Intesa SanPaolo Flash Macro Daily

Intesa Sanpaolo : Area euro. La seconda lettura dovrebbe confermare la crescita dell’inflazione

Intesa Sanpaolo – Area euro. La seconda lettura dovrebbe confermare la crescita dell’inflazione vista nella stima flash, da 1,6% a 2,0% a/a (massimo da ottobre 2018).

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L’indice core BCE (al netto di alimentari freschi ed energia) dovrebbe rimanere su valori moderati (0,9% a/a, in linea con la stima preliminare), segnale che il rialzo sarebbe dovuto a fattori temporanei. I listini dovrebbero essere confermati in aumento di tre decimi su base mensile. L’inflazione è vista accelerare a partire da agosto, per raggiungere un picco nel 4° trimestre: in media annua l’inflazione è attesa a 1,9% nel 2021 e 1,5% nel 2022.

– Stati Uniti. L’indice della Philadelphia Fed a giugno è previsto a 34 da 31,5 di maggio, in linea con il proseguimento dell’espansione del settore a ritmi elevati. Gli indici coincidenti e a 6 mesi dovrebbero recuperare parzialmente la correzione di maggio, e l’indagine dovrebbe dare segnali positivi per l’attività, gli ordini e l’occupazione.

Sarà importante vedere se gli indici di prezzo si stabilizzano dopo aver segnato una serie di massimi dai primi anni ‘80 sia per i prezzi pagati (a 76,8) sia per quelli ricevuti (a 41). A maggio le imprese avevano riportato una previsione mediana di incremento del 5% dei prezzi di vendita e del 4% del costo del lavoro, a fronte di una previsione di inflazione al consumo nel prossimo anno del 4%.

I dati e gli eventi di ieri

Stati Uniti. La Federal Reserve ha lasciato quasi immutato rispetto ad aprile il comunicato stampa, e il presidente Powell non ha mandato alcun segnale esplicito che il FOMC sia più vicino di prima a discutere una riduzione del flusso di acquisti di attività finanziarie. Tuttavia, le previsioni dei membri del FOMC in merito all’andamento dei tassi sono salite nel 2023, elevando la mediana da 0,1 a 0,6%. Soltanto 5 membri ora prevedono tassi invariati fino a tutto il 2023, mentre 2 si attendono uno rialzo entro fine anno e 11 ritengono che ve ne sarà più di uno. Inoltre, sono 7 i membri che vedono il primo rialzo già nel 2022. Lo spostamento delle previsioni sui tassi avvicina la posizione mediana del FOMC a quanto il mercato già scontava.

Powell ha invitato a non dare troppo peso a tale cambiamento, dichiarando che il comitato non ne ha discusso e che l’incertezza su tale orizzonte è eccessiva. Tuttavia, uno spostamento di opinione così ampio non può essere né casuale né irrilevante, e in effetti si accompagna al diffondersi di valutazioni meno benevole riguardo ai rischi di inflazione di quelle ufficialmente espresse dalla banca centrale. Riguardo al futuro tapering degli acquisti, Powell ha continuato a ribadire che la Fed avviserà per tempo i mercati e che la decisione dipenderà dai dati – non dal calendario. Probabilmente tale passo avverrà in autunno.

La revisione al rialzo delle stime di crescita e inflazione è significativa soltanto nel 2021 (PIL: da 6,5 a 7,0% a/a nel 2021Q4, Inflazione: da 2,4 a 3,4% a/a) e il giudizio della Fed riguardo alle pressioni inflazionistiche è ancora che esse riflettano prevalentemente fattori transitori. La proiezione sul deflatore core dei consumi (PCE) a fine anno è salita da 2,2 a 3,0% a/a, ma la previsione per il 2022 (2,1%, rivista soltanto di un decimo) implica che la banca centrale si aspetta ancora un rapido calo.

Al margine dell’evento, da segnalare il piccolo aumento del tasso sulle riserve in eccesso da 0,10% a 0,15% e di quello sui reverse repo da 0% a 0,05%: un intervento di natura tecnica finalizzato a compensare l’effetto del crescente eccesso di liquidità sui tassi a brevissimo termine, mantenendoli all’interno del corridoio-obiettivo per i fed funds.

Area euro. Nel 1° trimestre il costo del lavoro nominale su base oraria è cresciuto dell’1,5% a/a, dal 2,8% di fine 2020. Il dato, che presenta un’ampia eterogeneità a livello di singoli Paesi, è sintesi di un rallentamento dei salari orari (a 2,2% a/a da 3,5% precedente) e di una flessione per la componente extra-salariale (-0,9% a/a da +0,8%).

Il dato sugli stipendi orari si accompagna a un calo delle ore lavorate, pertanto potrebbe sovrastimare le condizioni salariali effettive. Il calo della componente extra-salariale è invece imputabile alle misure di decontribuzione e sostegno alle imprese varate dai Governi nazionali in risposta all’emergenza sanitaria.

Cina. I dati di maggio sono stati in generale inferiori alle attese di consenso evidenziando un rallentamento dell’attività ancora in gran parte imputabile ad un confronto sfavorevole con l’anno scorso.

I dati destagionalizzati indicano una stabilità dal lato dell’offerta, un rallentamento degli investimenti e un moderato miglioramento dei consumi.

La produzione industriale è rallentata da 9,8% a/a in aprile a 8.8% a/a in maggio (Consenso Bloomberg 9,2% a/a). Il rallentamento ha riguardato tutte le tipologie di imprese e, in particolare, quelle statali. In termini destagionalizzati la dinamica mensile è rimasta stabile rispetto ad aprile (0.52%) anche se inferiore rispetto alla media del primo trimestre (0.65%). Gli investimenti fissi nominali sono decelerati in termini cumulati da 19,9% a/a in aprile a 15,4% a/a in maggio (Consenso Bloomberg 17,0% cum. a/a), e il ritmo di crescita si è mitigato a 0,2% m/m rispetto a 0.9% m/m in aprile nei dati destagionalizzati forniti dal NBS, implicando un rallentamento in termini tendenziali da 10,9% a/a in aprile a 5,5% a/a in maggio.

Similmente la dinamica delle vendite al dettaglio è frenata da 17,7% a/a in aprile a 12,4% a/a (Consenso Bloomberg 14,0% a/a) seppur registrando un miglioramento in termini mensili da 0.25% m/m in aprile a 0,81% in maggio. Il tasso di disoccupazione urbano rilevato su 31 città è rimasto stabile a 5,2% in maggio rispetto ad aprile, e i nuovi occupati nei primi cinque mesi dell’anno sono saliti del 24,8% rispetto al 2020 tuttavia restano inferiore del 3,9% rispetto al 2009, indicando che le condizioni del mercato del lavoro seppur in miglioramento non hanno ancora raggiunto quelle pre-pandemia.

Fonte: BondWorld.it


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