I mercati valutari: È stato raggiunto l’accordo sul pacchetto di salvataggio per la Grecia

Il raggiungimento dell’accordo sugli aiuti alla Grecia dovrebbe mantenere l’euro sopra 1,40 nel brevissimo termine, ma non lo salva dallo scendere al di sotto più in là nel tempo……..


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La sterlina si è rafforzata contro dollaro nonostante dai verbali BoE sia emerso che la Banca centrale propende per iniziare ad alzare i tassi più in là nel tempo rispetto a quanto precedentemente previsto. La prossima settimana cruciale sarà il dato sul PIL del 2° trimestre, atteso in rallentamento: si cumula downside per la divisa britannica. Qualora già la prossima settimana trapelassero notizie favorevoli sulla questione del limite legale del debito USA lo yen dovrebbe invertire rotta e iniziare a scendere contro dollaro.

EUR
– È stato raggiunto l’accordo sul pacchetto di salvataggio per la Grecia, e il mercato l’ha accolto favorevolmente. L’euro, infatti, è salito immediatamente da 1,41 a 1,44 EUR/USD.

Nel breve questo dovrebbe contribuire a ridurre il rischio che il cambio si porti sotto 1,40 EUR/USD, grazie al miglioramento di sentiment derivante dal raggiungimento dell’accordo.


Al di là del breve
, per quanto le misure adottate siano andate oltre le aspettative, non si può però pensare che le criticità della Grecia e degli altri Periferici siano state cancellate con un colpo di spugna. Il problema, anche se si è iniziato a delineare un contesto istituzionale a livello sovranazionale che sembra andare nella direzione giusta, rimane, soprattutto su un orizzonte annuale, ovvero nei primi tempi. Sarebbe un po’ avventato concludere quindi che l’accordo può contribuire a innalzare il livello di equilibrio di lungo periodo dell’euro.

Quanto all’orizzonte a 3m-6m, ci sembra di poter dire che – dopo tre mesi in cui i mercati sono stati tenuti in scacco dalla questione Grecia/Periferici – l’attenzione dovrebbe tornare a concentrarsi sui differenziali di crescita tra area euro e Stati Uniti e sulle rispettive Banche centrali. Poiché le attese sono (1) per un consolidamento del ritmo di crescita dell’economia USA a fronte di un rallentamento dell’area euro fra 3° e 4° trimestre, e (2) per una BCE che dopo aver alzato ancora una volta i tassi nel 4° trimestre si fermi, mentre la Fed inizi ad alzare nel 2° trimestre dell’anno prossimo, su quell’orizzonte temporale l’euro dovrebbe indebolirsi, portandosi tendenzialmente nei dintorni di 1,35.


La prossima settimana
invece, dati a parte, il tema dominante sui mercati valutari potrebbe essere quello dell’innalzamento del limite legale del debito USA, dal momento che una decisione va presa entro il 2 agosto. In caso di sviluppi favorevoli su questo fronte il dollaro in generale dovrebbe riprendersi, ma non necessariamente nel cambio con la moneta unica. Infatti, come reazione iniziale a buone notizie su questo tema si dovrebbe avere un ulteriore miglioramento del sentiment di mercato, anche con riferimento alle attese sulle prospettive di crescita globale. Poiché queste condizionano anche la crescita dell’Eurozona, l’euro potrebbe beneficiarne, non necessariamente apprezzandosi contro dollaro, ma trovando come pivot delle proprie oscillazioni settimanali la parte centrale del range 1,40-1,45.

GBPQuesta settimana la sterlina ha prevalentemente seguito l’euro contro dollaro, rafforzandosi da 1,60 a 1,63 GBP/USD. Ma dai verbali BoE è emerso che la Banca centrale propende per iniziare ad alzare i tassi più avanti nel tempo. Contro euro, infatti, la sterlina si è indebolita. La prossima settimana molto importante sarà la prima stima della crescita del 2° trimestre: le attese sono di rallentamento, ma il consenso è per un rallentamento più pesante di quello da noi atteso. In caso di frenata la sterlina potrebbe deprezzarsi fino a mettere sotto pressione 1,6000 GBP/USD. In caso invece di una decelerazione di un decimo di punto percentuale potrebbe anche rafforzarsi un po’, ma solo come reazione di impatto. Nei confronti dell’euro potrebbe complessivamente indebolirsi ancora.

JPYLo yen è sceso contro dollaro come reazione di impatto all’accordo sugli aiuti alla Grecia, ma decisamente troppo poco. La divisa nipponica resta, infatti, più collegata in generale alle vicende USA. La prossima settimana quindi seguirà la direzione indicata dagli sviluppi della questione del limite legale del debito USA. Buone notizie dovrebbero essere in grado di far invertire rotta al cambio USD/JPY, riportandolo verso 80-82 dopo il calo da 81 a 78 subito nelle ultime due settimane.


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