Intesa SanPaolo Flash Macro Daily

Intesa Sanpaolo: Germania produzione delude

Intesa Sanpaolo – Germania. La produzione industriale delude ad agosto, correggendo marginalmente di – 0,2% m/m da 1,4% m/m di luglio (dato rivisto al rialzo).

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Le attese di consenso erano per un nuovo incremento. Il dato di agosto porta la variazione tendenziale a -9,6% a/a da -10,0% a/a precedente. Il calo è attribuibile in buona parte al comparto manifatturiero, che ha segnato un -0,7% m/m sulla scia di un calo della produzione di beni di consumo e di beni strumentali. La produzione è calata sensibilmente nel comparto auto (-12,5%) correggendo il balzo di luglio (+12,5% m/m). La produzione di energia è salita del 6,7% m/m.

In flessione anche la produzione nelle costruzioni (-0,3% m/m), che però è più vicina ai livelli di un anno prima (-1,7% a/a). Anche sulla scorta dei dati sugli ordini di agosto, ci aspettiamo un nuovo incremento dell’output a settembre. Nel trimestre estivo la produzione industriale rimane in rotta per un balzo di oltre il 10% t/t dopo il crollo di -16,1% t/t dei mesi primaverili.

– Stati Uniti. I verbali della riunione del FOMC di settembre dovrebbero riportare un consenso unanime riguardo all’impegno a intervenire, se e come necessario, per sostenere la ripresa, ma un ventaglio di opinioni, anche piuttosto variegate, riguardo alla sostenibilità della crescita, ai rischi e alla definizione della nuova forward guidance. I molti discorsi delle ultime settimane hanno presentato previsioni anche piuttosto discordanti riguardo allo scenario macro, con Bullard che non considera essenziale il nuovo stimolo fiscale, mentre altri partecipanti, insieme a Powell, ritengono invece cruciale un maggiore sostegno a famiglie e imprese.

La discussione dovrebbe mostrare anche visioni diverse sul tema dell’inflazione e sul grado accettabile di over-shooting dopo il periodo di under-shooting degli anni passati. I verbali dovrebbero riportare un dibattito interno piuttosto acceso riguardo alla nuova forward guidance, guidato comunque dalla volontà di fornire il massimo sostegno possibile alla ripresa. Alla luce dell’ampia comunicazione da parte dei Presidenti regionali e dei membri del Board dopo la riunione, i verbali non dovrebbero dare novità di rilievo, a parte qualche indicazione sui tempi di possibili cambiamenti sul fronte degli acquisti di Treasury e di MBS.

I dati e gli eventi di ieri

BCE. Secondo Lane, circa metà del calo complessivo del PIL avvenuto nel primo semestre è stato recuperato nel 3° trimestre, e la BCE si attende che il livello del Pil a fine anno sia del 5,2% inferiore al livello del 4° trimestre 2019. Ora l’innalzamento dei contagi pone nuovi problemi. Le famiglie fronteggiano condizioni occupazionali e salariali incerte, mentre le imprese cancellano o rinviano gli investimenti a causa dell’incertezza sulla domanda. Domanda debole, scarsa dinamica dei prezzi energetici e apprezzamento dell’euro freneranno l’inflazione.

Nella parte del suo discorso dedicata alla politica monetaria, Lane ha ricordato che “la condizionalità del PEPP è legata alla pandemia”, e che l’indirizzo attuale è quello di mantenerlo attivo per tutta la durata della crisi pandemica. Inoltre, ha indicato che la BCE si attende entro il 2022 un incremento di 3 punti percentuali degli impieghi a livello di area euro grazie al successo del programma TLTRO III.

Covid-19. Blande restrizioni sono state imposte dalle autorità a Berlino. Da questo weekend fino alla fine di ottobre, bar e ristoranti dovranno chiudere fra le 23.00h e le 06:00h, fascia oraria nella quale sarà anche vietata la vendita di alcolici nelle stazioni di servizio. Le norme riducono anche il numero di persone che possono incontrarsi da 25 a 10.

Misure analoghe si sono rivelate sufficienti in Baviera ad arrestare l’accelerazione dei contagi. Berlino è attualmente lo stato della Germania con la massima incidenza di nuovi casi (40,5 ogni 100mila abitanti negli ultimi 14 giorni, più del doppio rispetto alla media nazionale).

Stati Uniti. Il vantaggio di Biden nei sondaggi continua ad aumentare. La media di Realclearpolitics aggiornata a oggi riporta 9 punti a favore di Biden (Biden 51,2, Trump 42,2).

Le rilevazioni chiuse dopo il 1°ottobre (5 su 13), danno un distacco medio di 13 punti (Biden 53,2, Trump 42,2).

Stati Uniti. Il presidente Trump ha ordinato ai suoi rappresentanti di interrompere i negoziati su un nuovo pacchetto di stimolo fiscale fino a dopo le elezioni quando, “appena eletto, passeremo un disegno di legge rilevante”. Il blocco esplicito dei negoziati ha sorpreso sia i democratici sia i repubblicani, anche perché dopo le elezioni la Camera sarà ancora, con ogni probabilità, democratica, e i repubblicani difficilmente avranno margini maggiori nelle discussioni.

Alcuni senatori che hanno sfide elettorali difficili per mantenere il loro seggio hanno segnalato grave disappunto, anche perché l’ordine di Trump permette di attribuire unilateralmente il biasimo per la mancata estensione di supporto a famiglie e imprese. Trump ha detto che ora è imperativo concentrarsi sulla nomina del nuovo giudice della Corte Suprema, anche se il Senato non si riunirà per due settimane per via della quarantena di diversi senatori repubblicani. Il tweet di Trump sui negoziati è venuto poco dopo i segnali di preoccupazione lanciati da Powell (v. sotto) sulle conseguenze della mancata introduzione di nuovo stimolo.

Stati Uniti. Powell ha affermato che la ripresa sarà “più forte e più rapida” se ci sarà ulteriore supporto fiscale fino a quando l’economia non sarà “al sicuro”. Secondo Powell, i rischi collegati a nuovi interventi sono ancora asimmetrici: “troppo poco supporto porterebbe a una ripresa debole, creando difficoltà non necessarie”, e potrebbe avere conseguenze “tragiche”, mentre un eccesso di misure “non sarebbe sprecato”. Powell ha sottolineato che l’azione fiscale all’inizio della pandemia è stata straordinaria, ed è stata la più innovativa dai tempi della Grande Depressione.

Powell ritiene che ci siano due rischi: 1) un rallentamento significativo della ripresa per via della debolezza persistente nel settore dei servizi e 2) un ritmo più contenuto di crescita potrebbe determinare la dinamica tipica delle recessioni, in cui “debolezza genera debolezza”. La leadership democratica e il segretario del Tesoro sono ancora in fase negoziale per cercare un accordo su un nuovo pacchetto di stimolo fiscale, con tempi estremamente stretti. Anche Harker (Philadelphia Fed) ha ribadito che il sostegno fiscale è cruciale per la ripresa.

Il presidente della Philadelphia Fed include un nuovo pacchetto di circa 1 tln di dollari nel suo scenario che prevede il ritorno del PIL al livello pre-pandemia verso la fine del 2020, ma una riduzione solo graduale della disoccupazione dai livelli attuali, “disastrosamente elevati”. Bullard (St Louis Fed) invece ha detto che la ripresa sarà probabilmente robusta e non dovrebbe richiedere ulteriori interventi espansivi da parte della Fed. Secondo Bullard i mercati saranno sorpresi positivamente dai probabili miglioramenti dell’economia: a suo avviso, se ci saranno sorprese nel 2021, saranno verso l’alto. Bullard ritiene che in caso di necessità di nuovo stimolo monetario, la Fed dovrebbe ricorrere a maggiori acquisti di titoli.

In caso di approvazione di un nuovo pacchetto fiscale, Bullard avrebbe uno scenario ancora più roseo. I recenti discorsi dei partecipanti al FOMC evidenziano un ampio ventaglio di opinioni sullo scenario economico, sui rischi e sugli strumenti da utilizzare in caso di necessità. È probabile che questa dispersione di visioni emerga dai verbali della riunione di settembre, in pubblicazione questa sera.

Stati Uniti. Il deficit commerciale ad agosto aumenta a -67,1 mld, da -63,4 di luglio, e tocca il massimo dal 2006. Le importazioni sono in rialzo di 3,2% m/m, mentre l’export cresce di 2,2% m/m. Il saldo al netto del petrolio è anche più ampio, a -68,6. Il deficit dei beni è in allargamento di 3,1 mld a -83,9, mentre l’avanzo per i servizi si riduce a 16,8 mld da 17,4 mld di luglio, con un rialzo delle importazione dei servizi di viaggio, a fronte di una stagnazione dell’export nel comparto.

Le importazioni, spinte dalla ripresa solida della produzione nel manifatturiero, sono inferiori del 3% rispetto a febbraio, mentre dal lato delle esportazioni il differenziale rimane a due cifre (-18% rispetto al livello pre-pandemia). In termini reali l’ampliamento del deficit punta a un contributo negativo alla crescita del 3° trimestre di circa 3 pp.

Fonte: BondWorld.it


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