T. Rowe Price: La BCE si riunirà questa settimana per decidere il destino del programma PEPP (Pandemic emergency purchase programme), e come potrebbe essere sostituito da una versione modificata del programma APP (Asset purchase programme).
A cura di Tomasz Wieladek, International Economist, T. Rowe Price
In un mondo ideale, la BCE rinvierebbe questo genere di decisione a causa dell’insolito grado di incertezza attuale.
Mentre i dati dal Sudafrica suggeriscono che le ospedalizzazioni causate dalla variante Omicron sono meno gravi di quelle causate dalla variante Delta, c’è molta incertezza sugli effetti in Europa, dove l’età media è molto più alta che in Sudafrica. Dall’altro lato, alcuni esponenti della BCE sono preoccupati per l’inflazione, visto che da un paio di mesi i dati continuano a smentire al rialzo le previsioni.
Idealmente, la BCE attenderebbe fino a febbraio o marzo per prendere una decisione sul futuro dell’APP, poiché l’incertezza per la variante Omicron per allora potrebbe essere risolta, e gli effetti di base dovrebbero dare al Consiglio Direttivo la certezza che l’inflazione sia realmente in calo. Tuttavia, sembra che la Banca Centrale sia determinata a prendere una decisione sul futuro dell’APP già domani.
Qualsiasi decisione di questo calibro deve tenere in considerazione l’ampio grado di incertezza attuale. In passato, sui programmi di acquisto degli asset la BCE era solita prendere impegni più a lungo termine. Tuttavia, ora questo è improbabile, a causa dell’elevata incertezza. Al contrario, è probabile che la BCE alzerà il ritmo di acquisto mensile dagli attuali 20 miliardi a 40-45 miliardi dopo marzo 2022, per poi rivedere questa decisione ogni trimestre. Questa revisione consentirà all’Eurotower di aumentare la portata degli acquisti del programma APP se l’economia peggiora, ma anche di ridurla qualora un’alta inflazione si rivelasse più duratura di quanto atteso.
Penso che probabilmente la BCE ridurrà il ritmo degli acquisti dell’APP nel quarto trimestre del 2022, come esito di una forte ripresa economica nell’Eurozona. Normalmente, il passaggio da una politica del QE fatta di promesse di più lungo termine a una che invece dipende dallo stato della situazione contingente sarebbe visto come ‘falco’, in quanto il ritmo degli acquisti potrebbe subire una riduzione già nel prossimo trimestre. Il mercato dei tassi e quello valutario devono prezzare questo aspetto. Tuttavia, ci sono state diverse indiscrezioni su queste idee nelle ultime due settimane, dunque ritengo che l’opzione di una politica del QE legata all’evoluzione degli avvenimenti sia già parzialmente prezzata.
Fonte: BONDWorld.it
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