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Commento principali dati macro della settimana: 12 – 16 settembre 2011

US Ret. Sales per agosto (14 settembre). Luglio: 0.5% mom, ex auto: 0.5% mom

Forecast: 0.2% mom, ex auto: 0.3% mom Le vendite al dettaglio dovrebbero registrare una modesta crescita, spinte dall’atteso contributo moderatamente positivo della maggior parte delle componenti, quali ad esempio le vendite nei super store, in linea con il…

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Autore: Francesca PanelliLaura Cavallaro
Fonte: Ufficio Studi – Aletti Gestielle SGR


debole andamento weekly sales nel mese. Un modesto contributo positivo dovrebbe venireanche da Gas Stations. Il prezzo della benzina è infatti calato modestamente nel mese (-0.2% mom), ma questo dovrebbe aver favorito la vendita del carburante. La componente auto dovrebbe invece dare un modesto contributo negativo, in linea con le vendite totali di auto nel mese a 12.1 mln da 12.2 mln di luglio.

CPI US per agosto (15 settembre). Luglio: 0.5% mom, core: 0.2% mom

Forecast: 0.2% mom, core 0.1% mom

Il CPI dovrebbe registrare una crescita modesta dopo la forte accelerazione del mese precedente, che era stata pienamente trainata dalle componenti energy e food. Se infatti da un lato il prezzo della benzina ha registrato una modesta correzione ad agosto (-0.2% mom), dall’altro lato dovrebbero registrare un rincaro i beni alimentari, sulla scia dell’aumento dei prezzi ricevuti dagli agricoltori. Anche il core dovrebbe registrare una crescita modesta, con un continuo contributo positivo della componente relativa ai servizi.

Produzione industriale US per agosto (15 settembre). Luglio: 0.9% mom

Forecast: 0.0% mom

La produzione industriale dovrebbe registrare un modesto rialzo dopo la forte crescita di luglio. Infatti, nonostante il calo delle ore aggregate lavorate nel manifatturiero (-0.1% mom), ci aspettiamo ancora un buon andamento di questo settore, favorito dal riavvio della produzione auto, che dovrebbe quindi dare ancora un contributo positivo anche se meno forte di quello registrato ad agosto.

US Philadelphia Fed per settembre (15 settembre). Agosto: -30.7

Forecast: -15.0

Ci aspettiamo un rimbalzo dopo il calo molto forte del mese precedente, con l’indice che dovrebbe però rimanere in area di contrazione e ben al di sotto del livello di luglio.

Permangono infatti tuttora alcuni degli elementi che hanno influito in modo così negativo nel mese precedente, quali il cattivo andamento dei mercati finanziari e i timori sulla solidità della ripresa economica.

UMICH Consumer Sentiment preliminare per settembre (16 settembre). Agosto: 55.7

Forecast: 56.5

Ci aspettiamo un modesto rimbalzo dopo la correzione consistente del mese precedente, con l’indice che dovrebbe rimanere comunque ben al di sotto della propria media storica e anzi vicina al minimo degli ultimi 21 anni registrato a maggio 1980. Il peggioramento della fiducia dovrebbe infatti risentire della cattivo andamento dei mercati azionari nelle ultime settimane e in generale della forte incertezza sull’andamento economico nei prossimi mesi, alla luce dei molti segnai di debolezza emersi di recente.

Cosa è successo la scorsa settimana:

Germania: ordinativi industriali di luglio. Luglio: -2.8% mom

Gli ordinativi industriali tedeschi destagionalizzati hanno registrato una correzione a luglio dopo tre rialzi consecutivi nei mesi precedenti. Sono infatti scesi di -2.8% mom dopo il +2.9% mom di aprile, il +1.5% mom di maggio e il 1.8% mom di giugno. Il dato non destagionalizzato ma corretto per i giorni lavorativi ha registrato una crescita dell’8.7% yoy, in rallentamento dal 9.4% yoy di giugno (questo rivisto modestamente al ribasso dal 9.5% yoy originariamente rilevato). Il dettaglio dell’indice aggregato evidenzia come il calo sia stato pienamente concentrato negli ordinativi esteri, scesi del 7.4% mom dopo il 13.1% mom di giugno, mentre gli ordinativi domestici hanno registrato un rimbalzo (+3.6% mom, dopo il 10.7% mom del mese precedente). In particolare, tra gli ordinativi esteri hanno registrato un calo più forte quelli provenienti dai Paesi non appartenenti all’area euro (-10.2% mom da 11.1% mom), e una correzione meno pronunciata quelli dall’Eurozona (-3.3% mom da +15.9% mom).

Nonostante il calo di luglio segua tre rialzi molto forti e non rappresenti quindi un segnale preoccupante, risulta essere dell’1.1% mom inferiore alla media di Q2 2011. Tenendo presente la grande volatilità degli ordinativi, questo calo rappresenta un primo segnale di rallentamento della business activity del settore manifatturiero nel terzo trimestre dell’anno, dopo il buon andamento nella prima metà del 2011.

Produzione industriale tedesca di luglio. Luglio: 4.0% mom

La produzione industriale tedesca, su base destagionalizzata, ha registrato un rimbalzo molto forte a luglio, salendo del 4.0% mom dopo il -1.0% mom di giugno (rivisto modestamente al ribasso dal -1.1% mom originariamente rilevato) e sorprendendo al rialzo le stime degli analisti (+0.5% mom).In termini tendenziali la variazione dell’output industriale totale non destagionalizzato ma corretto per i giorni lavorativi ha registrato un’accelerazione a 10.1% yoy dal 6.6% yoy di giugno (rivisto modestamente al ribasso dal 6.7% yoy originariamente rilevato). Analizzando il dettaglio del dato emerge che a livello congiunturale è stata registrata crescita positiva da due delle tre principali componenti: il settore manifatturiero (4.5% mom da -1.1% mom di giugno) e il settore delle costruzioni (3.2% mom da -3.7% mom di giugno). Il settore energetico è stato l’unico a registrare un andamento negativo, di -0.1% mom. Il dato così forte della produzione tedesca è stato inatteso, soprattutto considerando l’indebolimento dell’andamento degli ordinativi tedeschi nello stesso mese, quando hanno registrato -2.8% mom. Il Ministro dell’Economia tedesco ha dichiarato che l’andamento della produzione industriale tedesca a luglio è stato favorito dal timing delle vacanze scolastiche estive, che quest’anno sono cadute più tardi rispetto agli anni precedenti.

Questo ha quindi portato anche molti lavoratori ad effettuare più tardi le proprie ferie e di conseguenza ha contribuito ad un aumento della produzione industriale nel mese rispetto agli altri anni, che probabilmente sarà in parte compensato da una produzione industriale inferiore nel mese di agosto.

Beige Book: alcuni segnali di rallentamento

Il Beige Book, preparato dalla Fed di Kansas City con informazioni raccolte fino al 26 agosto, mostra una descrizione dell’attività economica in crescita modesta, con segnali misti o di indebolimento in alcuni distretti. Molti distretti hanno indicato che la recente volatilità dei mercati azionari e la maggiore incertezza economica hanno portato ad essere più cauti oaddirittura a rivedere al ribasso il loro scenario di breve periodo. La spesa per i consumi èaumentata moderatamente in molti distretti dall’ultima release del Beige Book, ma le venditeal dettaglio ad esclusione delle auto sono state più basse in molti distretti. Sebbene le cattivecondizioni meteorologiche abbiano pesato sulla crescita in alcune aree, l’attività turistica èrimasta solida in molti distretti. La domanda di servizi è stata generalmente positiva nellanazione. L’attività manifatturiera è stata mista nel paese, ma il tasso di attività ha rallentato in molti distretti. Il mercato immobiliare residenziale è rimasto debole nel complesso, con pochi segnali di miglioramento in alcuni distretti. Anche l’attività immobiliare relativa al compartocommerciale è stata definita debole in molti distretti, con alcuni miglioramenti in alcune aree.

La domanda di prestiti si è confermata stabile o più debole, e gli standard creditizi sono stati largamente invariati. Questi i punti più salienti del report. Consumi sono generalmente descritti come in modesto miglioramento dall’ultimo report, ma le vendite al dettaglio ad esclusione delle auto sono state descritte come flat o in peggioramento in alcuni distretti. Le evacuazioni causate dall’uragano Irene a fine agosto hanno prodotto alcune interruzioni dell’attività al dettaglio nel distretto di New York. Molti distretti hanno riportato un aumento dell’attività legata alle vendite di auto, in particolare dei modelli più efficienti nei consumi di carburante. E’ stata inoltre riportata in molti distretti una domanda molto forte di auto usate. L’attività turistica è rimasta solida in molti distretti, nonostante le cattive condizioni meteorologiche che hanno colpito alcune aree. Per quanto riguarda il manifatturiero, l’attività ha registrato segnali misti nel Paese, ma il tasso di attività ha rallentato in molti distretti. Analizzando il dettaglio dei settori, emerge che la produzione di auto è calata nel distretto di Cleveland a causa del cambiamento stagionale dei modelli in produzione. L’attività tessile nel distretto di Richmond è rimasta debole a causa della diminuzione della fiducia dei consumatori. Al contrario, le società manifatturiere produttrici di aeromobili commerciali nel distretto di San Francisco hanno riportato solida produzione grazie all’aumento dei nuovi ordinativi. Per quanto riguarda il mercato immobiliare, il comparto residenziale rimane debole nel complesso, ma alcuni distretti hanno notato alcuni modesti miglioramenti. L’attività costruttiva è rimasta debole o stagnante in molti distretti, ad eccezione di Minneapolis e di Kansas City. Alcuni distretti hanno però indicato un aumento dell’attività di ristrutturazione. I prezzi delle case sono rimasti invariati o sono calati in molti distretti. Anche l’attività immobiliare commerciale è rimasta debole in molti distretti. Per quanto riguarda l’attività di credito, la domanda di prestiti è risultata stabile o in modesto calo rispetto al Beige Book precedente. Molti distretti hanno notato che la qualità dei prestiti è generalmente migliorata e che gli standard di credito sono rimasti invariati. Per quanto riguarda il mercato del lavoro, le condizioni sono rimaste invariate nel complesso, con alcuni distretti che hanno segnalato una modesta crescita dell’occupazione. Molti distretti hanno riportato una mancanza di lavoratori specializzati, quali ad esempio ingeneri e sviluppatori di software. Molti distretti hanno riportato che la pressione sui salari è stata minima, ma ci sono stati alcuni aumenti salariali per le posizioni lavorative più specializzate.

Per quanto riguarda l’inflazione, le pressioni inflazionistiche sono in moderazione, ma i prezzi degli input hanno continuato a salire in alcuni settori.

BCE: tassi on hold all’1.50% e statement più dovish. 8 settembre: 1.5%

Nel corso del meeting tenutosi a Francoforte, il Governing Council della BCE ha deciso di mantenere i tassi all’1.50%. L’inflazione è rimasta ad un livello elevato e dovrebbe rimanere al di sopra del 2% nei prossimi mesi prima di moderare durante il prossimo anno. Il tasso di espansione della massa monetaria sottostante continua ad essere moderato e la liquidità rimane abbondante. Come atteso, il tasso di crescita economica nell’Eurozona ha decelerato nel secondo trimestre, dopo una crescita molto forte nel primo. E’ attesa un’ espansione moderata nei prossimi mesi, in uno scenario di forte incertezza e con rischi al ribasso intensificati. Nello stesso momento, i tassi di interesse a breve termine rimangono bassi. Le aspettative di inflazione devono rimanere ancorate in linea con l’obiettivo della BCE di mantenere l’inflazione sotto, ma prossima al 2% nel medio termine. La BCE continuerà a “monitor very closely” tutti gli sviluppi relativi ai rischi al rialzo alla stabilità dei prezzi. La disponibilità di liquidità e il full allotment per le operazioni di rifinanziamento continueranno ad assicurare liquidità alle banche dell’area Euro. Tutte le misure non standard prese durante un periodo di acute tensioni sui mercati finanziari sono di natura temporanea. Per quanto riguarda l’analisi economica, il GDP dell’area Euro ha decelerato allo 0.2% qoq nel secondo trimestre dell’anno, dallo 0.8% qoq di Q1. Come atteso, alcuni fattori temporanei hanno spinto la crescita all’inizio dell’anno mentre alcuni fattori avversi sono derivati dal terremoto in Giappone e dall’impatto dei passati rialzi del prezzo del petrolio. Alcuni sviluppi dovrebbero sfavorire il momentum sottostante nei prossimi mesi, tra cui la moderazione della crescita globale, i cali della fiducia delle imprese e dei mercati azionari, e gli effetti negativi derivanti dalle tensioni relative ai debiti sovrani. Di conseguenza, le attese sono per una crescita del GDP molto modesta nella seconda metà dell’anno. Nello stesso momento, l’attività economica dell’area Euro dovrebbe continuare a beneficiare della continua crescita dell’economia globale e della stance di politica monetaria accomodante e delle varie misure di supporto non standard adottate per supportare il funzionamento dei mercati finanziari.

I rischi allo scenario di crescita sono sul downside, in uno scenario di incertezza particolarmente alta. I rischi al ribasso sono legati a continue tensioni in alcuni segmenti dei mercati finanziari ed al loro possibile effetto di contagio all’economia reale dell’area Euro. Sono inoltre presenti rischi sul downside legati a nuovi possibili incrementi nei prezzi energetici, alle pressioni protezionistiche ed alla possibilità di una correzione disordinata degli squilibri globali. Per quanto riguarda l’andamento dei prezzi, il flash estimate di agosto ha registrato 2.5% yoy, invariato rispetto a luglio. Il tasso di inflazione tendenziale relativamente alto registrato negli ultimi mesi riflette largamente il rincaro delle commodities e dei prezzi energetici. Il tasso di inflazione dovrebbe rimanere al di sopra del 2% anche nei prossimi mesi e scendere sotto il 2% nel 2012. Questo sviluppo riflette le attese si una relativa stabilità della crescita dei salari in un contesto di moderata crescita economica. Rispetto a quelle diffuse a giugno, le nuove stime dello staff della ECB sull’inflazione vedono una conferma dei valori sia per il 2011 sia per il 2012 e per quest’ultimo anche una restrizione del range. I rischi sull’outlook di inflazione di medio termine sono bilanciati. I rischi al rialzo sono legati a possibili ulteriori aumenti dei prezzi delle commodity, delle di tasse indirette e di prezzi amministrati. Il principale rischio al ribasso consiste nell’impatto di una possibile crescita più debole delle attese. Passando all’analisi monetaria, il tasso di crescita tendenziale di M3 ha registrato al 2.0% yoy a luglio dall’1.9% yoy di giugno. La crescita annua dei prestiti al settore privato ha rallentato al 2.4% a luglio dal 2.5% di giugno. Il trend sottostante di crescita della massa monetaria rimane moderato. Allo stesso tempo, la liquidità accumulata prima del periodo di tensioni sui mercati finanziari resta ampia. In tema di politica fiscale, alcuni Governi hanno annunciato misure addizionali per assicurare il raggiungimento dei loro target fiscali e per rafforzare la base legale per le regole fiscali nazionali. Per assicurare la credibilità, è cruciale che le misure annunciate siano pienamente approvate ed implementate. Contemporaneamente, sostanziali riforme strutturali devono essere implementate nei Paesi dell’area euro in modo da aumentare la flessibilità delle loro economie e la loro crescita potenziale. La rimozione di rigidità del mercato del lavoro e l’implementazione di misure che rinforzino la flessibilità dei salari sono di massima importanza. Nel corso del Q&A, Trichet ha dichiarato che la decisione odierna è stata presa all’unanimità. Ad una domanda in merito, il Presidente della BCE ha espresso approvazione sul piano di austerità italiano, sottolineando che questo conferma l’impegno preso dal Governo italiano a mantenere gli obiettivi a cui si era impegnato poche settimane fa. In generale, lo statement odierno risulta più dovish rispetto a quello di agosto. In particolare, sono state riviste al ribasso e in maniera piuttosto consistente le previsioni di crescita e sono cambiati i giudizi sui rischi sia sullo scenario di crescita sia sull’outlook di inflazione, entrambi in direzione più dovish. I rischi sulla crescita sono infatti ora sul downside (mentre fino ad agosto erano bilanciati), mentre i rischi sui prezzi risultano ora bilanciati (mentre ad agosto erano sull’upside). Alla luce di questo, ci attendiamo tassi on hold almeno fino alla prima metà del 2012.


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