Intesa SanPaolo Flash Macro Daily

Intesa Sanpaolo: Germania ZEW atteso invariato.

Intesa Sanpaolo – Germania. L’indice ZEW, primo indicatore di fiducia relativo al mese di maggio, è atteso pressoché invariato.

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L’indice generale è visto a 71,0 da 70,7 punti; l’indice sulla situazione corrente dovrebbe proseguire nel trend di ripresa anche grazie all’accelerazione della campagna vaccinale e, di conseguenza, mostrare un miglioramento a -38,2 da -48,8 punti.

– Italia. La produzione industriale è attesa in lieve crescita anche a marzo, di due decimi sul mese così come a febbraio. La variazione annua corretta per gli effetti di calendario balzerebbe oltre il 39%, per via del confronto statistico con marzo 2020.

L’output chiuderebbe il trimestre con un progresso di un punto percentuale. Le indagini segnalano un’accelerazione del trend di ripresa nei prossimi mesi.

I dati e gli eventi di ieri

Unione Europea. Il vicepresidente della Commissione Europea Valdis Dombrovskis, in audizione alla Commissione Affari Economici e Bilancio del Parlamento Europeo, ha sottolineato l’importanza di accelerare la procedura di approvazione dei Piani di ripresa e resilienza presentati dai singoli paesi al fine di sbloccare i fondi il prima possibile. Al momento i piani inviati dai Governi nazionali sono in fase di valutazione da parte della Commissione che ha due mesi di tempo per approvarli. Per Dombrovskis l’obiettivo sarebbe quello di terminare entro metà giugno per poterli presentare il prima possibile al Consiglio Europeo che ha, a sua volta, un mese a disposizione per analizzarli.

Nell’ipotesi di una rapida approvazione da parte del Consiglio i primi pre-finanziamenti, pari al 13% del totale, potrebbero così arrivare già a luglio mentre la seconda tranche di fondi potrebbe giungere a fine anno ma in maniera condizionale all’effettivo raggiungimento degli obiettivi concordati. Condizione perché il processo possa partire è però la ratifica, entro il 1° giugno, da parte degli otto paesi membri che non l’hanno ancora fatto (tre di questi dovrebbero però effettuarla entro questa settimana) della decisione sulle risorse proprie necessaria per permettere all’Unione Europea di raccogliere i fondi sui mercati.

COVID-19. Novavax ha annunciato ritardi nella richiesta di approvazione del suo vaccino contro la Covid-19, precedentemente prevista entro la fine di giugno. Il nuovo obiettivo è quello di completare la documentazione per la richiesta entro la fine di settembre. Inoltre, Novavax ha lamentato problemi derivanti dalla scarsità di materie prime, che starebbero rallentando la produzione del vaccino. L’obiettivo di produrre 150 milioni di dosi al mese è slittato al quarto trimestre 2021.

AstraZeneca ha raggiunto soltanto il 7 maggio l’obiettivo di consegne ai paesi membri UE che aveva annunciato per gennaio, pari a 50 milioni di dosi; l’obiettivo iniziale per il 30 giugno, ormai fantascientifico, era pari a 300 milioni di dosi, rivisto in marzo a 100 milioni. Come ha riferito ieri sera Reuters, la Commissione Europea ha annunciato che oggi sarà avviata una seconda azione legale contro la società presso un tribunale del Belgio, in questo caso con l’obiettivo di ottenere risarcimenti per le inadempienze contrattuali.

Negli Stati Uniti. La Food and Drug Administration ha approvato il vaccino Pfizer-BioNTech per l’utilizzo nella popolazione fra 12 e 15 anni. Il vaccino attualmente è autorizzato per gli individui al di sopra die 16 anni. L’autorizzazione da parte del CDC per la somministrazione dei vaccini agli adolescenti potrebbe arrivare giovedì, dopo la riunione di un comitato di esperti fissata per mercoledì. L’utilizzo del vaccino per le fasce fra 0 e 11 anni dovrebbe essere autorizzato nei prossimi mesi.

Per ora le scuole non richiederanno la vaccinazione per l’istruzione in presenza, dato che il vaccino è approvato solo per uso di emergenza, tuttavia quando ci sarà l’approvazione regolare il vaccino potrebbe diventare obbligatorio. In diverse università (tutto il sistema di University of California, Rutgers) è già stato annunciato l’obbligo per studenti e dipendenti in vista del prossimo anno accademico.

Stati Uniti. Evans (Chicago Fed) ha confermato che ci vorrà ancora molto tempo per vedere nei dati la piena ripresa dell’economia. A suo avviso, il dato più debole delle attese relativo agli occupati di aprile riflette le difficoltà operative legate alla riapertura delle attività, con strozzature all’offerta e problemi in molti settori. Pertanto, secondo Evans sarà necessario “vedere ulteriori dati occupazionali forti” prima di modificare la politica monetaria, anche se per ora non è possibile dare indicazioni sui tempi.

Riguardo all’inflazione, Evans ha sottolineato che occorre non confondere rialzi del livello dei prezzi con aumenti duraturi dell’inflazione. Anche Daly (San Francisco Fed) ha ribadito che non è ancora ora di parlare di ridurre lo stimolo e che è necessario “un ponte che ci porti attraverso la pandemia”.

Stati Uniti. La Survey of Consumer Expectations della NY Fed di aprile riporta un aumento delle aspettative di inflazione sull’orizzonte a 1 anno, ma stabilità sull’orizzonte a 3 anni. La parte dell’indagine relativa all’inflazione registra un’aspettativa mediana a 1 anno a 3,4% (massimo dl 2013) da 3,2% di marzo, con quella a 3 anno stabile a 3,1%. L’aspettativa di variazione dei prezzi delle case balza a 5,5% da 4,8% di marzo, e tocca il massimo della serie. Anche le variazioni attese per gli affitti e le rette universitarie sono in rialzo. L’incertezza sull’inflazione invece si riduce.

Per quanto riguarda il mercato del lavoro, i consumatori prevedono un’accelerazione modesta della dinamica salariale sull’orizzonte a 1 anno (a 2,1% da 2% di marzo), incrementi della probabilità di trovare un lavoro e di lasciarlo. Sul fronte delle finanze personali, l’aspettativa mediana di crescita del reddito corregge a 2,4% da 2,8% di marzo e quella di crescita della spesa rimane elevata, a 4,7%, da 4,8% del mese precedente. L’indagine conferma il quadro positivo per i consumi, insieme allo scenario di inflazione in rialzo nel breve termine, con indicazioni di rientro della dinamica dei prezzi nel medio termine.

Giappone. La spesa per consumi a marzo è in rialzo di 6% a/a in termini nominali e di 6,2% a/a in termini reali. La variazione dei consumi è di 7,6% m/m in termini nominali e di 6,2% m/m in termini reali, pur a fronte di contrazioni mensili del reddito e del reddito disponibile.

I dati dei consumi, in rialzo per il secondo mese consecutivo dopo le contrazioni viste fra novembre e gennaio danno indicazioni moderatamente positive per la previsione di una ripresa della crescita nel 2° trimestre, dopo la modesta contrazione attesa per il 1° trimestre.

Cina. L’inflazione dei prezzi al consumo è salita da 0,4% a/a in marzo a 0,9% a/a in aprile pur registrando un calo dello 0,3% m/m (dopo un calo dello 0,5% m/m in marzo). L’aumento dell’inflazione tendenziale è imputabile soprattutto ad un effetto base sfavorevole, che si invertirà poi tra luglio e settembre, e in parte ad un aumento dei prezzi nel comparto dei servizi. L’aumento tendenziale più elevato si è registrato nel comparto dei carburanti (+19,4% a/a in aprile da 11,5% a/a in marzo con un calo dei prezzi dello 0,7% m/m). L’inflazione core è salita da 0,3% a/a in marzo a 0,7% a/a in aprile con un aumento dei prezzi dello 0,3% m/m trainato dal settore servizi. Gli aumenti più significativi si sono registratati nei servizi turistici e culturali (+0,7% m/m in aprile da -0,4% m/m in marzo) e, in misura minore, nei servizi per la famiglia e l’abitazione (+0,3% m/m) e alla voce beni e servizi vari (+0,4% m/m), mentre gli aumenti negli altri comparti sono rimasti contenuti.

L’inflazione dei prezzi alla produzione ha continuato a salire, portandosi da 4,4% a/a in marzo a 6,8% a/a in aprile, il livello più elevato da ottobre 2017. Parte dell’aumento è imputabile al confronto con il forte calo dell’anno scorso e parte al continuo aumento dei prezzi delle materie prime (la componente delle materie prime è salita del 15,2% a/a in aprile rispetto al 5,4% della componente dei prodotti manufatti, determinato anche a causa di problemi di approvvigionamento che tenderanno a permanere), ma anche della dinamica inflattiva nel comparto dei beni di consumo. L’inflazione dei prezzi alla produzione nei beni di consumo, dopo sei mesi di cali tendenziali, è infatti tornata a salire in marzo e in aprile trainata dall’aumento dei prezzi degli alimentari ma anche dalla riduzione della deflazione nel comparto dei beni durevoli.

Fonte: BondWorld.it


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