Intesa Sanpaolo – Il focus principale della giornata odierna è la riunione del FOMC. Sul fronte del tapering, la riunione dovrebbe preparare la strada per la riduzione degli acquisti, segnalando l’apertura del dibattito per un piano operativo, senza però dare indicazioni precise né sui dettagli né sui tempi della sua attuazione.
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Sull’inflazione, il FOMC dovrà trovare un compromesso fra la propria valutazione di rialzo transitorio dell’inflazione e l’evidenza dei dati che mostrano una dinamica dei prezzi molto più forte e persistente delle attese. Il messaggio dovrebbe confermare l’aspettativa di rialzo dell’inflazione transitorio e mercato del lavoro in via di riequilibrio, con la politica monetaria vigile e impegnata a reagire di fronte a nuove informazioni dai dati per raggiungere gli obiettivi su prezzi e massima occupazione. Il comunicato potrebbe aggiungere riferimenti all’accelerazione della crescita, da un lato, e alle sorprese verso l’alto dell’inflazione, dall’altro, mitigate però da un andamento delle aspettative di inflazione ancora coerente con l’obiettivo di stabilità dei prezzi.
Nella conferenza stampa, Powell dovrebbe ribadire l’impegno della Fed ad agire prima del previsto in caso di rischi concreti di perdita di controllo dell’inflazione e/o delle aspettative. Per quanto riguarda il tapering, prevediamo che entro la riunione di settembre il FOMC sia pronto a dare maggiori dettagli, in particolare sulla scelta relativa alla velocità di riduzione dei due tipi di titoli acquistati, Treasury e MBS. In base all’esperienza del precedente tapering del 2013, il piano dovrebbe essere annunciato al momento della sua implementazione, anche perché la data di inizio e la velocità di riduzione dipenderanno dall’evoluzione dei dati di mercato del lavoro e di inflazione dell’estate e dell’autunno. L’inizio del tapering dovrebbe avvenire entro fine 2021, a nostro avviso.
– Nell’area euro, il dato più importante è l’indagine Istat sulla fiducia di famiglie e imprese in Italia, che potrebbe migliorare ancora a luglio, anche se in misura minore che nei mesi precedenti, frenata da un contenuto ritorno di preoccupazioni sulla situazione epidemiologica.
Il morale dei consumatori è visto a 115,5 da 115,1 di giugno, quello delle aziende a 113,5 da 112,8 precedente; nel manifatturiero, l’indice potrebbe aumentare ulteriormente a 115,1 da 114,8, toccando un nuovo massimo ventennale, ancora sostenuto dalla forza della domanda mondiale.
– Infine, in Francia, la fiducia dei consumatori potrebbe calare a 99 a luglio da 102 precedente, portandosi nuovamente sotto il livello medio di lungo periodo (100).
Sul morale delle famiglie dovrebbe pesare la maggiore incertezza legata all’evoluzione della situazione epidemica.
I dati e gli eventi di ieri
Nell’update al World Economic Outlook, il Fondo Monetario Internazionale ha confermato la stima di crescita dell’economia mondiale per quest’anno (al 6%), e ha rivisto al rialzo di mezzo punto la previsione per il 2022 (a 4,9%). Il maggior ottimismo riguarda soprattutto gli Stati Uniti, dove il PIL è visto a 7% (da 5,6% precedente) quest’anno e a 4,9% (da 4,3%) nel 2022. Per l’eurozona, la stima di crescita è stata rivista al rialzo di due decimi nel 2021 e di mezzo punto nel 2022 (a 4,6% e 4,3%, rispettivamente).
All’interno dell’eurozona, il FMI ha confermato le stime per il biennio 2021-22 per la Francia, e la previsione di quest’anno per la Germania, mentre ha alzato le proiezioni di oltre mezzo punto percentuale per l’intero orizzonte per l’Italia (a 4,9% nel 2021 e 4,2% nel 2022) e per il solo 2022 per la Germania (a 4,1%). Per quanto riguarda la Spagna, il Fondo ha limato al ribasso di due decimi il PIL 2021 (a 6,2%), ma ha rivisto al rialzo di oltre un punto la stima 2022 (a 5,8%). Secondo l’FMI, in questa fase i rischi al ribasso riguardano soprattutto i Paesi emergenti, dove solo l’11% della popolazione è vaccinata (contro il 40% dei Paesi avanzati). Da notare soprattutto la revisione al ribasso della previsione di crescita 2021 per l’India, a 9,5% da 12,5% precedente.
Area euro. A giugno la crescita di M3 è rallentata, circa in linea con le attese, a 8,3% a/a da 8,5% di maggio (rivisto al rialzo di un decimo). L’analisi delle controparti conferma come sia ancora il credito al settore pubblico, sostenuto dagli acquisti dell’Eurosistema, a fornire il maggior contributo (5,1% da 5,9% precedente).
Invariato rispetto al mese precedente invece l’apporto dei prestiti al settore privato (3,6%), che riflette una stabilizzazione della crescita del credito alle imprese (1,9% a/a) a fronte di una contenuta accelerazione per quelli verso le famiglie (4,0% a/a da 3,9% precedente).
Italia. I dati di giugno sul commercio extra-UE hanno evidenziato una sostanziale stabilità delle esportazioni (+0,1% m/m da -4% di maggio) a fronte di un aumento delle importazioni (+1,2% m/m da -1,6% precedente). Dal lato dell’export, si nota una crescita di beni intermedi (+6,1% m/m) ed energia (+2% m/m) in presenza di beni di consumo poco variati (+0,1% m/m) e beni strumentali in calo (-4,5% m/m). Dal lato dell’import sono invece i beni strumentali a registrare l’incremento più ampio (+5,3% m/m), ma la crescita è diffusa ai beni intermedi (+1,8% m/m) e di consumo (+1,1% m/m che nasconde però un ampio balzo del 13,2% per i durevoli). Flettono rispetto al mese precedente gli acquisti di beni energetici (-2,8% m/m), al netto dei quali la crescita dell’import è più ampia (+2,4% m/m).
La tendenza annua dell’export rallenta a 23,3% da 44%, quella dell’export a 31,1% da 55,1% (ritmi ancora viziati dal confronto con i livelli particolarmente bassi dei mesi primaverili del 2020). A giugno il saldo commerciale con i Paesi non appartenenti all’UE è risultato pari a +4.790 milioni (+4.676 milioni a giugno 2020) e a +7.517 milioni (+6.265 milioni un anno prima) al netto dell’energia. Il 2° trimestre si chiude con importazioni extra-UE in crescita (+10,9% t/t) a ritmi superiori alle esportazioni (+6,3% t/t). I dati sul commercio verso i Paesi Ue verranno pubblicati il 12 agosto. Il canale estero dovrebbe aver frenato il PIL nel secondo trimestre.
Stati Uniti. Gli ordini di beni durevoli a giugno aumentano di 0,8% m/m, al si sotto delle aspettative di consenso per 2,2% m/m, ma il dato di maggio è rivisto verso l’alto a 3,2% m/m da 2,3% m/m. Gli ordini al netto dei trasporti sono in rialzo di 0,3% m/m. Gli ordini continuano a riflettere la solida crescita della domanda, anche se la produzione manifatturiera rimane frenata da problemi di strozzature all’offerta, in particolare nel settore auto.
Gli ordini nel settore dell’aeronautica sono stati meno forti delle attese, ma in parte questo potrebbe essere dovuto alla revisione verso l’alto di maggio; nel comparto auto, gli ordini sono in calo di -0,3% m/m, probabilmente sulla scia dei problemi produttivi dovuti alla carenza di semiconduttori, che frenano l’output del prodotto finito e quindi la richiesta di parti. Le informazioni dalle consegne sono positive per le prospettive degli investimenti, con una variazione di 1,9% m/m per l’aggregato di beni capitali al netto della difesa, che conferma l’aspettativa di crescita forte dei macchinari nella stima del PIL del 2° trimestre.
Stati Uniti. La fiducia dei consumatori rilevata dal Conference Board a luglio è poco variata a 129,1 da 128,9 di giugno. Le condizioni correnti migliorano marginalmente a 160,3 da 159,6 e le aspettative sono circa stabili a 108,4 da 108,5. La fiducia si consolida quindi vicino ai livelli di febbraio 2020 (132,6), con indicazioni favorevoli per la crescita del 3° trimestre. Le famiglie restano ottimiste riguardo alla situazione corrente e continuano ad aspettarsi miglioramenti dell’economia, del mercato del lavoro e della loro situazione finanziaria.
Ci sono anche indicazioni favorevoli riguardo alla spesa, con un aumento della frazione di intervistati che intende acquistare casa, auto e altri beni durevoli. Riguardo al mercato del lavoro, il 54,9% degli intervistati ritiene che i posti di lavoro disponibili siano abbondanti e solo il 10,5% ritiene che siano difficili da trovare, con segnali in linea con l’aspettativa di ulteriore calo del tasso di disoccupazione, sostenuti anche dalla valutazione di ulteriore miglioramento sull’orizzonte a 6 mesi. Le aspettative di inflazione restano storicamente elevate, ma calano modestamente da giugno.
Fonte: BondWorld.it
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