US: produzione industriale penalizzata dalla componente auto

La produzione industriale ha messo a segno un risultato invariato ad aprile, in rallentamento dal rivisto 0.7% mom di marzo (rivisto oggi al ribasso da 0.8% mom originariamente rilevato). Il dato è stato trainato al ribasso da una forte correzione nel comparto auto, a causa …


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Aletti Gestielle SGR – Laura Cavallaro -Ufficio Studi


dell’interruzione nel rifornimento di componentistica dal Giappone in seguito al terremoto di marzo, coinvolgendo soprattutto le tre maggiori case automobilistiche nipponiche. Queste ultime, infatti, avevano rivisto considerevolmente al ribasso le previsioni di produzione per Q2 negli stabilimenti americani dopo il terremoto:

Infatti, al netto solamente della componente auto, la produzione industriale sarebbe salita dello 0.4% mom. Ci potrebbero volere ancora uno/due mesi prima che la situazione di approvvigionamento delle componenti dal Giappone si normalizzi.

Su base tendenziale la produzione industriale ha registrato un modesto rallentamento, a 5.0% da 5.3%, registrando la crescita tendenziale minima da un anno. Pensiamo quindi che questa fase di stallo nel manifatturiero sia temporanea e che nei prossimi mesi dovremmo tornare a vedere buoni dati di crescita per il comparto manifatturiero, che beneficia di una buona domanda (soprattutto dai Paesi emergenti) che dovrebbe proseguire nei prossimi mesi.

Il rialzo più consistente viene dalla voce Utilities, in rialzo dell’1.7% mom, con un rialzo del 2.1% mom nel comparto elettrico in parte compensato da -0.5% mom del gas naturale.

Il comparto manifatturiero ha messo a segno un risultato negativo (-0.4% mom), come evidenziato in precedenza. La componente Motor Vehicle e parts è scesa dell’8.9% mom, mentre sono salite le sotto componenti di Macchinari (0.2% mom) e di Computer ed Elettronica (1.1% mom). Contributo positivo anche dal comparto estrattivo, che registra un rialzo dello 0.8% mom dopo il +1.4% mom di marzo.

Con riferimento al dettaglio per gruppi di mercato, si registra un calo nella sottocomponente di beni di consumo (-0.7% mom). All’interno di questa categoria, la produzione di beni durevoli è scesa del 4.4% mom, mentre la produzione beni di consumo non durevoli ha registrato un aumento di 0.3 mom. All’interno della categoria dei beni durevoli, l’output di auto è sceso del 7% mom e l’output di Appliances, Furniture e Carpeting è sceso del 4.2% mom. La produzione di Business Equipment è scesa dello 0.4% mom ad aprile dopo il -0.5% mom di marzo, con un calo particolarmente marcato nella produzione di Transit Equipment (-3.6% mom), a causa della forte correzione nel tasso di assemblaggio auto, che ha più che compensato i rialzi consistenti registrati in altri tipi di Transit Equipment, soprattutto aerei. Su base tendenziale, l’indice per la produzione di Business Equipment è in rialzo del 9.9%.

La produzione di beni da difesa e space equipment è rimasta flat dopo il -0.3% mom di marzo, mentre su base tendenziale risulta in rialzo dell’1.4% yoy.

La produzione di Forniture da costruzioni è scesa dello 0.1% mom. Su base tendenziale questa componente risulta in rialzo del 3% yoy, rimanendo ben al di sotto del proprio picco pre-recessione.

Contestualmente, la capacity utilization è scesa di un decimo a 76.9% dal rivisto 77.0% di marzo, restando ancora al di sotto della propria media storica di 80.9% e confermando quindi come la capacità inutilizzata nel sistema sia ancora consistente.


Disclaimer: La source dei dati è Bloomberg e/o Datastream. Il presente documento è destinato esclusivamente al soggetto destinatario ed ha quale unico scopo quello di illustrare dati e/o pensieri ritenuti degni di nota. Pertanto tale documento ha finalità esclusivamente informative, e non può essere in alcun modo inteso o interpretato quale offerta, invito, consiglio, suggerimento o indicazione di investimento. In nessun caso il presente documento può essere diffuso al pubblico senza preventiva autorizzazione da parte della SGR. Inoltre, anche se la SGR intraprende ogni ragionevole sforzo per ottenere informazioni da fonti ritenute affidabili, non assicura in alcun modo che le informazioni, i dati, le notizie, o le opinioni contenute nel materiale siano esatte, affidabili o complete. Inoltre, la SGR non può essere ritenuta responsabile dell’utilizzo che ne viene fatto.

Da seguire:

Area Euro

– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.

– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.

– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.

Stati Uniti

– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati

L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.

Area Euro

La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.

L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%. L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.

Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.

Stati Uniti

Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.

Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.

Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.


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