Minute FOMC 26/27 aprile 2011

Le minute del FOMC del 26/27 aprile sono complessivamente ottimiste per quanto riguarda l’outlook di crescita. Infatti, i membri si aspettano un proseguimento della ripresa, sia pure moderata, e pensano che il rallentamento della crescita visto in …


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Aletti Gestielle SGR – Laura Cavallaro -Ufficio Studi


Q1 sia temporaneo, influenzato da condizioni meteo particolarmente avverse, aumenti nei prezzi energetici e delle commodities in generale ed un calo particolarmente consistente nella spesa da difesa. Si aspettando quindi crescita migliore nei prossimi trimestri dell’anno.

Particolarmente rilevante, poi, il recente miglioramento del mercato del lavoro, con sempre maggiori contatti che programmano di assumere nuovo personale più avanti nell’anno. I rischi all’outlook di crescita sono bilanciati. Infatti, quelli sul downside sono compensati dai rischi sull’upside.

Da segnalar,e però, come alcuni membri pensino che i rischi sul downside ora siano maggiori, con particolare preoccupazione per i rischi derivanti da un impatto maggiore delle attese dei rincari energetici sulla spesa per consumi e per investimenti, continui problemi nei Paesi periferici dell’Area Euro, un impatto maggiore delle attese dalle distruzioni delle forniture globali dopo il terremoto in Giappone, da tagli maggiori delle attese nella spesa federale, dall’eventuale mancato rialzo del Debt Ceiling e dalla possibilità che la debolezza della crescita in Q1 non sia solamente transitoria. Tuttavia, il rapido calo del tasso di disoccupazione negli ultimi mesi suggerisce come potremmo anche assistere ad una crescita maggiore delle attese nei prossimi trimestri.

Le minute esprimono poi continua preoccupazione riguardo l’outlook di inflazione. Infatti, i recenti rialzi sono principalmente imputabili ai rincari energetici e dovrebbero quindi essere transitori, mentre le pressioni da costo del lavoro continuano ad essere sostanzialmente invariate. Le aspettative di inflazione a breve sono infatti salite, insieme ad alcuni indicatori di aspettative di inflazione a lungo termine, mentre altri indicatori sono variati di poco (o nel complesso scesi) da marzo.

Dalle minute emerge una discussione piuttosto approfondita riguardo l’inflazione, con i rischi all’outlook ancora sull’upside come a marzo. Infatti, i membri del FOMC sono complessivamente d’accordo sull’importanza di monitorare le aspettative di inflazione per stabilire la necessità o meno di intervenire per evitare un rialzo dell’inflazione più duraturo. Infatti, un aumento significativo delle aspettative di inflazione a lungo termine potrebbero portare aumenti significativi nei salari e nei prezzi al consumo. Alcuni partecipanti notano come l’introduzione di un target numerico esplicito per l’inflazione potrebbe aiutare nell’ancoraggio delle aspettative di inflazione a medio termine. Di conseguenza, il FOMC, alla conclusione della discussione, ribadisce la propria vigilanza riguardo l’evoluzione dei prezzi e la consapevolezza dei pericoli di un rialzo non desiderato nei prezzi, prestando particolare attenzione all’evoluzione delle aspettative di inflazione.

Riguardo il programma di acquisti di asset e l’implementazione della Exit Strategy, dalle minute emerge la prontezza del FOMC ad implementare la Exit Strategy al momento opportuno. Non sono ancora state prese decisioni definitive a tale proposito e vi è necessità di discussione ulteriore su tale punto. Viene, tuttavia, fornito un quadro più chiaro delle opzioni disponibili, facendo quindi capire come il suo avvio potrebbe non essere così lontano. Infatti, il miglioramento del mercato del lavoro negli ultimi mesi è consistente e se verrà confermato nei prossimi mesi pensiamo che potremmo vedere presto la rimozione della frase “Extended Period” (nelle nostre previsioni tale frase dovrebbe essere rimossa al FOMC di settembre).

Infatti, nelle minute stesse si legge come il processo di normalizzazione della politica monetaria debba essere accompagnato da cambiamenti di linguaggio nello Statement. Uno dei primi passi sulla via dell’Exit Strategy (probabilmente il primo) sarà il termine della politica di reinvestimento, visto come tightening implicito della politica monetaria. Secondo le nostre attese questo passo dovrebbe verificarsi al FOMC di agosto. Tuttavia, il FOMC è pronto a posticipare i programmi in caso di condizioni economiche peggiore delle attese. Alcuni membri pensano che il rialzo nell’inflazione visto recentemente potrebbe significare che le condizioni economiche permetteranno un avvio della Exit Strategy prima di quanto attualmente ipotizzato.

Rilevante, inoltre, questa frase riguardo le Securities detenute in portaglio: “It was agreed that the size of the SOMA’s securities portfolio would be reduced over the intermediate term to a level consistent with the implementation of monetary policy through the management of the federal funds rate rather than through variation in the size or composition of the Federal Reserve’s balance sheet.” Ciò significa che le vendite di asset restano una delle ultime opzioni sulla via dell’Exit Strategy. Inoltre, col tempo la composizione del bilancio dovrà tornare ad essere prevalentemente in Treasuries.

Infine, vi è sostanziale accordo fra i membri riguardo il portare a termine il secondo programma di Large Scale Asset Purchases lanciato a novembre, per intero entro fine giugno, senza diluizioni nel terzo trimestre.


Disclaimer: La source dei dati è Bloomberg e/o Datastream. Il presente documento è destinato esclusivamente al soggetto destinatario ed ha quale unico scopo quello di illustrare dati e/o pensieri ritenuti degni di nota. Pertanto tale documento ha finalità esclusivamente informative, e non può essere in alcun modo inteso o interpretato quale offerta, invito, consiglio, suggerimento o indicazione di investimento. In nessun caso il presente documento può essere diffuso al pubblico senza preventiva autorizzazione da parte della SGR. Inoltre, anche se la SGR intraprende ogni ragionevole sforzo per ottenere informazioni da fonti ritenute affidabili, non assicura in alcun modo che le informazioni, i dati, le notizie, o le opinioni contenute nel materiale siano esatte, affidabili o complete. Inoltre, la SGR non può essere ritenuta responsabile dell’utilizzo che ne viene fatto.

Da seguire:

Area Euro

– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.

– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.

– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.

Stati Uniti

– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati

L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.

Area Euro

La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.

L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%. L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.

Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.

Stati Uniti

Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.

Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.

Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.


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