Germania: IFO in correzione ai minimi da ottobre 2010

La survey IFO registra a luglio una correzione marcata in linea con le nostre attese, scendendo a 112.9 (le nostre attese erano per una correzione a 113.0) da 114.5 del mese precedente e registrando così il minimo da ottobre 2010. Il dato risulta comunque ancora consistentemente superiore alla propria media storica (101.0). …


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Aletti Gestielle SGR – Francesca Panelli -Ufficio Studi


Il calo odierno risulta maggiormente accentuato nella componente delle condizioni correnti,scesa a 121.4 da 123.3, riflettendo le preoccupazioni riguardo l’evoluzione della situazione greca (la survey è stata chiusa prima che venisse pubblicato l’accordo raggiunto ieri a Bruxelles), il raggiungimento di un accordo al Congresso Americano riguardo l’innalzamento del tetto massimo del debito. Da notare come, comunque, il livello delle condizioni correnti resti particolarmente elevato (a giugno aveva registrato il massimo di sempre), beneficiando dei dati ancora positivi di economia reale (per il settore manifatturiero in particolare), che, contrariamente alle survey, non paiono ancora segnalare rallentamento.

La componente delle aspettative è in calo anch’essa, sia pure in modo meno marcato, a 105.0 dal rivisto 106.2 di luglio, riflettendo i timori di un rallentamento globale (e di conseguenza delle esportazioni tedesche) più forte delle attese, anche a causa degli effetti di spillover dai mercati finanziari all’economia reale, e le preoccupazioni riguardo la sostenibilità dell’eccezionale performance dei primi mesi dell’anno, difficilmente sostenibile nei prossimi mesi.

Dal dettaglio settoriale della survey di business climate emerge come tutti i settori abbiano registrato un peggioramento della fiducia a luglio ad eccezione del settore Construction, che ha mostrato un miglioramento nel mese, restando però in area negativa a -0.7 da -2.0. In calo invece tutti gli altri comparti: Trade & Industry (18.1 da 21.0), Manifatturiero (23.4 da 27.7, dove la capacità utilizzata resta comunque superiore rispetto ai mesi primaverili e le imprese continuano a programmare assunzioni di personale), Wholesale Trade (18.1 da 21.5) ed il settore Retail Trade (10.7 da 11.4).

L’economia tedesca resta comunque complessivamente robusta nonostante le prospettive di un rallentamento.

Il calo odierno dell’IFO è in linea con l’ampia correzione registrata dalla survey ZEW a luglio (scesa a -15.1 da 9.0) e conferma la robustezza dell’attuale momentum dell’economia tedesca, sia pure con prospettive di rallentamento nei prossimi mesi. Le nostre attese per la crescita per il 2011 nel complesso sono al momento al 3.5%, con la crescita del secondo trimestre attesa a 0.5% qoq.

Da segnalare come l’indice di diffusione dell’IFO sotto riportato abbia registrato una flessione a luglio, pur restando in area di espansione e confermando l’attuale buon momentum della crescita tedesca nel breve termine.


Disclaimer: La source dei dati è Bloomberg e/o Datastream. Il presente documento è destinato esclusivamente al soggetto destinatario ed ha quale unico scopo quello di illustrare dati e/o pensieri ritenuti degni di nota. Pertanto tale documento ha finalità esclusivamente informative, e non può essere in alcun modo inteso o interpretato quale offerta, invito, consiglio, suggerimento o indicazione di investimento. In nessun caso il presente documento può essere diffuso al pubblico senza preventiva autorizzazione da parte della SGR. Inoltre, anche se la SGR intraprende ogni ragionevole sforzo per ottenere informazioni da fonti ritenute affidabili, non assicura in alcun modo che le informazioni, i dati, le notizie, o le opinioni contenute nel materiale siano esatte, affidabili o complete. Inoltre, la SGR non può essere ritenuta responsabile dell’utilizzo che ne viene fatto.

Da seguire:

Area Euro

– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.

– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.

– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.

Stati Uniti

– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati

L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.

Area Euro

La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.

L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%. L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.

Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.

Stati Uniti

Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.

Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.

Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.


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