Il Punto : Banca Centrale Europea: gli acquisti netti nell’ambito del PEPP saranno significativamente più alti nel prossimo trimestre.
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Tuttavia, la BCE ha collegato gli sviluppi futuri allo scenario di previsione. Poiché i rischi al ribasso per lo scenario si stanno riducendo, come mostrano le previsioni dello staff, nel terzo trimestre gli acquisti torneranno a calare.
– Come atteso, la BCE ha deciso di giocare sul sicuro, annunciando nel comunicato stampa che “il Consiglio direttivo si attende che nel prossimo trimestre gli acquisti nell’ambito del PEPP siano condotti a un ritmo significativamente più elevato rispetto ai primi mesi di quest’anno” (il corsivo è nostro).
Il comunicato stampa precisa quindi che “Il Consiglio direttivo condurrà gli acquisti in maniera flessibile in base alle condizioni di mercato, allo scopo di evitare un inasprimento delle condizioni di finanziamento incompatibile con il contrasto dell’effetto al ribasso della pandemia sul profilo previsto per l’inflazione”. La decisione riflette il ritardo della ripresa economica europea rispetto a quella americana: la BCE prevede infatti una nuova contrazione del PIL nel 1° trimestre 2021.
– Lo scorso mese gli acquisti netti sono oscillati fra 12 e 17 miliardi settimanali, e potrebbero ora muoversi nella fascia 20-25 mld di euro settimanali. Il riferimento alla “flessibilità” segnala, però, che non bisogna attendersi un flusso costante.
Inoltre, la BCE non intende dichiarare un obiettivo specifico per i tassi a lungo termine, neppure come intervallo, ma è probabile che il Consiglio sarebbe soddisfatto di osservare un rientro verso i livelli di inizio anno.
– Oltre il prossimo trimestre, “se le condizioni di finanziamento favorevoli possono essere mantenute mediante flussi di acquisti di attività che non esauriscano la dotazione nell’orizzonte degli acquisti netti del PEPP, non sarà necessario utilizzare appieno la dotazione”, mentre “la dotazione può essere ricalibrata, se richiesto, per preservare condizioni di finanziamento favorevoli”. Questa seconda parte, che ricalca la formulazione di gennaio, è coerente con l’aspettativa che la tolleranza verso un aumento dei tassi di mercato crescerà con il consolidarsi della ripresa, nella parte centrale del 2021: ci aspettiamo che nel terzo trimestre gli acquisti calino nuovamente, verso 10-15 miliardi di euro settimanali.
La posizione del Consiglio sarà rivista alla luce delle nuove previsioni dello staff, fra tre mesi. Questo è un altro aspetto importante: mentre l’utilizzo del PEPP contro i malfunzionamenti del mercato può avvenire molto rapidamente, gli aggiustamenti connessi alla politica monetaria, come questo, richiedono una valutazione combinata dello scenario, e un coinvolgimento del Consiglio Direttivo.
– Le previsioni centrali dello staff non sono state riviste in modo significativo. Le proiezioni sul PIL sono state riviste a 4,0% per il 2021 e 4,1% per il 2022, 2,1% nel 2023. Sono quindi uguali alle nostre nel 2021 e nel 2023, mentre sono più basse di decimi nel 2022. Le stime di Inflazione sono molto disturbate dalla volatilità legata a dinamiche dei prezzi energetici ed effetti base. La proiezione per il 2021 è salita a 1,5%, quella per il 2022 a 1,2%; la stima per il 2023 è invariata a 1,4%.
Da notare, però, che lo scenario negativo è migliorato radicalmente nel breve termine: nello scenario severe, infatti, la crescita media annua del PIL è ora collocata al 2,0%, invece dello 0,4% di dicembre. La revisione al rialzo è bilanciata da un taglio delle stime 2022- 23, ma al netto è chiaro che l’avvio della campagna vaccinale ha ridotto il timore che la crisi possa estendersi oltra la metà del 2021.
Stati Uniti: crescita con il turbo, Fed alla finestra (per ora). Il messaggio della riunione del FOMC dovrebbe rimanere dovish, nonostante il nuovo stimolo fiscale e i progressi del quadro sanitario: l’economia è ancora lontana dagli obiettivi della Fed e il rialzo dei rendimenti non è preoccupante.
Ma in autunno dovrebbe iniziare la discussione sul tapering.
– La riunione del FOMC di marzo avviene mentre si consolidano le previsioni di forte accelerazione della crescita USA nel 2021-22. Sul fronte della pandemia, il rientro sotto controllo della terza ondata di contagi è rafforzato dall’accelerazione della campagna vaccinale, con circa il 30% degli individui vaccinati con almeno una dose e indicazioni di probabile raggiungimento dell’immunità di gregge fra giugno e luglio.
Sul fronte economico, a doppia dose di stimolo fiscale somministrata con due manovre ravvicinate (una approvata a fine 2020, per 900 mld, l’altra approvata a marzo per 1,9 tln) dovrebbe, insieme al miglioramento del quadro sanitario, generare un boom di domanda nel 2021-22.
– Con l’approvazione dell’American Rescue Plan (ARP) nella sua versione definitiva rivediamo ulteriormente verso l’alto la nostra previsione per la crescita, portandola al 6,8% per il 2021 e al 3,2% per il 2022, da 6,2% e 3,1% della nostra ultima revisione.
L’impatto della legge sulla crescita è stimato in oltre 2,5pp di PIL utilizzando il modello di Oxford Economic Forecasting.
– Il sentiero verso gli obiettivi della Fed di inflazione in media del 2% e di “massima occupazione” determineranno i tempi delle svolte di politica monetaria. Nel nuovo scenario post-ARP, la dinamica dei prezzi è prevista in rialzo al di sopra del 2% nel biennio 2021-22, senza un overshooting persistente né sull’inflazione headline né su quella core. Per valutare la massima occupazione, come indicato da molti esponenti del Comitato, occorre seguire, oltre al tasso di disoccupazione, la partecipazione alla forza lavoro, il tasso di occupazione e il livello di occupazione.
Per queste variabili, il “deficit di occupazione” rispetto al pieno impiego dovrebbe essere colmato entro l’estate 2023. Il sentiero dell’occupazione, inoltre, dovrebbe registrare ampie variazioni fra il 2° e il 4° trimestre 2021, in linea con una possibile valutazione di “ulteriore sostanziale progresso” verso gli obiettivi della Fed.
– Alla luce delle aspettative per l’inflazione e il mercato del lavoro (v. figure alla pagina seguente), le nostre previsioni per le svolte su tassi e acquisti sono le seguenti. Per i tassi, riteniamo che il FOMC possa iniziare la fase di rialzi nel 4° trimestre 2023. A nostro avviso, il grafico a punti dovrebbe mantenere la previsione mediana di tassi stabili fino al 2023 ancora per qualche tempo, ma dovrebbe registrare un graduale spostamento verso l’alto dei punti man mano che la ripresa si consolida.
Per gli acquisti, continuiamo a prevedere che entro l’inizio dell’autunno 2021 il Comitato segnali che è arrivato il momento di discutere di tapering, con un annuncio per i programmi di acquisti a fine 2021.
– Nella riunione della prossima settimana, il FOMC dovrebbe confermare i due messaggi chiave convogliati da tutti gli interventi dell’ultimo mese: 1) l’economia è ancora lontana dagli obiettivi della Fed (=>nessuna svolta di policy imminente) e 2) il recente rialzo dei rendimenti non è preoccupante, perché riflette l’aggiustamento a un nuovo scenario più positivo (=> nessun intervento correttivo). Nella conferenza stampa, Powell dovrebbe ribadire che le svolte della politica monetaria dipenderanno dalla valutazione della “distanza” dell’economia dagli obiettivi della Fed, mentre sul fronte dei rendimenti l’atteggiamento neutrale della Banca centrale è condizionato all’assenza di movimenti di mercato “disordinati”.
L’aggiornamento delle proiezioni macroeconomiche e dei tassi dovrebbe registrare rialzi per crescita e inflazione e riduzioni del tasso di disoccupazione nel 2021-22, mentre per il tasso di policy la mediana dovrebbe restare invariata su tutto l’orizzonte previsivo, con un possibile spostamento verso l’alto di qualche punto (a dicembre 5 partecipanti prevedevano tassi in rialzo nel 2023, contro 12 che indicavano stabilità).
– Powell dovrebbe dare un messaggio ancora dovish, segnalando l’intenzione di lasciare correre l’economia fino a quando non sarà chiara l’uscita dalla pandemia, ma dovrebbe anche dare rassicurazioni sul sentiero dell’inflazione, con il rinnovo della valutazione di transitorietà del rialzo della dinamica dei prezzi in arrivo in primavera.
Fonte: BondWorld.it
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