A marzo, è calata ancora la fiducia delle famiglie e quella delle imprese manifatturiere, mentre si è registrato un recupero nel morale delle aziende dei servizi e delle costruzioni. I dati ancora non segnalano una svolta per l’economia: i rischi sullo scenario di crescita restano verso il basso…..
Commento di Paolo Mameli, senior economist servizio studi di Intesa Sanpaolo
Il morale dei consumatori è calato ancora a marzo, a 111,2 da 112,4 di febbraio: si tratta di un minimo da agosto del 2017.
Il peggioramento è diffuso a tutte le principali componenti, ma riguarda più il clima economico nazionale che la situazione personale degli intervistati, e più la condizione corrente che le aspettative per il futuro. In flessione sia i giudizi che le attese sulla situazione economica dell’Italia; tornano ad aumentare le preoccupazioni sull’occupazione.
L’indice composito sul morale delle aziende diffuso dall’Istat ha mostrato invece un recupero a marzo, a 99,2 da 98,2 di febbraio (in sostanza tornando sui livelli del primo mese dell’anno).
La ripresa è dovuta ai servizi (100,1 da 98,3) e soprattutto alle costruzioni, dove l’indice ha toccato un nuovo massimo degli ultimi 12 anni (a 140,3 da 135,5 precedente). Il morale è rimasto invariato nel commercio.
La fiducia delle imprese è invece scesa ancora nel manifatturiero, a 100,8 (minimo da febbraio 2015) da 101,6 precedente.
Ha pesato soprattutto il ridimensionamento sia dei giudizi che delle attese sulla produzione; in lieve recupero le aspettative sull’economia. Si registra anche un calo delle scorte (di per sé positivo per le prospettive di produzione).
La flessione più marcata è per i produttori di beni strumentali, il che conferma le difficoltà nel riavviare un ciclo degli investimenti.
In sintesi, i dati sono risultati inferiori alle attese.
È incoraggiante il recupero di morale nei servizi e nelle costruzioni, che verosimilmente stanno tornando a contribuire al PIL.
Viceversa, resta depresso il morale delle imprese nel settore manifatturiero, il che conferma come il recupero della produzione industriale a gennaio possa rivelarsi un rimbalzo “tecnico”.
Abbiamo recentemente rivisto al ribasso la nostra stima sul PIL italiano nel 2019, a 0,2%.
Il nostro scenario di base include una stagnazione nel primo trimestre e un ritorno a un’espansione moderata dal trimestre primaverile (0,1% t/t), e più sostanziosa nella seconda metà dell’anno (0,2% t/t). Tuttavia, gli indici anticipatori, in particolare nel settore manifatturiero, ancora non segnalano una svolta. Ciò conferma che i rischi sulla previsione restano verso il basso.
Fonte : BondWorld.it
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