La settimana vede pochi dati in uscita nell’area euro. La produzione industriale in Francia e nell’area euro a maggio dovrebbe essere in aumento alla luce anche di dati positivi in Germania . …
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L’inflazione di giugno dovrebbe confermare che il picco dei prezzi è alle spalle, con l’aspettativa di una riduzione molto lenta nei prossimi mesi.
La settimana è densa di dati e di eventi negli Stati Uniti. Tutti gli indici di inflazione dovrebbero risentire del calo del prezzo del petrolio, con correzioni delle misure headline su base mensile; gli indici CPI e PPI core dovrebbero invece proseguire sul trend recente di aumenti vicini a +0,2% m/m. La produzione industriale a giugno dovrebbe essere spinta dalla ripresa dell’attività nel settore auto e l’Empire a luglio dovrebbe tornare in territorio positivo. I verbali della riunione FOMC di giugno e l’audizione di Bernanke in Congresso dovrebbero confermare la pausa di politica monetaria e la valutazione di un rallentamento temporaneo, senza dare aperture per un eventuale QE3.
Lunedì 11 luglio
Area euro
Francia. La produzione industriale a maggio è prevista in aumento di 0,2% m/m dopo il calo di -0,3% m/m ad aprile. L’output nel settore manifatturiero dovrebbe essere invariato, per via del freno esercitato dalla chiusura di stabilimenti Toyota legata agli effetti del terremoto. Su base trimestrale, la produzione industriale sarebbe in calo di -0,9% t/t nel 2° trimestre, segnalando una correzione più ampia di quanto coerente con i dati dei PMI.
Martedì 12 luglio
Area euro
Francia. Il CPI a giugno dovrebbe registrare una variazione nulla su base mensile, sia per l’indice nazionale sia per quello armonizzato, dopo la variazione +0,1% m/m di maggio. L’inflazione tendenziale dovrebbe rimanere invariata al 2% a/a per l’indice nazionale. Il dato mensile dovrebbe riflettere correzioni per energia, alimentari e prodotti manufatti, a fronte di modesti aumenti nei servizi.
Stati Uniti
La bilancia commerciale di maggio dovrebbe registrare un modesto ampliamento del deficit a 44,5 miliardi di dollari, dopo l’ampia chiusura vista ad aprile (a 43,7 miliardi di dollari). Dal lato delle esportazioni si dovrebbe vedere un aumento nel comparto dei beni capitali, alla luce degli ordini per l’aeronautica e le consegne di beni durevoli. I prezzi all’export nel mese di maggio sono aumentati di 0,2% m/m, in misura molto più contenuta rispetto agli aumenti dei mesi precedenti (+1,3% m/m medio, fra gennaio e aprile). Le importazioni dovrebbero essere in aumento sostenuto, trainato dalla ripresa della produzione di auto e componenti in Giappone. Anche le importazioni di petrolio dovrebbero crescere a un ritmo sostenuto in volumi, solo in parte controbilanciato dal calo dei prezzi.
La Fed pubblica i verbali della riunione del 21-22 giugno, un giorno in anticipo rispetto al normale in modo da permettere la pubblicazione del Report on Monetary Policy per l’audizione alla Commissione Servizi Finanziari della Camera il 13 luglio. La conferenza stampa di Bernanke ha già dato gran parte delle informazioni riguardo al sentiero di politica monetaria nel breve termine: il FOMC ha deciso di aprire una fase di pausa, in cui la stance di politica monetaria rimarrà invariata grazie al reinvestimento dei titoli in scadenza. In questo periodo il Comitato potrà valutare diversi elementi di incertezza: impatto della fine del programma QE2 sui mercati, crisi del debito europeo, rialzo del limite legale del debito statunitense, natura transitoria o più estesa del rallentamento congiunturale. Il FOMC ha già delineato la probabile sequenza dell’uscita, che comunque per ora è spinta ancora in avanti. Probabilmente i verbali non forniranno informazioni nuove, anche perché l’audizione di Bernanke il giorno successivo sarà più aggiornata alla luce dei dati macroeconomici di più recente pubblicazione.
Mercoledì 13 luglio
Area euro
La produzione industriale dell’area euro a maggio dovrebbe registrare un aumento di 0,3% m/m dopo la variazione di +0,4% m/m di aprile. Ipotizzando una variazione nulla a giugno, la variazione trimestrale attesa sulla base delle previsioni per maggio sarebbe un modesto 0,2% t/t, dopo +1,2% t/t del 1° trimestre 2011. I dati dei Paesi core dovrebbero guidare l’accelerazione della crescita dell’output a maggio. Gli indici di produzione hanno visto indicazioni contrastanti, con l’Italia in calo e la Germania in forte aumento a maggio segnalano una crescita e le aspettative per la Francia sono di un modesto incremento. I segnali della componente output dei PMI sono di rallentamento dell’espansione, ma non di contrazione come visto invece con i dati effettivi di produzione in calo a marzo e aprile in diversi paesi.
Stati Uniti
I prezzi all’import di giugno dovrebbero registrare un calo, -0,6% m/m, la prima correzione da giugno 2010. La discesa dei prezzi dovrebbe essere determinata dal calo delle quotazioni del petrolio. Al netto del petrolio, l’aumento dei prezzi all’import dovrebbe essere più moderato rispetto a +0,4% m/m di maggio. Pressioni verso l’alto restano nel comparto alimentare e in quello industriale; l’effetto sui prezzi legato ai problemi di forniture derivanti dal terremoto giapponese dovrebbe durare per diversi mesi.
Bernanke presenta il Monetary Policy Report durante l’audizione semestrale di fronte alla Commissione Servizi Finanziari della Camera. L’audizione dovrebbe ribadire quanto emerso dalla conferenza stampa di Bernanke dopo il FOMC di giugno. La valutazione della ripresa rimane preoccupata per la lentezza “frustrante”con cui si muove il tasso di disoccupazione e per il livello persistentemente elevato della disoccupazione di lungo termine. Tuttavia Bernanke dovrebbe ribadire che gran parte del rallentamento recente dovrebbe essere il risultato di fattori temporanei. E’ possibile che una parte dell’audizione sia dedicata ai problemi fiscali; a questo proposito Bernanke dovrebbe ripetere quanto detto più volte: il sentiero fiscale insostenibile, e il Congresso dovrebbero offrire un piano di rientro credibile, ma dilazionato nel tempo per non interrompere la ripresa così fragile. Bernanke dovrebbe anche segnalare con forza i rischi per l’economia e i mercati di un mancato rialzo del limite legale del debito.
Giovedì 14 luglio
Area euro
La BCE pubblica il bollettino mensile.
Italia. Il CPI a giugno è previsto in aumento di 0,1% m/m (3% a/a) per l’indice armonizzato e per quello nazionale (2,7% a/a). Il mese di giugno dovrebbe rappresentare il picco dell’inflazione per entrambi gli indici, ma il sentiero nei prossimi mesi sarà improntato essenzialmente alla stabilità. L’energia a giugno dovrebbe segnare la seconda contrazione consecutiva (-0,3% m/m) dopo -0,1% m/m di maggio, interrompendo il trend di forti rialzi iniziato a novembre 2010. L’indice core dovrebbe rallentare, con una variazione di 1,6% a/a attesa a giugno, dopo una media di 2% a/a da inizio 2011.
Il CPI dell’area euro a giugno dovrebbe confermare la stima flash, con una variazione nulla su base mensile e di 2,7% a/a. Il core dovrebbe confermare la variazione di 1,5% a/a vista a maggio. La nostra previsione è che maggio abbia rappresentato il picco dell’inflazione, a 2,8% a/a, con un’aspettativa di variazione ancora a 2,7% a/a a luglio, seguita da un calo molto graduale nei mesi successivi.
Stati Uniti
Il PPI a giugno è previsto in calo di -0,1% m/m. L’indice core dovrebbe aumentare di 0,2% m/m, in linea con il trend recente. L’indice headline risentirà del calo dei prezzi della benzina, dopo mesi di forti aumenti (+49,7% a/a), mentre gli alimentari dovrebbero stabilizzarsi dopo l’ampio calo di maggio (-1,4% m/m). Le auto potrebbero registrare pressioni verso l’alto alla luce dei problemi legati al terremoto giapponese.
Le vendite al dettaglio di giugno dovrebbero essere ancora una volta deboli, con un calo atteso di -0,2% m/m, complice anche la contrazione dei prezzi, e una variazione nulla al netto delle auto (in termini nominali). Le vendite di benzina dovrebbero registrare una contrazione determinata dal calo del prezzo alla pompa di maggio (-4,1% m/m). Le vendite di auto a giugno sono calate di -3% m/m, dopo il crollo di aprile (-10,5% m/m); l’attività nel comparto continua a risentire degli effetti del terremoto giapponese, ma le indicazioni dai produttori segnalano che da luglio in poi si dovrebbe vedere una ripresa. L’effetto del calo dei volumi dovrebbe essere temperato dai rialzi dei prezzi piuttosto marcati dovuti alla mancanza di scorte e alla conseguente eliminazione degli incentivi sui prezzi praticati dai venditori. La debolezza delle vendite potrebbe essere esacerbata anche da un fattore temporaneo: in California il Congresso statale non ha prorogato il rialzo dell’imposta sulle vendite che era stato attuato precedentemente, quindi è probabile uno spostamento di vendite da giugno a luglio per beneficiare di condizioni di prezzo più favorevoli soprattutto per i beni durevoli. I dati di giugno dovrebbero confermare il significativo rallentamento atteso per i consumi nel 2° trimestre, che però dovrebbe essere seguito da una riaccelerazione nell’estate.
Venerdì 15 luglio
Stati Uniti
Il CPI a giugno è previsto in calo di -0,1% m/m; il CPI core dovrebbe invece aumentare di 0,2% m/m. L’indice headline risentirà dell’effetto derivante dal calo dei prezzi della benzina (-4,1% m/m). Al netto di alimentari ed energia, l’indice dovrebbe proseguire sul trend recente con un aumento di 0,2% m/m (aumento medio da inizio anno, 0,2% m/m, variazione a maggio, +0,3% m/m). Le voci che dovrebbero contribuire alla variazione di maggio restano le stesse che hanno fatto accelerare la dinamica del core nei mesi recenti. L’abitazione dovrebbe proseguire sul trend di aumenti mensili di 0,1% m/m, ma con rischi verso l’alto derivanti dall’attesa accelerazione degli affitti: la voce “affitti della residenza primaria” (peso 5,925% sul CPI) dovrebbe entro poco vedere variazioni mensili significativamente superiori allo 0,1% m/m degli ultimi mesi. Anche gli affitti figurativi (peso 24,905%) potrebbero vedere un trend più sostenuto, riscontrabile però più al secondo decimale. Dovrebbe rimanere significativo il contributo delle auto, sia nuove sia usate, che risentono di una domanda sostenuta e di scarsità di offerta dovuta al terremoto giapponese. A maggio l’abbigliamento aveva registrato una notevole accelerazione (+1,2% m/m): a giugno la variazione dovrebbe essere più moderata, ma il trend rimane verso l’alto sulla scia di dollaro debole, aumento dei prezzi del cotone e dei beni prodotti nei Paesi emergenti, e miglioramento complessivo del pricing power delle imprese. I dati dovrebbero confermare il graduale trend verso l’alto dei prezzi core, con una variazione di 1,6% a/a da 1,5% a/a di maggio, tornando sui livelli di gennaio 2010.
L’indice Empire della NY Fed a luglio dovrebbe risalire in territorio positivo, a 10,3, dopo il crollo a -7,8 di giugno. Da inizio 2010 si è aperto un differenziale inusuale fra ISM e Empire: la relazione di lungo termine fra le due variabili farebbe prevedere un livello dell’Empire a 17,4, ma il comportamento recente delle due serie è coerente con un aumento molto più contenuto. L’indice dovrebbe comunque tornare in territorio positivo: il Beige Book riportava a giugno attività in espansione, anche se “a un ritmo un po’ più contenuto”, comunque non coerente con il livello di -7,8 dell’indagine di giugno.
La produzione industriale a giugno è prevista in aumento di 0,6% m/m, grazie all’atteso aumento dell’output nel settore auto e componenti, che riflette l’inizio della normalizzazione dell’attività delle case automobilistiche giapponesi. Anche le utilities dovrebbero contribuire positivamente alla dinamica dell’output complessivo, per via di temperature più elevate della norma di giugno. L’utilizzo della capacità produttiva dovrebbe salire a 77%.
La fiducia delle famiglie rilevata dall’Univ. of Michigan a luglio (preliminare) dovrebbe risalire a 73 dopo l’ampio calo di giugno a 71,5. L’indice settimanale di fiducia Consumer Comfort è risalito dai minimi di metà maggio ed è ora sui livelli di aprile, segnalando che la svolta del prezzo della benzina dovrebbe rassicurare i consumatori sul trend dell’inflazione nel breve termine. Le aspettative di inflazione dovrebbero rientrare sull’orizzonte a 1 anno.
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