I mercati valutari: La BCE alza e l’euro sale

La BCE alza e l’euro sale: spazio fino a 1,45-1,46 EUR/USD. Ferma invece la Bank of England: durante il wait and see sterlina esposta a downside, soprattutto contro euro. Revisione al ribasso per lo yen, dopo la revisione peggiorativa dello scenario da parte della BoJ……


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EUR – Abbiamo rivisto al rialzo la proiezione a un mese per l’EUR/USD da 1,43 a 1,45. Resta invece invariato il profilo sulle altre scadenze. La BCE, infatti, ha alzato i tassi come da attese da 1,00% a 1,25% – e Trichet ha lasciato intendere che questo primo rialzo non sarà l’ultimo, anche se verosimilmente il prossimo non arriverà già a maggio. Inflazione a parte, sulla quale restano i rischi verso l’alto a supportare aspettative di altri aumenti del refi rate, il timing sarà guidato dagli sviluppi sul fronte crescita. Quindi, fino a che i dati mostreranno che l’attività economica procede a buon ritmo, un livello di cambio attorno a 1,45 EUR/USD può essere considerato “coerente”. Secondo le stime del nostro semplice modello che mette in relazione cambio con tassi/rendimenti area euro e USA, aspettative di ulteriori 25pb di rialzo del refi rate corrispondono a un aumento di livello del cambio da 1,42-1,43 a 1,45-1,46 EUR/USD. La prossima settimana sono in uscita molti dati area euro importanti. Salvo delusioni questi potrebbero contribuire a portare l’euro verso 1,45-1,46. Il problema “periferici” resta un fattore che dovrebbe contenere lo spazio rialzista del cambio.

GBP – La Bank of England ha invece lasciato invariati tassi e APF. Sull’annuncio la sterlina è scesa, anche se di poco. Le nostre aspettative restano per un primo rialzo del bank rate nel 3° trimestre. Prima di allora si dovrebbe avere una fase di indebolimento della divisa britannica, soprattutto contro euro. I driver ribassisti, infatti, dovrebbero essere: (1) tenuta/ulteriore salita dell’EUR/USD (su attese di altro rialzo del refi rate), e/o (2) tendenze ribassiste sul cambio GBP/USD su dati dell’economia britannica che deludano. Dai dati della prossima settimana (bilancia commerciale, inflazione, mercato del lavoro) si attende un quadro misto. Tendenzialmente comunque la sterlina dovrebbe scendere contro dollaro, alla luce dei livelli (piuttosto elevati) raggiunti, e contro euro, complice anche in questo caso la dinamica attesa dell’EUR/USD.

JPY – Lo yen si è indebolito ulteriormente questa settimana, ma ciò che conta non è tanto l’entità del calo, modestissima, quanto l’aver raggiunto un livello che era stato abbandonato a settembre, quota 85 USD/JPY. Poiché con il rialzo BCE si è aperta la stagione dei rialzi delle “majors” (BCE, BoE, Fed, BoJ) e poiché la BoJ ha rivisto in senso negativo le prospettive della crescita giapponese, attuando nuove misure a sostegno dell’economia, i differenziali di tassorendimento dovrebbero iniziare ad acquisire a breve una direzionalità, nella fattispecie sfavorevole allo yen. Abbiamo quindi rivisto al rialzo da 83 a 86 USD/JPY e da 85 a 88 USD/JPY le proiezioni a 1m e a 3m rispettivamente. La prossima settimana, a meno di delusioni dai dati USA, lo yen dovrebbe scendere ancora, con tentativo di sfondamento rialzista di 86,00 USD/JPY.


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