Il Punto : Area euro. Potenzialmente, la “quarta” ondata di COVID-19 potrebbe sottrarre sino a mezzo punto percentuale alla crescita del PIL Eurozona nel 2022 (nel range 3,5-4%).
Intesa SanPaolo
– Negli ultimi giorni, la risalita dei contagi da COVID-19 ha indotto diversi Paesi europei a nuove misure restrittive sulla mobilità:
– l’Austria ha introdotto un lockdown su tutta la popolazione di almeno dieci giorni (con possibilità di estensione fino a venti) a partire da lunedì 22 novembre: è consentito uscire di casa solo per andare al lavoro (ma è incentivato lo smart working, ove possibile), per motivi di necessità e per svolgere attività fisica all’aperto, e sono state chiuse tutte le attività commerciali non essenziali; al termine del lockdown (il 13 dicembre al più tardi) si dovrebbe tornare ad un regime differenziato tra vaccinati e non vaccinati; inoltre, l’Austria è il primo Paese europeo a preannunciare l’introduzione dell’obbligo vaccinale a decorrere dal febbraio 2022;
– in Germania, il Parlamento ha approvato nuove norme che prevedono l’accesso ai luoghi pubblici e di intrattenimento solamente a vaccinati e guariti (“2 G”) nelle aree con almeno tre pazienti ospedalizzati su 100 mila abitanti (le misure diventano più rigide nei casi di tasso di ospedalizzazione superiore a tale soglia); sono previste norme più restrittive a livello locale (ad esempio un lockdown di 3 settimane in alcune aree della Baviera);
– la Slovacchia ha introdotto un confinamento della popolazione non vaccinata, che potrà uscire di casa soltanto per attività essenziali, e la chiusura della ristorazione nelle aree a massima classificazione di rischio; le nuove misure entrano in vigore a partire da oggi;
– in Italia, il Governo ha dato il via libera al Green Pass “rafforzato”, che consente l’accesso a spettacoli, eventi sportivi e ristorazione al chiuso solo ai vaccinati, mentre il Green Pass “base” sarà richiesto per accedere ad alberghi e trasporti locali; prevista anche l’estensione della vaccinazione obbligatoria al personale scolastico e alle forze dell’ordine, mentre gli operatori sanitari dovranno sottoporsi alla terza dose; il decreto sarà in vigore dal 6 dicembre al 15 gennaio;
– nuove misure dovrebbero essere annunciate oggi in Olanda.
– Nel complesso, nella maggior parte dei Paesi, le nuove restrizioni non riguardano l’intera popolazione nazionale, e agiscono o su base locale o esclusivamente sulla popolazione non vaccinata. Pertanto, l’impatto economico dovrebbe essere ben più contenuto rispetto anche solo a quello della “terza” ondata. Inoltre, la rinnovata emergenza dovrebbe indurre una accelerazione della campagna vaccinale, anche sul fronte della “terza dose”, che potrebbe avere effetti tangibili entro pochi mesi.
– In ogni caso, dato che c’è da attendersi un ulteriore giro di vite nelle prossime settimane, i rischi, principalmente sulle attività economiche dei servizi, derivanti dalla “quarta ondata” di COVID-19 appaiono oggi potenzialmente più rilevanti di quelli legati ai colli di bottiglia dal lato dell’offerta (che agiscono quasi esclusivamente sul settore industriale), che anzi hanno mostrato qualche segnale di parziale attenuazione nelle ultime settimane.
– Poiché la modulazione delle nuove misure restrittive è in corso, l’impatto economico risulta vieppiù di difficile quantificazione. In ogni caso, il Paese più colpito dovrebbe essere l’Austria, che, nell’ipotesi di una (probabile) estensione del lockdown fino a metà dicembre, potrebbe mostrare una contrazione del PIL vicina ai due punti percentuali nel trimestre corrente; tuttavia, alla luce del peso limitato dell’economia austriaca (poco più del 3% dell’insieme dell’Eurozona), l’impatto sul complesso dell’area euro risulterebbe modesto (non più di un decimo). Gli effetti potenzialmente più rilevanti per l’Eurozona potrebbero venire dalla Germania, per la quale ci attendiamo ora una stagnazione dell’attività economica nel 4° trimestre dell’anno (da una precedente stima a 0,4% t/t); tuttavia, i rischi sono al ribasso, e gli effetti negativi potrebbero estendersi anche al 1° trimestre del prossimo anno (con possibilità di un rimbalzo più accentuato successivamente).
Nel complesso, l’economia tedesca dovrebbe mantenere una accelerazione in media d’anno nel 2022, che però sarà meno accentuata di quanto atteso in precedenza (a 4,1% da un precedente 4,4%, dopo un 2,7% atteso per quest’anno). Per l’area euro nel suo complesso, sulla scia di una crescita più debole a cavallo d’anno, rivediamo al ribasso di due decimi la nostra stima sul PIL 2022, a 3,8% da un precedente 4% (dopo il 5% atteso per quest’anno). Tuttavia, sembrano essere aumentati i rischi al ribasso: in caso di ulteriore stretta indotta dalla recrudescenza dei contagi, potenzialmente la “quarta” ondata potrebbe sottrarre fino a mezzo punto alla crescita dell’Eurozona nel 2022.
Fonte: BondWorld.it
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