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Weekly Economic Outlook: tassi di interesse – negli Usa lo spread 2-10Y passa da 253 a 271 pbs

• Economia reale: negli Usa la fiducia dei consumatori a giugno scende da 61,7 a 58,5 punti, a causa soprattutto delle prospettive negative riguardo al mercato del lavoro. Di tutt’altro tono l’indice Ism manifatturiero che nel mese di giugno sale a 55,3 punti dai precedenti 53,5. Positivo anche il dato sulle

Fonte: Area Pianificazione Strategica, Research& IR – Monte dei Paschi di Siena
Autori Pubblicazione: Lucia Lorenzoni – Nicola Zambli


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vendite delle case in corso che nel mese di maggio crescono del 15,5% a/a da un precedente -26,6%. In Area Euro il Pmi finale di giugno conferma la stima preliminare passando a 52 punti dai 54,6 del mese precedente, ma rimanendo comunque sopra la soglia di 50. Rimane invariato a 9,9% il tasso di disoccupazione di maggio. In Germania il tasso di inflazione di giugno rimane stabile al 2,3% a/a; nello stesso mese scende invece più delle attese il Pmi manifatturiero (a 54,6 punti dai precedenti 57,7), mentre la disoccupazione si mantiene stabile al 7%. In Italia invece, il Cpi di giugno sale leggermente al 2,7% a/a da +2,6% di maggio; l’indice Pmi manifatturiero registra nello stesso mese un calo scendendo sotto la soglia dei 50 punti, (a quota 49,9 dai 52,8 del mese precedente). A maggio il tasso di disoccupazione italiano è aumentato lievemente passando dall’8% all’ 8,1%.
• Tassi di interesse: negli Usa lo spread 2-10Y passa da 253 a 271 pbs; i tassi sono in aumento su tutta la curva con rialzo più accentuato per il tratto a lungo termine. In Area Euro spread 2-10Y in diminuzione da 148 pbs a 138; tassi in aumento su tutta la curva con rialzo più accentuato sulla parte a breve. Sul monetario l’Euribor a 3M è salito venerdì dall’1,528% all’1,556%.
• Valute: l’Euro in scia all’approvazione del nuovo piano di austerity da parte del parlamento greco che sblocca la strada ai nuovi aiuti nei confronti di Atene, si apprezza nei confronti delle principali valute. Dollaro in leggero apprezzamento vs Yen, con il cross $/¥ che si avvicina a quota 81.
• Materie prime: andamento positivo per la maggior parte delle materie prime con l’eccezione di grano e mais, il cui calo è dovuto principalmente alle maggiori terre messe a coltura e alle scorte maggiori del previsto.
• Borse: positive le borse mondiali, con il rialzo maggiore fatto registrare dall’Ibex 35. In Europa in recupero il comparto finanziario.

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Da seguire:

Area Euro

– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.

– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.

– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.

Stati Uniti

– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati

L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.

Area Euro

La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.

L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%. L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.

Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.

Stati Uniti

Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.

Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.

Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.


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