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Analisi GDP advance Q1

Il dato del PIL di Q1 2011 è risultato inferiore alle nostre attese, registrando una crescita dell’1.8% qoq annualizzato, in rallentamento dal 3.1% qoqa di Q4, rappresentando il settimo trimestre consecutivo di crescita dell’economia americana dopo la recessione 2008/2009. In termini tendenziali la crescita risulta in modesto ….


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Aletti Gestielle SGR – Laura Cavallaro -Ufficio Studi


rallentamento a 2.3% dal 2.8% di Q4. In particolare, in termini congiunturali si tratta della crescita più lenta dal secondo trimestre 2010, con un contributo dalle scorte piuttosto consistente che, se da un lato è positivo dopo il decumulo di H2 2010, dall’altro non prospetta molto favorevolmente per i prossimi trimestri del 2011. Saranno necessari ancora parecchi trimestri per colmare l’ampio output gap accumulatosi con la recessione. Avremo quindi un elevato livello di capacità inutilizzata ancora a lungo, con il tasso di disoccupazione che, allo stesso tempo, resterà al di sopra delle varie stime di NAIRU (il FOMC lo stima fra 5.2% e 5.6%), con conseguenti pressioni inflazionistiche limitate. Per i prossimi trimestri in generale le nostre attese sono di crescita sostenibile, sia pure moderata, ma in miglioramento rispetto a Q1 2011 che risulta penalizzato dalla convergenza di diversi fattori, come spiegato meglio in seguito.

Il dato congiunturale mostra una crescita molto più debole delle nostre attese nella componente relativa alla spesa governativa, che ha dato un contributo negativo di -1.09% qoqa, principalmente a causa della riduzione della spesa da difesa. Al contrario, i consumi privati hanno invece mostrato una crescita più forte delle nostre attese.

Come appena accennato, superiore alle nostre attese è risultato il dato dei consumi, saliti oggi del 2.7% qoq annualizzato (contributo alla crescita del +1.91% qoq annualizzato), anche se in rallentamento dal 4.0% qoqa di Q4. Il dato relativo ai consumi si è dimostrato comunque più forte di quello implicato dai dati mensili. Il primo trimestre 2011, infatti, ha aperto in maniera piuttosto debole, con il PCE reale di gennaio in rialzo solamente dello 0.5% annualizzato rispetto alla media di Q4. Infatti, nel primo trimestre le vendite al dettaglio hanno registrato una crescita del 9.6% qoqa contro il 13.8% qoqa di Q4, mentre le vendite totali di auto sono migliorate marginalmente a 13.0 mln mediamente in Q1 contro i 12.3 mln di Q4. Oltre a questo, una convergenza inusuale di fattori ha penalizzato i consumi nel trimestre (condizioni meteo particolarmente avverse, rincari energetici, timing tardivo di Pasqua). Ci aspettiamo per i prossimi trimestri risultati ancora abbastanza forti dai consumi, in linea con il miglioramento del mercato del lavoro a cui stiamo assistendo. La crescita più consistente si registra nella componente di consumi di beni durevoli, in linea con il miglioramento delle vendite di auto nel trimestre. Infatti, questa risulta in rialzo del 10.6% qoqa dopo il 21.1% di Q4. Una crescita più modesta si è invece registrata nella spesa per beni non durevoli (+2.1% qoqa) e per servizi (+1.7% qoqa). Ipotizzando nessuna revisione per i dati di gennaio e febbraio, alla luce del dato odierno dei consumi, la stima incorporata per il PCE di marzo (che sarà diffuso domani), risulta di 1.1% mom in termini reali. Ipotizzando un deflatore dei consumi headline in rialzo dello 0.5% mom, in linea con il dato odierno, la stima per il PCE nominale di marzo risulta essere di +1.6% mom. Questa stima non è comunque in linea con quanto visto nelle retail sales del mese, sembrano quindi probabili revisioni al rialzo del PCE di gennaio o febbraio.

Un dato in linea con le nostre attese viene dagli investimenti fissi, in rallentamento allo 0.7% qoqa dopo il +6.8% qoqa di Q4. Anche gli investimenti fissi, infatti, risentono delle avverse condizioni meteo nel periodo. I profitti, invece, sono generalmente in buona crescita e creano ampia liquidità a disposizione delle imprese per finanziare progetti di investimento. Anche per quanto riguarda le condizioni di credito per le imprese di piccole dimensioni che non hanno accesso al mercato dei capitali la situazione è in miglioramento, beneficiando del programma della Fed per agevolare il credito alle imprese di medie e piccole dimensioni. Gli investimenti in Equipment e Software mettono a segno un buon rialzo oggi, dell’11.6% qoqa, in accelerazione dal +7.7% qoqa di Q4. Questo risultato è in linea con quanto visto dalla proxy utilizzata dal BEA per questa serie (gli shipments di non defense capital goods ex aircrafts), saliti mediamente in Q1 del 2.2% annualizzato rispetto al quarto trimestre. Si tratta dell’ottavo trimestre di crescita positiva dopo sei trimestri consecutivi di contrazione per questo comparto. Rimangono dubbi però sulla sostenibilità di tale ritmo di crescita nei prossimi trimestri, quando le imprese non avranno più la domanda arretrata per rinnovo impianti accumulatasi durante la recessione da soddisfare. Gli investimenti in strutture hanno invece registrato una fortissima contrazione dopo il rimbalzo di Q4 che a sua volta veniva da una serie di nove cali trimestrali consecutivi.

Anche sul fronte Investimenti residenziali è stata registrata una contrazione seguita al rimbalzo del mese precedente (-4.1% qoqa da 3.3% qoqa di Q4 10). Nel primo trimestre le evidenze proveniente dal settore sono state miste: le vendite di case nuove sono risultate in rallentamento (a 294K medio contro i 300K in media di Q4), mentre le vendite di case esistenti hanno accelerato (a 5.13 mln da 4.74 mln in media in Q4), beneficiando delle vendite all’asta delle case provenienti dai pignoramenti e della stabilità dei tassi sui mutui (il tasso medio di un mutuo trentennale a tasso fisso è passato da 4.82% a fine 2010 a 4.92% a fine marzo 2011). Contrastanti anche le evidenze provenienti dagli Housing Starts (a 563K medio da 534K medio in Q4) e dai Building Permits (a 564K da 574K in Q4 mediamente), risentendo anche in questo caso l’impatto delle cattive condizioni metereologiche in buona parte del Paese nel primo trimestre. L’incertezza sul settore immobiliare resta alta e nei prossimi trimestri non ci possiamo aspettare un grosso contributo alla crescita da tale comparto.

Il settore estero ha fornito un modesto contributo negativo in linea con le nostre attese, pari a -0.08% qoqa, dopo il consistente ed insolito restringimento del trade deficit di Q4 2010. Il saldo della bilancia commerciale si è allargato in Q1 a -399.7 bln USD da -397.7 bln USD. Le esportazioni hanno infatti rallentato a 4.9% da 8.6%, mentre le importazioni hanno registrato un’accelerazione a 4.4% dopo il -12.6% di Q4.

Le scorte hanno dato un forte contributo positivo, dello 0.93% qoqa, passando a 43.8 bln USD da 16.2 bln USD. Per il 2011 nel complesso ci aspettiamo un contributo complessivamente nullo dalle scorte, in quanto non sono più presenti necessità di forte riaccumulo come accaduto alla fine della recessione.

Come già anticipato, la sorpresa negativa più forte è venuta dalla spesa governativa, a -5.2% qoqa dopo il -1.7% qoqa di Q4, con un contributo alla crescita di -1.09%, riflettendo un calo di -7.9% qoqa nella spesa federale, originato da un -11.7% nella spesa da difesa, mentre la spesa non da difesa è salita dello 0.1% qoqa. La spesa state & local è scesa del 3.3% qoqa.

Il deflatore del PIL ha accelerato, anche se in maniera meno marcata delle attese, mostrando una crescita dell’1.9% qoqa dallo 0.4% qoqa di Q4. Il tasso di crescita yoy ha accelerato a 1.6% da 1.3%. Il deflatore del PCE headline ha invece registrato un’accelerazione molto più forte a 3.8% qoqa dopo l’1.7% qoqa di Q4. mentre il deflatore del PCE core, la misura di inflazione più seguita dalla Fed, sale a 1.5% qoqa da 0.4% qoqa di Q4.


Disclaimer: La source dei dati è Bloomberg e/o Datastream. Il presente documento è destinato esclusivamente al soggetto destinatario ed ha quale unico scopo quello di illustrare dati e/o pensieri ritenuti degni di nota. Pertanto tale documento ha finalità esclusivamente informative, e non può essere in alcun modo inteso o interpretato quale offerta, invito, consiglio, suggerimento o indicazione di investimento. In nessun caso il presente documento può essere diffuso al pubblico senza preventiva autorizzazione da parte della SGR. Inoltre, anche se la SGR intraprende ogni ragionevole sforzo per ottenere informazioni da fonti ritenute affidabili, non assicura in alcun modo che le informazioni, i dati, le notizie, o le opinioni contenute nel materiale siano esatte, affidabili o complete. Inoltre, la SGR non può essere ritenuta responsabile dell’utilizzo che ne viene fatto.

Da seguire:

Area Euro

– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.

– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.

– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.

Stati Uniti

– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati

L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.

Area Euro

La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.

L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%. L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.

Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.

Stati Uniti

Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.

Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.

Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.


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