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PIL US Q1: conferma del dato advance con sorpresa al ribasso dai consumi

Il dato preliminare del PIL di Q1 ha visto una conferma del dato preliminare contro le attese di una revisione al rialzo, attestandosi quindi all’1.8% qoq annualizzato, in rallentamento dal 3.1% del quarto trimestre 2010. Da segnalare la revisione al ribasso consistente per i Consumi (rivisti al ribasso di 5 decimi). Revisione invece al rialzo per Investimenti in Strutture e Residenziali e per le scorte. Le altre revisioni sono state di entità modesta e generalmente si sono compensate….


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Aletti Gestielle SGR – Laura Cavallaro -Ufficio Studi


Nonostante il dato headline sia rimasto invariato, le revisioni nella composizione della domanda lasciano pensare ad una crescita nei prossimi trimestri più debole di quanto precedentemente stimato. Anche le ultime previsioni del FOMC (pubblicate il 27 aprile) appaiono ora troppo ottimiste. Queste ultime, infatti, sono per una crescita del PIL reale yoy in Q4 2011 fra 3.1% e 3.3%. Viste le nostre attese per Q2 fra +3.0% e +3.5% annualizzato, dovremmo avere una crescita prossima al 4% nel terzo e nel quarto trimestre per verificare tale previsione. Ciò appare poco probabile a questo punto e pensiamo, quindi, che tali previsioni possano essere riviste al ribasso in occasione del prossimo FOMC del 22 giugno. Inoltre, se i restanti tre trimestri dell’anno replicassero il risultato odierno, la crescita media dell’anno andrebbe a 2.2%, risultato più debole dal 2009, anno in cui i primi sei mesi conoscevano ancora la recessione. Le nostre attese per la crescita media del 2011 sono al momento a 2.7%.

Comunque la ripresa, per quanto modesta, appare sostenibile e dovrebbe proseguire nei prossimi trimestri. Contemporaneamente, le pressioni inflazionistiche dovrebbero rimanere sotto controllo grazie all’ampio output gap ed il mercato del lavoro proseguire la graduale ripresa in atto.

I consumi privati sono stati rivisti al ribasso a sorpresa, a 2.2% qoqa da 2.7% qoqa precedentemente rilevato. La revisione al ribasso è stata suddivisa fra tutte le componenti: consumi di beni durevoli (a 8.9% da 10.6%), consumi di beni non durevoli (a 1.1% da 2.1%) e consumi di servizi (1.5% da 1.7%). Il contributo alla crescita dei consumi nel loro complesso è dell’1.53% qoq annualizzato (da +1.91% qoq della stima advance e dal +2.79% finale di Q4). La crescita odierna dei consumi rappresenta il dato più basso da un anno e solleva un campanello di allarme per un trend di crescita dei consumi più debole di quanto attualmente ipotizzato.

Gli investimenti fissi nel loro complesso sono stati rivisti al rialzo, a 2.1% da 0.7%, con la revisione al rialzo concentratasi negli investimenti in strutture, a -16.8% qoqa da -21.7% qoqa e negli Investimenti Residenziali, a 3.3% da -4.1%. Invariati invece gli Investimenti in Equipment e Software, a 11.6% qoqa.

La spesa pubblica è stata modestamente rivista al ribasso, a -5.1% da -5.2%. Analizzando le sue sottocomponenti, il drag più consistente continua ad essere rappresentato dalla spesa per difesa (-11.7% qoqa), imputabile agli acquisti di beni capitale per la difesa. È quindi probabile che i problemi del Congresso, a febbraio e marzo, possano avere ritardato tali acquisti nel finanziamento del budget 2011. In tal caso, dovremmo vedere un modesto rimbalzo in Q2 in tale componente, limitato dal probabile progressivo ritiro delle truppe americane nei prossimi mesi da Pakistan ed Afghanistan. Rivista di poco al rialzo la componente State e Local (a -3.2% da -3.3%), risentendo dei continui tagli nella spesa degli enti locali a causa dei loro problemi di budget. Invariata nel complesso la spesa Federale (a -7.9% qoqa), con nessuna revisione anche per le sue due componenti principali: componente difesa (a -11.7%) e spesa non da difesa, a 0.1% qoqa.

Il dato di Net Export ha visto oggi una modesta revisione al rialzo, di neanche 1 bln, a -398.5 bln da -399.7 bln, per un contributo alla crescita passato da -0.08% a -0.06%. Vi è stata una revisione al rialzo delle importazioni, passate da 4.4% qoqa a 7.5% qoqa, sostanzialmente compensata dalla revisione al rialzo delle esportazioni, a 9.2% da 4.9%.

Il dato relativo alle scorte è stato rivisto al rialzo a 52.2 bln da 43.8 bln, con un contributo alla crescita passato di conseguenza a 1.19% da 0.93%. Il maggiore accumulo di scorte registrato in Q1 può essere da preludio a minore crescita in Q2, sia a causa di minore necessità di ricostituzione scorte che a causa delle effettive difficoltà logistiche implicate dalla mancanza di riforniture dal Giappone.

Il deflatore del PIL è rimasto invariato a 1.9% qoqa, con pressioni inflazionistiche quindi sempre modeste nonostante i rincari delle materie prime nel trimestre. Invariato anche il PCE headline deflator, a 3.8%, mentre è stato rivisto moderatamente al ribasso il core PCE deflator, a 1.4% da 1.5%.


Disclaimer: La source dei dati è Bloomberg e/o Datastream. Il presente documento è destinato esclusivamente al soggetto destinatario ed ha quale unico scopo quello di illustrare dati e/o pensieri ritenuti degni di nota. Pertanto tale documento ha finalità esclusivamente informative, e non può essere in alcun modo inteso o interpretato quale offerta, invito, consiglio, suggerimento o indicazione di investimento. In nessun caso il presente documento può essere diffuso al pubblico senza preventiva autorizzazione da parte della SGR. Inoltre, anche se la SGR intraprende ogni ragionevole sforzo per ottenere informazioni da fonti ritenute affidabili, non assicura in alcun modo che le informazioni, i dati, le notizie, o le opinioni contenute nel materiale siano esatte, affidabili o complete. Inoltre, la SGR non può essere ritenuta responsabile dell’utilizzo che ne viene fatto.

Da seguire:

Area Euro

– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.

– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.

– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.

Stati Uniti

– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati

L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.

Area Euro

La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.

L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%. L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.

Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.

Stati Uniti

Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.

Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.

Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.


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