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Intesa SanPaolo Flash: Germania. L’indice di ZEW sulle attese atteso stabile

Intesa SanPaolo Germania. L’indice di ZEW sulle attese per i prossimi mesi è atteso rimanere stabile a gennaio a -17,5, dopo il rimbalzo di dicembre….

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Se l’azionario è risalito nelle ultime settimane le notizie di pesante contrazione della produzione industriale potrebbero aver pesato sulla fiducia degli analisti.

L’indice sulla situazione corrente è atteso peggiorare ancora a 41 da 45,3, rimanendo ancora al di sopra della media di lungo termine.

Stati Uniti. Le vendite di case esistenti a dicembre dovrebbero essere in calo a 5,25 mln di unità ann. da 5,32 mln del mese precedente, sulla scia del persistente trend verso il basso dei contratti di compravendita, che risente della scarsità di offerta, dei prezzi elevati e dei tassi sui mutui in rialzo in autunno.

A ottobre e novembre le vendite avevano recuperato dopo il crollo di settembre, senza però modificare la tendenza verso il basso in atto da fine 2017.

I dati e gli eventi di ieri

Italia. Nell’aggiornamento delle proprie proiezioni contenute nel World Economic Outlook , il Fondo Monetario Internazionale ha rivisto al ribasso la stima di crescita dell’economia italiana nel 2019, a 0,6% da 1% precedente.

L’istituto ha invece confermato rispetto allo scorso ottobre la previsione sul 2020, a 0,9%. Le stime sono in linea con quelle contenute nel recente Bollettino Economico della Banca d’Italia e sensibilmente inferiori alle stime ufficiali del governo, ma restano più ottimistiche rispetto alle previsioni di consenso di gennaio (0,5% per il 2019 e 0,7% per il 2020; fonte: Consensus Economics ).

Regno Unito. Non c’è un “piano B” dopo la bocciatura dell’accordo con l’UE. La premier May ha respinto sia l’ipotesi di un secondo referendum, sia quella di una richiesta di estensione dell’art. 50.

Inoltre, ha anche giudicato la proposta di negoziare la permanenza del Regno Unito nell’unione doganale UE contraria allo spirito del referendum, chiudendo quindi a ogni dialogo con le opposizioni.

Quindi, secondo May, il parlamento dovrebbe scegliere fra l’accordo già sottoscritto e un’uscita del Regno Unito dall’UE il 29 marzo.

Per riconquistare il sostegno degli Euroscettici, la premier ha chiesto di indicare quali modifiche al backstop per l’Irlanda sono necessarie, promettendo quindi di tornare a Bruxelles per rinegoziare tale aspetto.

Tuttavia, le dichiarazioni di Barnier, del ministro tedesco Maas e del vice-premier irlandese Coveney indicano che significative modifiche sono improbabili.

A questo punto, una svolta sarà possibile soltanto se nel parlamento si formasse una maggioranza trasversale a favore di ipotesi alternative, scavalcando il governo.

Alcune mozioni cruciali saranno presentate nei prossimi giorni per richiedere al governo di estendere l’art. 50 e forse per consentire al parlamento di tenere dei voti esplorativi su altre opzioni.

Stati Uniti. La revisione verso il basso della crescita prevista dal FMI per il 2019 non tocca gli Stati Uniti. La crescita attesa per l’economia mondiale è rivista a 3,5% da 3,7% per via di uno scenario più pessimistico sull’Europa, mentre per gli USA la previsione è confermata a 2,5% per il 2019 e a 1,8% per il 2020, anche se in generale vengono sottolineati rischi verso il basso a livello globale.

Fonte: BONDWorld.it


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