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US: reddito personale e consumi di maggio confermano le nostre attese per il GDP Q2

Il reddito personale a maggio ha registrato una crescita in termini congiunturali in linea con le nostre attese, crescendo dello 0.3% mom con il dato di aprile rivisto al ribasso a 0.3% mom da 0.4% mom originariamente rilevato. A maggio la dinamica dei salari risulta in crescita dello 0.2% mom, più debole di quanto implicato dalla dinamica degli weekly earnings (+0.2% mom nel mese) e quanto mostrato nei mesi passati. Ad aprile aveva invece registrato un rialzo dello 0.3% mom….


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Aletti Gestielle SGR – Francesca Panelli -Ufficio Studi


Su base tendenziale il reddito personale rallenta oggi, a 4.2% yoy da +4.4% yoy di aprile, registrando la minima crescita tendenziale dell’anno. Sempre in termini tendenziali la componente wage & salary sale del 2.9% yoy dopo il 3.3% yoy di aprile, registrando la minima crescita tendenziale da giugno 2010.

Sempre in termini nominali, il reddito disponibile è salito dello 0.2% mom, stesso risultato di aprile.

Oggi il tasso di risparmio è salito di un decimo a 5.0%, riflettendo la crescita dei consumi nominali inferiore rispetto a quella del reddito nel mese.

Per quanto riguarda la dinamica del personal spending, il risultato di maggio ha registrato una crescita in linea con le nostre attese, invariata su base congiunturale in termini nominali. In calo le due componenti di consumi di beni, sia non durevoli (-0.325% mom, a causa del rialzo del prezzo della benzina che ha sottratto reddito a disposizione delle famiglie nel mese per altri acquisti. Particolarmente deboli sono risultati i consumi nel comparto Alimentare), che durevoli (-1.504% mom, in linea con il forte calo delle vendite di auto nel mese, risentendo l’impatto delle mancate forniture dal Giappone). In rialzo invece i consumi di servizi (0.429% mom), sostanzialmente riconducibili ad un aumento dei consumi di servizi medici, mentre risulta ancora in calo la componente riconducibile all’OER.

In termini reali, lo spending ha registrato una crescita inferiore, -0.1% mom, con il deflatore del PCE headline in rialzo dello 0.2% mom, in linea con quanto implicato dal risultato del CPI di maggio. In tal modo, la media dei dati di consumi reali di aprile e maggio risulta in rialzo solamente dello 0.5% qoqa rispetto alla media di Q1, suggerendo quindi una crescita dei consumi in Q2 più moderata di quanto registrato nel primo trimestre, pur assumendo un miglioramento dei consumi nel mese di giugno. Infatti, alla luce del dato odierno, le nostre attese di crescita dei consumi reali in Q2 sono inferiori all’1.0%, per un GDP di Q2 nel complesso che ci aspettiamo intorno al 2%, non distante quindi dall’1.9% qoqa finale del primo trimestre.

Il deflatore del PCE headline registra un risultato in linea con quanto implicato dal CPI di maggio, con una crescita dello 0.2% m/m, 2.5% y/y, che rappresenta la massima crescita tendenziale da ottobre 2008. Invece, il core PCE Deflator, la misura di inflazione utilizzata dalla Fed, resta più basso, in rialzo dello 0.3% mom oggi ed in crescita dell’1.2% yoy, restando quindi per il secondo mese consecutivo all’interno della “Comfort Zone” della Fed. Per i prossimi mesi ci aspettiamo una modesta accelerazione di questa serie, in linea con quanto visto ultimamente dal CPI core. Contrariamente a quanto accadeva esattamente un anno fa, la deflazione non pare più un rischio rilevante agli occhi della Fed. Contemporaneamente, è troppo presto per temere un’eccessiva accelerazione dell’inflazione.


Disclaimer: La source dei dati è Bloomberg e/o Datastream. Il presente documento è destinato esclusivamente al soggetto destinatario ed ha quale unico scopo quello di illustrare dati e/o pensieri ritenuti degni di nota. Pertanto tale documento ha finalità esclusivamente informative, e non può essere in alcun modo inteso o interpretato quale offerta, invito, consiglio, suggerimento o indicazione di investimento. In nessun caso il presente documento può essere diffuso al pubblico senza preventiva autorizzazione da parte della SGR. Inoltre, anche se la SGR intraprende ogni ragionevole sforzo per ottenere informazioni da fonti ritenute affidabili, non assicura in alcun modo che le informazioni, i dati, le notizie, o le opinioni contenute nel materiale siano esatte, affidabili o complete. Inoltre, la SGR non può essere ritenuta responsabile dell’utilizzo che ne viene fatto.

Da seguire:

Area Euro

– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.

– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.

– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.

Stati Uniti

– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati

L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.

Area Euro

La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.

L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%. L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.

Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.

Stati Uniti

Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.

Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.

Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.


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