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Weekly Economic Outlook: negli USA i tassi sono scesi su tutta la curva

• Economia reale: negli Usa le vendite al dettaglio del mese di giugno sono aumentate dello 0,1% m/m dal precedente -0,1%; escludendo invece la componente auto, le vendite sono rimaste invariate. L’inflazione del mese di giugno si è attestata al 3,6% a/a,

Fonte: Area Pianificazione Strategica, Research& IR – Monte dei Paschi di Siena
Autori Pubblicazione: Lucia Lorenzoni – Nicola Zambli


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come il mese precedente; su base mensile il CPI è sceso invece dello 0,2%. La produzione industriale del mese di giugno è aumentata dello 0,2% m/m da -0,1% di maggio. Il dato preliminare di luglio sull’indice di fiducia dell’Università del Michigan è risultato inaspettatamente in calo a 63,8 punti dai 71,5 precedenti, sui minimi da marzo 2009. In Area Euro il Cpi di giugno si conferma al 2,7% a/a, mentre la componente core registra una leggera accelerazione (a +1,6% a/a da +1,5% di maggio). In Germania il Cpi finale di giugno rimane stabile al 2,3% a/a; anche in Italia la lettura definitiva del Cpi conferma un rialzo del 2,7% a/a; decelera la produzione industriale di maggio (a +1,8% a/a da +3,8%).

• Tassi di interesse: negli Usa lo spread 2-10Y è passato da 263 a 256 pb; i tassi sono scesi su tutta la curva, soprattutto sulla parte a lunga. In Area Euro lo spread 2-10Y è passato invece da 138 pb a 148 pb con forte ribasso sul lungo, e soprattutto sul breve. Nuovi massimi storici per gli spread dei periferici, che si mantengono su livelli record per tutta la settimana. Sul monetario l’Euribor 3M sale venerdì all’1,608% dall’1,593% della scorsa settimana.

• Valute: settimana all’insegna della volatilità per il cambio euro/dollaro; il cross dopo essere sceso sotto quota 1,40, sui minimi dallo scorso marzo, ha recuperato sul finire della settimana, in scia all’allentamento delle tensioni dell’Eurozona. Yen in apprezzamento contro € e contro $, con il cross yen /dollaro sceso sotto quota 80. Nuovo record storico del CHF sia vs € sia vs $.

• Materie prime: miste le principali commodities; tra gli agricoli in rialzo mais e grano; in controtendenza il cotone. Accelerano i prezzi dei metalli preziosi sulla scia dell’aggravarsi della crisi del debito sovrano in Europa; nuovo record
dell’oro che ha superato i 1590 $ l’oncia. In leggero calo i metalli industriali.

• Borse: settimana negativa per i principali listini azionari. In Europa quasi tutti i settori hanno registrato un calo ad esclusione del settore auto e dell’health care. Forti ribassi per i tecnologici, gli assicurativi e le costruzioni.


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Da seguire:

Area Euro

– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.

– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.

– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.

Stati Uniti

– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati

L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.

Area Euro

La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.

L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%. L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.

Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.

Stati Uniti

Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.

Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.

Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.


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