La BCE lascia i tassi invariati ma segnala rialzo a luglio con “strong vigilance”

La presenza delle parole “strong vigilance” punta ad un rialzo dei tassi al prossimo meeting di luglio. Confermiamo quindi le nostre attese per altri due rialzi nel corso dell’anno, …


Se vuoi ricevere le principali notizie pubblicate da BONDWorld iscriviti alla Nostra Newsletter settimanale gratuita.
Clicca qui per iscriverti gratuitamente.


Aletti Gestielle SGR – Laura Cavallaro -Ufficio Studi


uno a luglio ed uno ad ottobre, con il Refi Rate che dovrebbe chiudere il 2011 all’1.75%, e di altri due rialzi nella prima metà del 2012, con il Refi Rate che dovrebbe arrivare al 2.25% a fine Q2.

Nel corso del meeting odierno tenutosi a Francoforte il Governing Council della BCE ha deciso di lasciare i tassi ufficiali invariati all’1.25%. Le informazioni che si sono rese disponibili dall’ultimo meeting del 5 maggio confermano continue pressioni al rialzo sui prezzi, dovute principalmente al rialzo dei prezzi delle commodity e del comparto energetico. Il tasso di espansione della massa monetaria sottostante si sta riprendendo gradualmente. La liquidità rimane abbondante, con il potenziale rischio di favorire pressioni inflazionistiche nell’area Euro.

I dati più recenti confermano inoltre il momentum positivo sottostante all’attività economica dell’area Euro, con incertezza elevata. Nel complesso le condizioni di politica monetaria rimangono accomodanti. Nel complesso, i rischi sull’inflazione sono sull’upside. Di conseguenza, viene garantita “strong vigilance”. La BCE rimane fermamente determinata ad assicurare un solido ancoraggio delle aspettative di inflazione nell’area, in linea con l’obiettivo della BCE di mantenere l’inflazione sotto, ma prossima al 2% nel medio termine. Infatti, l’ancoraggio delle aspettative di inflazione è essenziale per contribuire alla crescita economica e alla creazione di posti di lavoro nell’area euro.

Il Governing Council ha anche deciso di continuare a condurre le main refinancing operations (MRO) a tasso fisso e a full allotment per tutto il tempo necessario e almeno fino all’11 ottobre 2011. Questa procedura rimarrà in essere anche per le refinancing operations con maturity di un maintenance period, che continueranno ad essere condotte per tutto il tempo necessario, almeno fino alla fine del terzo trimestre del 2011. Il Governing Council ha inoltre deciso di condurre le operazioni di rifinanziamento a tre mesi del 27 luglio, del 31 agosto e del 28 settembre a tasso fisso e a full allotment.

Come già anticipato, la disponibilità di liquidità e la modalità di full allotment verranno aggiustati in modo ed al tempo appropriato, tenendo in considerazione il fatto che tutte le misure di politica monetaria non standard adottate durante il periodo di acute tensioni sui mercati finanziari sono per costruzione di natura temporanea.

Per quanto riguarda l’analisi economica, nel primo trimestre 2011 il GDP reale ha registrato una crescita dello 0.8% qoq, in forte accelerazione dallo 0.3% qoq del quarto trimestre 2010. Dati economici e survey diffusi di recente puntano ad un proseguimento dell’espansione dell’attività economica nel secondo trimestre dell’anno, anche se ad un tasso più basso. Questo riflette il fatto che la forte crescita registrata nel primo trimestre era stata dovuta in parte a fattori temporanei. E’ infatti importante cercare di andare oltre la volatilità di breve termine ed enfatizzare il momentum positivo sottostante dell’attività economica nell’area Euro. Nello stesso tempo, prendendo in considerazione il buon livello di fiducia delle imprese nell’area, la domanda domestica del settore privato dovrebbe contribuire alla crescita economica, beneficiando della stance di politica monetaria accomodante e delle misure adottate per far migliorare il funzionamento del sistema finanziario.

Tuttavia, la ripresa dell’attività economica dovrebbe essere frenata dal processo di aggiustamento dei bilanci nei vari settori dell’economia. Questo assessment è riflesso anche nelle previsioni macroeconomiche dello staff di Eurosystem per l’area Euro riportate sotto.

Rispetto a quelle di marzo, le previsioni di crescita per il 2011 sono state riviste al rialzo, mentre quelle per il 2012 rimangono circa invariate. I rischi per l’outlook economico rimangono generalmente bilanciati, in uno scenario di alta incertezza. Infatti, da un lato i rischi al rialzo sono dati dalla possibilità che il commercio globale possa continuare a crescere più velocemente di quanto atteso, supportando quindi le esportazioni dall’area Euro. Allo stesso tempo il livello sempre forte della business confidence nell’area Euro potrebbe fornire supporto all’attività economica domestica più alto di quanto attualmente atteso. Dall’altro lato, però, ci sono rischi sul downside legati a continue tensioni in alcuni segmenti dei mercati finanziari ed al loro possibile effetto di contagio all’economia reale dell’area Euro. Sono inoltre presenti rischi sul downside legati a nuovi possibili incrementi nei prezzi energetici, alle pressioni protezionistiche ed alla possibilità di una correzione disordinata degli squilibri globali.

Per quanto riguarda l’andamento dei prezzi, il flash estimate di maggio ha registrato 2.7% yoy, dopo il 2.8% yoy di aprile. L’aumento delle pressioni inflazionistiche degli ultimi mesi riflette largamente il rincaro delle commodities. Pressioni al rialzo sui prezzi derivanti da un forte incremento dei prezzi delle commodities (e di quelle energetiche in particolare) è rintracciabile anche nelle prime fasi del processo di produzione. E’ di fondamentale importanza quindi che l’aumento delle pressioni inflazionistiche non porti second-round-effects nei prezzi dei beni finiti e nei salari, causando in tal modo un aumento generalizzato delle pressioni inflazionistiche. Le aspettative di inflazione nel medio-lungo termine devono rimanere fermamente ancorate in linea con l’obiettivo del Consiglio direttivo di mantenere l’inflazione su livelli inferiori ma prossimi al 2% nel medio periodo. Rispetto a quelle di marzo, le previsioni per l’inflazione dello staff di Eurosystem hanno visto una revisione al rialzo per il 2011, principalmente imputabile all’aumento dei prezzi energetici. Le previsioni per il 2012 sono invece rimaste invariate ma è stato ristretto il range.

Queste previsioni tengono conto di una correzione del prezzo del petrolio e del rialzo dei tassi di interesse, come si può dedurre dalle aspettative di mercato. I rischi all’outlook di inflazione di medio termine rimangono sull’upside. Sono relativi, in particolare, ad aumenti dei prezzi dei beni energetici più forti di quanto ipotizzato. Inoltre, incrementi di imposte indirette e di prezzi amministrati potrebbero superare le aspettative correnti, data la necessità di risanare i conti pubblici nei prossimi anni.

Infine, vi sono rischi correlati a pressioni inflazionistiche domestiche più forti di quanto atteso nel contesto un aumento della capacità utilizzata nell’area. Passando all’analisi monetaria, il tasso di crescita tendenziale di M3 ha rallentato ad aprile a 2.0% yoy dal 2.3% yoy di marzo. Al di là della recente volatilità rilevata nell’andamento degli aggregati monetari a causa di fattori specifici, la crescita di M3 ha continuato ad accelerare negli ultimi mesi. La crescita annua dei prestiti al settore privato si è rafforzata ad aprile, registrando 2.6% yoy dal 2.5% yoy di marzo. Quindi, il trend sottostante di crescita della massa monetaria sta gradualmente accelerando, ma resta ancora moderato. Allo stesso tempo, la liquidità accumulata prima del periodo di tensioni sui mercati finanziari resta ampia e può facilitare l’emersione di pressioni inflazionistiche nell’Area Euro. Analizzando le componenti di M3, la crescita annua di M1 è ha rallentato ad aprile, mentre la crescita di altri depositi a breve ha accelerato. Questo sviluppo riflette in parte il graduale aumento della remunerazione di questi depositi negli ultimi mesi. Contemporaneamente, la curva dei rendimenti ripida implica un possibile effetto di contenimento della crescita di M3, in quanto riduce l’attrattiva degli asset monetari rispetto a strumenti a scadenza più lunga e con remunerazione più elevata al di fuori di M3. Dal lato delle controparti, vi è stato un ulteriore leggero rafforzamento nella crescita dei prestiti alle società non finanziarie (saliti all’1.0% yoy ad aprile dallo 0.8% yoy di marzo). La crescita dei prestiti alle famiglie è risultata invariata ad aprile, a 3.4% yoy.

Andando oltre la volatilità di breve termine, gli ultimi dati confermano come le banche abbiano ulteriormente e gradualmente rafforzato la crescita annua dei prestiti al settore privato non finanziario. La dimensione complessiva del bilancio delle banche è rimasta sostanzialmente invariata negli ultimi mesi, nonostante la volatilità registrata. È importante per le banche continuare ad aumentare la fornitura di credito al settore privato in un contesto di domanda in aumento. A tale scopo, laddove necessario, è essenziale per le banche reinvestire gli utili, rivolgersi al mercato per rafforzare ulteriormente le proprie basi di capitale o usufruire completamente delle misure di supporto governativo per la ricapitalizzazione. In particolare, le banche che al momento hanno limitato accesso al mercato dei capitali hanno urgente necessità di aumentare il proprio capitale e la propria efficienza.

In tema di politica fiscale, tutte le autorità coinvolte nella preparazione dei budget nazionali per il 2012 devono assicurare di essere pienamente in linea con i requisiti che supportino la fiducia nelle politiche fiscali. Allo stato attuale risulta che c’è la necessità per molti Paesi di rafforzare gli obiettivi di budget con ulteriori misure concrete di consolidamento in modo da correggere gli eccessivi deficit fiscali. L’implementazione di strategie di aggiustamento fiscale credibili è cruciale per contrastare le attuali pressioni sui mercati finanziari.

Contemporaneamente, è di cruciale importanza ’implementazione urgente di riforme strutturali sostanziali nell’Area Euro per rinforzare la crescita potenziale, la competitività e la flessibilità. In particolare, Paesi con elevati deficit fiscali o di bilancia commerciale o che soffrono di un calo di competitività, dovrebbero avviare ampie riforme economiche. Nel caso dei mercati per i singoli prodotti, dovrebbero essere perseguite politiche che rinforzino la competizione e l’innovazione, allo scopo di accelerare la ristrutturazione e facilitare gli aumenti di produttività. Sul lato del mercato del lavoro, la priorità dovrebbe essere quella di aumentare la flessibilità dei salari e gli incentivi a lavorare, e di rimuovere le rigidità del mercato del lavoro.

Nel corso del Q&A, Trichet ha sottolineato l’unanimità della decisione odierna sui tassi e la mancanza di pre-committment da parte della ECB. Nello statement odierno, inoltre, sono presenti le parole “strong vigilance”, che potrebbero significare un rialzo al prossimo meeting di luglio. Ad una domanda incentrata sul possibile effetto negativo del rialzo dei tassi per i Paesi periferici, Trichet sottolinea che l’ancoraggio delle aspettative di inflazione è di supporto per la stabilità e la fiducia nei Paesi ed è quindi necessario per le condizioni finanziarie di tutti i Paesi. Relativamente alla questione della Grecia, Trichet dichiara che la BCE non è assolutamente a favore di una ristrutturazione del debito greco o di haircut sul debito. Più in generale, la BCE è contraria a qualsiasi evento che potrebbe far scaturire un credit-event, quindi ad ogni possibile meccanismo di ristrutturazione che non sia puramente volontario. Il Presidente della BCE, però, è assolutamente a favore di un coinvolgimento del settore privato tramite le privatizzazioni. Ad una domanda in merito, Trichet aggiunge anche che, nel caso in cui il settore privato concordasse un allungamento della maturity volontario con la Grecia dei bond in scadenza, non sarebbe intenzione della BCE quella di “rollare” il debito greco in scadenza posseduto dalla BCE.


Disclaimer: La source dei dati è Bloomberg e/o Datastream. Il presente documento è destinato esclusivamente al soggetto destinatario ed ha quale unico scopo quello di illustrare dati e/o pensieri ritenuti degni di nota. Pertanto tale documento ha finalità esclusivamente informative, e non può essere in alcun modo inteso o interpretato quale offerta, invito, consiglio, suggerimento o indicazione di investimento. In nessun caso il presente documento può essere diffuso al pubblico senza preventiva autorizzazione da parte della SGR. Inoltre, anche se la SGR intraprende ogni ragionevole sforzo per ottenere informazioni da fonti ritenute affidabili, non assicura in alcun modo che le informazioni, i dati, le notizie, o le opinioni contenute nel materiale siano esatte, affidabili o complete. Inoltre, la SGR non può essere ritenuta responsabile dell’utilizzo che ne viene fatto.

Da seguire:

Area Euro

– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.

– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.

– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.

Stati Uniti

– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati

L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.

Area Euro

La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.

L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%. L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.

Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.

Stati Uniti

Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.

Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.

Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.


Iscriviti alla Newsletter di Investment World.it

Iscriviti alla Newsletter di Investment World.it

Ho letto
l'informativa Privacy
e autorizzo il trattamento dei miei dati personali per le finalità ivi indicate.