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US: produzione industriale in buona accelerazione a marzo

La produzione industriale ha registrato una buona crescita a marzo, salendo dello 0.8% mom dopo il +0.1% mom di febbraio (rivisto al rialzo dal -0.1% mom originariamente rilevato). Il rialzo di marzo è risultato sopra le attese che erano comunque per un rialzo dello 0.6% mom. Su base tendenziale la produzione industriale ….


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Aletti Gestielle SGR – Laura Cavallaro -Ufficio Studi


ha registrato una modesta accelerazione a 5.9% yoy dal 5.6% yoy di febbraio. Complessivamente, la produzione industriale in Q1 ha registrato un aumento dell’1.5% qoq (6.1% qoqa) rispetto a Q4, supportando quindi l’idea di una buona crescita degli investimenti industriali nel primo trimestre del 2011.

Analizzando il dettaglio del dato emerge che l’espansione di gennaio è stata trainata in particolare dalla buona crescita di tutti i principali sottosettori, in particolare da quello relativo alle Utilities. Il settore Manifatturiero ha registrato una crescita dello 0.7% mom, ben più forte della crescita delle ore aggregate lavorate nel settore manifatturiero (0.5% mom), con rialzi sia nella parte di beni durevoli che non durevoli. In particolare, i rialzi nelle sottocomponenti di beni di consumo (+0.9% mom) e di business equipment (+0.4% mom) sono indicazione di una domanda comunque in crescita. All’interno della categoria beni di consumo, la produzione di beni durevoli è salita del 2.1% mom, con il rialzo più sostenuto nella sottocomponente di Automotive Products (+3.6% mom). Di conseguenza è stato registrato anche un aumento dell’assembly rate a 8.94% da 8.55% di febbraio, che ha quindi segnato il massimo da luglio 2008. E’ però da segnalare che ad aprile e in generale in tutto Q2 la produzione di auto negli Stati Uniti sarà penalizzata dall’interruzione della produzione di componenti auto in Giappone verificatasi in seguito alle catastrofi naturali che hanno interessato questo Paese a marzo. In particolare, Wards Auto ha stimato che le principali tre case automobilistiche giapponesi (Toyota, Nissan ed Honda) hanno tagliato la loro produzione di auto in America per il mese di aprile in modo significativo (ad esempio Toyota del 28% e Honda del 50%). Dall’altro lato, però, le tre grandi case automobilistiche statunitensi (GM, Ford e Chrysler) hanno fatto solo delle revisioni minime alle loro stime di produzione di aprile (ad esempio GM ha abbassato la propria stima dell’1% e Ford l’ha lasciata invariata). La produzione di beni di consumo non durevoli ha registrato invece una crescita di 0.5% mom. La produzione di Business Equipment è salita dello 0.4% mom, come accennato in precedenza, con una crescita diffusa a tutte le principali sotto componenti. La produzione di beni da difesa e space equipment ha registrato un rialzo dell’1.1% mom dopo il 2.2% mom di febbraio. Infine, la produzione di Forniture da costruzioni è salita dell’1.5% mom dopo il -0.7% di febbraio.

Come anticipato, una forte espansione è stata registrata dal comparto Utilities (1.7% mom), al cui interno hanno registrato un rialzo sia la componente elettrica (1.9% mom) sia quella di gas naturale (0.5% mom), nonostante le temperature relativamente miti nel mese. Come anticipato, contributo positivo anche dal comparto estrattivo, che registra un rialzo dello 0.6% mom dopo il +0.3% mom di febbraio.

Contestualmente, la capacity utilization è salita a 77.4% da 76.9% di febbraio (rivisto al rialzo da 76.3% originariamente rilevato), restando ancora al di sotto della propria media storica di 80.9%, confermando quindi come sia ancora presente capacità inutilizzata nel sistema.


Disclaimer: La source dei dati è Bloomberg e/o Datastream. Il presente documento è destinato esclusivamente al soggetto destinatario ed ha quale unico scopo quello di illustrare dati e/o pensieri ritenuti degni di nota. Pertanto tale documento ha finalità esclusivamente informative, e non può essere in alcun modo inteso o interpretato quale offerta, invito, consiglio, suggerimento o indicazione di investimento. In nessun caso il presente documento può essere diffuso al pubblico senza preventiva autorizzazione da parte della SGR. Inoltre, anche se la SGR intraprende ogni ragionevole sforzo per ottenere informazioni da fonti ritenute affidabili, non assicura in alcun modo che le informazioni, i dati, le notizie, o le opinioni contenute nel materiale siano esatte, affidabili o complete. Inoltre, la SGR non può essere ritenuta responsabile dell’utilizzo che ne viene fatto.

Da seguire:

Area Euro

– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.

– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.

– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.

Stati Uniti

– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati

L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.

Area Euro

La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.

L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%. L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.

Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.

Stati Uniti

Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.

Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.

Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.


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