storico della serie (144,7 nel 2000). La valutazione del mercato del lavoro resta estremamente positiva.
Secondo il Conference Board, le indicazioni dei dati di settembre sono in linea con una crescita intorno al 3% nel 4° trimestre, spinta da una dinamica solida dei consumi.
Stati Uniti. L’US Trade Representative, R. Lighthizer, ha affermato che, in assenza di concessioni da parte del Canada riguardo alle richieste degli USA., l’amministrazione procederà con il patto bilaterale già siglato con il Messico.
L’amministrazione prevede di presentare il testo dell’accordo entro fine mese, per poter utilizzare la procedura accelerata di approvazione dei trattati internazionali e arrivare a un voto definitivo prima di inizio dicembre, quando si insedierà il nuovo presidente messicano.
Il Congresso è contrario all’esclusione del Canada dal nuovo NAFTA, e per ora non è chiaro quanto della rigidità delle parti sia una strategia negoziale.
Fonte: BONDWorld.it
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