Intesa SanPaolo Flash Macro Daily

Intesa Sanpaolo : Area Euro rilevazioni preliminari sui prezzi al consumo

Intesa Sanpaolo – Oggi in area euro le rilevazioni preliminari sui prezzi al consumo dovrebbero evidenziare un aumento dell’inflazione in Italia, Francia e nel complesso dell’Eurozona nel mese di agosto.

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In calendario anche le stime finali sul PIL relative al 2° trimestre in Italia e Francia che dovrebbero confermare le letture precedenti. In Francia verrà pubblicato anche il dato relativo a luglio sulle spese per consumi mentre in Germania il tasso di disoccupazione in agosto è visto invariato rispetto al mese precedente. Oggi parleranno anche due ‘falchi’ del consiglio direttivo BCE, Holzmann (Austria) e Knot (Olanda), probabilmente due di coloro che a luglio avevano espresso riserve sulla formulazione della forward guidance, contestando la frase che prospettava tolleranza per un periodo transitorio di inflazione moderatamente sopra l’obiettivo.

– Ieri le indagini della Commissione Europea di agosto hanno evidenziato una correzione dell’indice composito di fiducia economica a 117,5 da 119,0. L’indagine ha riportato un calo del morale diffuso a industria e servizi ma nel complesso rimane coerente con una ripresa robusta nel 3° trimestre. Le aspettative sui prezzi hanno invece confermato i rischi al rialzo per l’inflazione nei prossimi mesi.

Sempre ieri l’inflazione armonizzata in Germania è salita a 3,4% a/a da 3,1% a/a precedente mentre quella nazionale è avanzata di un decimo al 3,9% a/a, rispettivamente ai massimi da luglio 2008 e da dicembre 1993. Il rialzo di agosto è spiegato principalmente da effetti base e dal nuovo aumento dei prezzi dell’energia. L’inflazione tedesca è attesa crescere attorno al 4,0% nel secondo semestre, cui seguirà un ritorno abbondantemente sotto area 3% dal 1° trimestre 2022.

– Negli Stati Uniti, la fiducia dei consumatori rilevata dal Conference Board ad agosto dovrebbe registrare una flessione consistente, a 115, in linea con le indicazioni delle altre indagini che hanno riportato gli indici non molto lontani dai minimi dall’inizio della pandemia, sulla scia di un insieme di fattori causa di preoccupazione: rialzo dell’inflazione, aumento dei contagi, fenomeni climatici estremi e ritiro dall’Afghanistan.

Il quadro dei consumi tuttavia rimane positivo, grazie alla solida espansione del reddito da lavoro. I prezzi delle case misurati a giugno con l’indice nazionale Case-Shiller dovrebbero segnare un ulteriore aumento della dinamica annua, da 17% a/a di maggio.

– In Giappone, il tasso di disoccupazione a luglio cala a 2,8% da 2,9% di giugno, con una correzione dei disoccupati e un aumento di occupati, pur a fronte di un incremento della partecipazione. Il jobs-to-applicant ratio aumenta a 1,15, sui massimi da più di un anno. La prima stima della produzione industriale di luglio registra un calo di -1,5% m/m, ed è accompagnata da una flessione delle consegne di -0,6% m/m. la produzione è frenata dai settori delle auto, dei macchinari elettrici e dell’informatica, probabilmente a causa delle strozzature all’offerta, aggravate dal trend verso il basso delle scorte.

Le proiezioni per i prossimi mesi sono di ripresa, con l’aspettativa di incrementi di 3,4% m/m e di 1,7% m/m, ad agosto e settembre, rispettivamente. La fiducia dei consumatori ad agosto flette a 36,7 da 37,5 di luglio, con correzioni di tutti i sotto-indici, inclusi quelli relativi a reddito e occupazione. Il trend della fiducia tuttavia rimane verso l’alto, con il livello non lontano da quello pre-Covid. L’attuale ondata pandemica, molto più massiccia delle precedenti, sembra aver raggiunto un picco a fine agosto, con le prime indicazioni di svolta dei nuovi contagi.

– Cina. L’aumento dei contagi di Covid-19, il più pesante dopo quello di gennaio, le relative misure di contenimento e le alluvioni che hanno colpito alcune zone del Paese nello Sichuan e nello Hubei, hanno influito negativamente sull’andamento dei PMI di agosto, soprattutto su quello dei servizi. Il rientro di questi fattori dovrebbe favorire un recupero degli indici a settembre ma il rallentamento del credito continua a puntare ad una decelerazione dell’attività economica nei prossimi mesi. Il PMI del settore non manifatturiero rilevato dal NBS è sceso da 53,3 in luglio a 47,5 in agosto, molto più delle attese (Consenso Bloomberg 52,0), trainato dal netto calo del PMI del settore dei servizi, passato da 52,5 in luglio a 45,2 in agosto, il minimo da marzo 2020. La flessione si è estesa a tutte le componenti e in particolare a quella dei nuovi ordini (da 49,7 in luglio a 40,5 in agosto).

Al contrario, ha retto bene il PMI del settore costruzioni che è salito da 57,5 in luglio a 60,5 in agosto, toccando il massimo da inizio anno pur registrando una netta diminuzione della componente aspettative, scesa da 64 in luglio a 58,4 in agosto. Il calo del PMI manifatturiero è stato meno marcato, da 50,4 in luglio a 50,1 in agosto, poco al di sotto delle aspettative (Consenso Bloomberg 50,2). Persistono difficoltà dal lato dell’offerta, come evidenziano l’aumento ulteriore dei tempi di consegna e una diminuzione delle scorte, ma anche della domanda, con una contrazione degli ordini sia domestici (la componente dei nuovi ordini è scesa da 50,9 in luglio a 49,6 in agosto) sia esteri (la componente è scesa per il quinto mese consecutivo portandosi a 46,7). La scomposizione per tipologia di impresa segnala ancora difficoltà per le piccole imprese. In tutti i settori si è registrato un peggioramento della componente occupazione, che resta in territorio di contrazione sia per il settore dei servizi sia per il settore manifatturiero, e una diminuzione della componente dei prezzi degli input.

Fonte: BondWorld.it


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