Intesa Sanpaolo – In area euro il focus di oggi sarà sui prezzi al consumo di settembre che dovrebbero evidenziare l’inflazione salire al 3,3% a/a dal 3% di agosto, ancora trainata dalla componente energetica.
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Vediamo un’inflazione core stabile all’1,6% a/a. In Italia l’indice PMI manifatturiero di settembre è visto calare a 60,1 da 60,9 precedente.
Le stime finali del PMI manifatturiero in Germania, Francia e nel complesso dell’Eurozona dovrebbero confermare la flessione vista nella prima lettura.
– Questa mattina in Germania le vendite al dettaglio sono tornate a crescere di +1,1% m/m (0,4% a/a) ad agosto dopo la precedente flessione di -4,5% m/m (rivista da -5,1% m/m).
– Ieri i dati preliminari hanno riportato un aumento generalizzato dell’inflazione a settembre nei tre principali paesi dell’area euro. L’inflazione in Germania è risultata pari a 4,1% a/a sia sull’indice nazionale che sull’armonizzato, toccando i massimi da oltre 20 anni. L’inflazione tedesca è attesa restare sopra il 4% in questo 2° semestre, per poi ritornare sotto area 2% verso la fine del 2022. In Italia, l’inflazione è risultata pari al 2,6% a/a (-0,1% m/m) sull’indice nazionale e al 3% a/a (1,4% m/m) sull’armonizzato. Il rialzo tendenziale dell’inflazione si deve prevalentemente a quella dei prezzi dell’energia (+20,2%). Infine, in Francia l’inflazione ha visto una nuova crescita, sia sull’indice nazionale, a 2,1% a/a da 1,9% di luglio, che sulla misura armonizzata, a 2,7% a/a da 2,4% precedente.
Nel mese, i prezzi al consumo hanno segnato un calo di due decimi su entrambe le misure. Il rialzo tendenziale è spiegato dall’accelerazione dei servizi (a 1,5% a/a da 0,7%) e dell’energia (a 14,4% a/a da 12,7% di agosto). Sempre ieri, i dati sul mercato del lavoro di agosto hanno invece evidenziato una stabilizzazione del tasso di disoccupazione al 9,3% in Italia ed un calo di un decimo al 7,5% in area euro. In Germania a settembre il tasso dei senza lavoro è rimasto invariato al 5,5%. In Francia le spese per consumi sono rimbalzate di +1% m/m ad agosto, dopo il -2,4% m/m di luglio.
– Negli Stati Uniti, l’agenda di oggi include diversi dati rilevanti. Per settembre, l’ISM manifatturiero è atteso in modesta correzione a 59,6 da 59,9, e la fiducia delle famiglie è prevista in ulteriore calo a 70,5, sulla scia delle preoccupazioni per il rialzo dell’inflazione. Fra le informazioni di agosto, la spesa e il reddito personale dovrebbero essere in rialzo di 0,6% m/m e 0,2% m/m, rispettivamente.
Il deflatore core dovrebbe aumentare di 0,2% m/m, confermando il rientro di una parte delle pressioni inflazionistiche dei mesi scorsi. Ieri, la stima finale del PIL del 2° trimestre ha registrato una crescita di 6,7% t/t ann., 1 decimo al di sopra della lettura preliminare. I sussidi di disoccupazione di fine settembre sono aumentati di nuovo, contro aspettative di riduzione, segnalando persistenza dell’eccesso di domanda sul mercato del lavoro.
Sul fronte politico, il Congresso ha approvato l’estensione delle leggi di spesa fino al 6 dicembre, evitando così la parziale chiusura del governo. Gli altri temi “caldi” (limite del debito e due pacchetti fiscali) restano in discussione nel partito democratico.
Dalla Fed, Powell ha ribadito che il recente rialzo dell’inflazione è dovuto a colli di bottiglia all’offerta e che dovrebbe rientrare con la normalizzazione dell’economia. Powell ha sottolineato che questo tipo di pressioni inflazionistiche è fuori dal controllo della Banca centrale.
– In Giappone, il tasso di disoccupazione ad agosto è rimasto stabile a 2.8%, grazie anche a un calo della forza lavoro. L’indagine Tankan di settembre è più positiva rispetto alle aspettative di consenso, con un miglioramento dell’indice per le grandi imprese manifatturiere a 18, da 14, e a 2 da 1 di giugno per le imprese non manifatturiere.
Le aspettative a 3 mesi sono di modesto deterioramento per il manifatturiero, sulla scia dei colli di bottiglia all’offerta, e di lieve miglioramento per i servizi, grazie alla diffusione dei vaccini. Per settembre, il PMI manifatturiero è stato rivisto verso l’alto a 51,5 e la fiducia delle famiglie è aumentata a 37,8.
Fonte: BondWorld.it
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