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I mercati valutari: La prossima sarà una settimana cruciale per la Grecia

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Il dollaro sembra aver reagito bene al FOMC, nonostante la Fed abbia rivisto al ribasso la crescita. Se il rallentamento infatti coinvolgerà anche altre aree, le rispettive valute si dovrebbero indebolire rispetto al dollaro…….


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La prossima sarà una settimana cruciale per la Grecia: se non ci saranno intoppi l’euro dovrebbe recuperare dai minimi di questi giorni. Sui verbali BoE la sterlina è finalmente scesa sotto la soglia importante di 1,60 GBP/USD. Salvo dichiarazioni hawkish (poco probabili) da parte di King e salvo dati positivi, il calo potrebbe approfondirsi almeno fino a 1,58 GBP/USD. Lo yen potrebbe indebolirsi un po’ e ripristinare quota 81 USD/JPY se il Tankan si confermerà negativo e i dati USA non deluderanno.

USD (cambio effettivo nominale) – Il dollaro ha reagito positivamente al FOMC, almeno come reazione di impatto, il che potrebbe risultare poco comprensibile. Infatti la Fed ha rivisto verso il basso le proiezioni di crescita, verso l’alto l’inflazione core, e ha ammesso che la ripresa prosegue ma un po’ più lentamente del previsto. Ha quindi mantenuto la frase che i tassi resteranno eccezionalmente bassi per un periodo esteso. In realtà è possibile che, se il contesto di debolezza viene confermato, torni a funzionare il meccanismo per cui non è detto che il dollaro scenda su dati USA negativi, perché il rallentamento può interessare anche altre aree, penalizzando le rispettive valute.

EUR – L’euro è risalito nella prima parte della settimana al ridimensionarsi dell’incertezza sulla questione greca, ma ha corretto sul FOMC, facendo andata e ritorno tra 1,41 e 1,44 EUR/USD. La prossima settimana sarà molto importante per il caso Grecia: martedì ci sarà il voto sul pacchetto di austerity e domenica, se il pacchetto sarà stato approvato, la definizione all’Ecofin del piano di aiuti. Eventuali intoppi potrebbero far scivolare l’euro sotto 1,4000 EUR/USD. Sotto ipotesi invece che la questione venga risolta positivamente il cambio dovrebbe recuperare dai minimi di questi giorni, tentando di riagganciare quota 1,45.

GBP – La sterlina è scesa più visibilmente questa settimana. Contro dollaro in particolare ha finalmente rotto al ribasso la soglia importante di 1,6000 GBP/USD. Il fattore scatenante sono stati i verbali BoE. Questa volta infatti la Banca centrale si è esposta un po’ di più, e nelle minutes si legge che secondo la maggioranza dei membri “è probabile che l’attuale debolezza della crescita della domanda persista più a lungo di quanto previsto precedentemente.” La BoE rileva che anche il problema dei periferici nell’area euro rappresenta un fattore di rischio verso il basso per la crescita dell’economia britannica. Il wait and see è dunque confermato, il mercato mantiene un rialzo di 25pb entro fine anno con probabilità piena (nel 3° o nel 4° trimestre), e un secondo rialzo nel 1° del 2012. Le indagini CBI di giugno hanno aggiunto evidenza a favore di un quadro caratterizzato da una crescita che c’è ma è debole. Vari saranno gli spunti la settimana prossima. Martedì il governatore BoE Mervyn King in audizione al Tesoro dovrebbe ribadire quanto menzionato sopra nei verbali. Questo favorirebbe un ulteriore indebolimento della sterlina. Giovedì e venerdì saranno pubblicati rispettivamente credito al consumo e PMI manifatturiero. A nostro avviso su questi dati potrebbe esservi qualche rischio verso il basso. Se così fosse la sterlina proseguirebbe il calo sotto 1,60 GBP/USD puntando almeno verso 1,58 (supporti: 1,5939 – 1,5900 – 1,5881 – 1,5826 – 1,5800).

JPY – Lo yen è rimasto ancora “più fermo” della settimana scorsa contro dollaro, oscillando all’interno dell’area 80 USD/JPY. La prossima settimana spunti di indebolimento per lo yen che potrebbero far ripristinare quota 81 all’USD/JPY saranno eventuali dati USA positivi e il Tankan, atteso molto negativo. In caso invece di dati USA negativi e di un eventuale aumento della tensione sul fronte greco si potrebbe rischiare una rottura ribassista di 80,00 USD/JPY. Dovrebbe però trattarsi di uno sviluppo di entità modesta e di breve durata.


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