Il 25 luglio Repubblicani e Democratici hanno presentato due nuovi piani, e il Presidente ha indicato che non firmerà leggi che implichino la necessità di tornare a negoziare il limite del debito prima del 2012….
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Oggi si sarebbe dovuto votare alla Camera il piano Boehner, ma il voto è stato in seguito rimandato almeno a giovedì. Nella giornata di martedì 26, lo scenario si è ulteriormente complicato. Un ampio gruppo di repubblicani, 12 rappresentanti alla Camera, ha detto di essere contrario al piano Boehner.
La scadenza per garantire i pagamenti secondo il Tesoro è il 2 agosto. Aggiornamenti recenti (non ufficiali) indicano che la data ultima per mantenere la solvibilità potrebbe essere intorno al 10 agosto. Nel mese di agosto (fra il 3 e il 31) sono previste entrate per 172,4 mld di dollari. Le uscite del mese sono stimate a 306,7 mld di dollari. La probabilità che non si trovi un accordo è molto bassa, ma non è zero.
Lo scenario più probabile oggi (27 luglio) sembra essere un accordo che soddisfi le condizioni irrinunciabili di democratici, repubblicani e presidente. L’accordo sarebbe sub-ottimale e avrebbe le seguenti caratteristiche: :
– Rialzo del limite fino al 2012
– Nessun aumento di entrate
– Tagli di spesa per circa 2 tln di dollari su spesa discrezionale
Queste caratteristiche non modificherebbero in modo strutturale e definitivo il sentiero esplosivo dei conti federali, lasciando invariata la necessità di rinegoziare i nodi della spesa previdenziale e sanitaria e la riforma tributaria dopo le elezioni presidenziali. Un accordo su queste linee manterrebbe un’elevata probabilità di declassamento del rating del debito USA nei prossimi 6 mesi, pur evitando il rischio di default nel breve termine. Il mantenimento della AAA per il debito USA non è più lo scenario centrale: la questione è più che altro quando e di quanto il rating verrà ridotto
Da seguire:
Area Euro
– La crescita annua di M3 potrebbe proseguire nel suo trend di lento recupero. Per il mese di giugno ci aspettiamo un 2,5% a/a, in salita di un decimo rispetto al mese precedente. I dati dovrebbero anche mostrare un proseguimento del trend di rallentamento dell’aggregato ristretto M1, mentre poco variati potrebbero risultare i prestiti al settore privato (in particolare alle imprese), il cui recupero resta particolarmente stentato.
– Italia. L‘indice di fiducia delle imprese manifatturiere potrebbe calare per il quarto mese consecutivo a luglio (nostra stima: 100 da 100,5 precedente). Nel mese di giugno, per la prima volta da quasi due anni, le imprese segnalavano scorte su livelli superiori a quelli “desiderati” (visto il corrente ritmo di vendite), un segnale non confortante in chiave prospettica per l’attività economica nell’industria; inoltre, negli ultimi mesi, anche gli ordini dall’estero hanno mostrato segnali di minor brillantezza.
– Germania. I dati dai Landers dovrebbero essere coerenti con un aumento dei prezzi al consumo a luglio di 0,3% m/m, per una dinamica annua ferma al 2,3%. Sulla misura armonizzata, i prezzi potrebbero salire di 0,4%, accelerando a 2,5% a/a. Nel mese i prezzi dei carburanti sono risultati poco variati, ma la stagionalità di luglio non è particolarmente favorevole.
Stati Uniti
– Gli ordini di beni durevoli a giugno sono previsti in aumento marginale (+0,1% m/m); al netto dei trasporti gli ordini dovrebbero aumentare di +0,5% m/m. La componente ordini dell’ISM è rimasta poco sopra 50 (51,6 a giugno) dopo l’ampio calo registrato a maggio. Il trend degli ordini dovrebbe essere modestamente positivo, e migliore per quanto riguarda l’aggregato di beni capitali al netto di difesa e aerei civili.
– Il Beige Book preparato per la riunione del FOMC di agosto potrebbe dare indicazioni utili per valutare la transitorietà del rallentamento recente. Nel rapporto precedente, si segnalava il proseguimento della crescita dell’attività in tutte le aree, con indicazioni meno negative rispetto a quanto visto nei dati effettivi. Le informazioni sul mercato del lavoro e sugli effetti del terremoto giapponese saranno rilevanti per la valutazione dello scenario.
Ieri sui mercati
Gli sviluppi della crisi del debito USA hanno ripercussioni negative sui mercati. La maggior parte degli indici azionari hanno chiuso in negativo, con flessioni vicine a -1% negli USA, e correzioni più moderate in Europa e Asia. Il calo dell’appetito per il rischio si riflette in aumento di domanda per “rifugi sicuri”: oro, franco svizzero, Bund e, nonostante l’aumento di incertezza sull’accordo per il rialzo del debito, anche Treasuries. In calo i rendimenti dei Bund 10 anni a 2,71% questa mattina, mentre il Treasury a 10 anni a 2,95% è al di sotto del 3,03% toccato ieri in giornata. Dalla reazione del mercato all’evolversi degli eventi negli USA emerge la convinzione di fondo che un accordo dell’ultimo minuto verrà trovato prima che il Tesoro debba mancare qualche pagamento. Questa è fondamentalmente anche la nostra opinione, anche se la probabilità di un “disastro” non è zero.
Area Euro
In Francia l’indice di fiducia dei consumatori calcolato dall’INSEE a luglio è salito di tre punti a quota 86, battendo le attese degli operatori che vedevano un rallentamento a 82. La percezione sulle prospettive future ha recuperato i livelli di febbraio, ed è salita anche la volontà di spesa, che ha raggiunto un massimo dal novembre 2010. Si registra un lieve peggioramento per le prospettive occupazionali, mentre sono stabili le attese di inflazione.
La Spagna ha collocato titoli a breve per 2,89 miliardi, nella parte alta della forchetta indicata a 2-3 miliardi, con un rendimento dell’1,899% sull’emissione trimestrale (un massimo dal 2008), e del 2,519% per la semestrale (max da dicembre 2010). La domanda è stata molto buona, con in particolare un bid-to-cover pari a 6,3 per il titolo a tre mesi (collocato per 750 milioni).
In Italia il MEF ha annunciato i risultati delle aste dei BOT e CTZ tenutesi ieri, caratterizzate da una buona domanda ma da rendimenti in netto rialzo. Il BOT semestrale ha offerto un rendimento medio ponderato del 2,269%, un massimo dal novembre 2008, per un ammontare di 7,5 miliardi (rapporto di copertura pari a 1,56). Per quanto riguarda il CTZ a 2 anni, sono stati collocati titoli per 1,5 miliardi (rapporto di copertura pari a 1,66) a un rendimento lordo del 4,038%, un livello mai toccato dal settembre 2008.
Nella consueta asta di rifinanziamento settimanale la BCE ha collocato fondi per 164,2 miliardi, soddisfacendo integralmente le richieste pervenute da 193 controparti al tasso fisso dell’1,5%.
Regno Unito
La stima preliminare relativa al PIL del 2° trimestre ha confermato i timori di rallentamento nell’attività economica, segnando un modesto +0,2% t/t e un +0,7% a/a; quest’ultimo è il dato tendenziale più basso dal 1° trimestre 2010.
Stati Uniti
Il prezzo medio delle abitazioni monofamiliari a maggio è rimasto invariato rispetto al mese precedente, secondo la rilevazione dell’indice S&P/Case Shiller sulle 20 principali aree metropolitane del paese.
Le vendite di nuove unità abitative monofamiliari a giugno hanno segnato un calo mensile dell’1,0% portandosi a quota 312.000 unità annualizzate, con un prezzo mediano in rialzo però del 5,8% a quota 235.200 dollari.
L’indice di fiducia dei consumatori elaborato dal Conference Board a luglio è salito a 59,5 dal 57,6 di giugno (dato rivisto al ribasso dal 58,5 inizialmente riportato), ben oltre le attese di mercato pari a 56,0.
L’indice che misura l’attività industriale del distretto di Richmond a luglio si è portato a -1 dal +3 precedente.
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Area Euro
– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.
– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.
– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.
Stati Uniti
– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati
L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.
Area Euro
La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.
L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%. L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.
Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.
Stati Uniti
Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.
Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.
Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.
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