Weekly Economic Outlook: negli Usa lo spread 2-10 anni passa da 257 a 255 pb

• Economia reale: negli Usa le vendite di nuove case a maggio sono diminuite del 2,1% m/m rispetto al +6,5% precedente. Sempre a maggio avanzano dell’1,9% m/m gli ordini di beni durevoli (dal precedente -2,7%). Il Pil finale

Fonte: Area Pianificazione Strategica, Research& IR – Monte dei Paschi di Siena
Autori Pubblicazione: Lucia Lorenzoni – Nicola Zambli


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del primo trimestre ha confermato il rallentamento in atto, attestandosi all’1,9% t/t annualizzato dal 3,1% di fine 2010. In area Euro si registra un calo degli indici Pmi: quello manifatturiero nel mese di giugno passa da 54,6 a 52; quello servizi da 56 a 54,2. Gli ordini industriali nel mese di aprile rallentano, registrando un +8,6% su base annua dal 14,3% a/a di marzo. In Germania l’indice Ifo di giugno ha registrato un incremento della componente corrente (da 121,5 a 123,3), raggiungendo un nuovo massimo, mentre quella prospettica è scesa a 106,3 da 107,4. Nello stesso mese l’indice Zew situazione corrente scende da 91,5 a 87,6; la componente prospettica passa da 3,1 a -9,0. In Italia, nel mese di aprile gli ordini industriali hanno mostrato una decelerazione, avanzando del 5,8% a/a rispetto al precedente 21,2%. Le vendite al dettaglio del mese di aprile sono inaspettatamente aumentate del 2,5% a/a dal precedente -2,1%.

• Tassi di interesse: negli Usa lo spread 2-10 anni passa da 257 a 255 pb. Calo sia dei tassi a breve, sia della parte a lunga. La Fed ha deciso di lasciare invariato il tasso di interesse allo 0,25%. In area Euro spread 2Y-10Y in aumento da 144 pb a 148. Calo dei tassi tedeschi su tutta la curva. Nuovo record dello spread tra il decennale italiano ed il bund 10Y, oltre i 215 pb. Sul monetario l’Euribor a 3 mesi è salito all’1,528%.

• Valute: deprezzamento dell’euro vs dollaro con il cross che si porta sotto quota 1,42. La valuta unica scende anche contro yen, in prossimità di quota 114. Il cross dollaro/yen resta intorno a quota 80. Nuovo massimo storico del
franco svizzero verso euro.

• Materie prime: andamento misto per le materie prime tra cui spicca il forte calo del petrolio in scia alla decisione dell’IEA di sbloccare parte delle proprie riserve di greggio. In calo anche i metalli, in controtendenza alcuni agricoli.

• Borse: in calo i principali listini europei con il Ftse Mib che segna la performance peggiore. Misti i listini statunitensi e alcuni mercati dei paesi emergenti. In Europa la peggiore performance è stata registrata dai finanziari, la migliore dal settore auto.


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Da seguire:

Area Euro

– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.

– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.

– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.

Stati Uniti

– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati

L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.

Area Euro

La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.

L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%. L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.

Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.

Stati Uniti

Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.

Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.

Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.


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