Intesa SanPaolo Flash Macro Daily

Intesa Sanpaolo : Francia il PIL è cresciuto di 0,7% t/t (5,4% a/a) nel 4° trimestre

Intesa Sanpaolo – Questa mattina in Francia il PIL è cresciuto di 0,7% t/t (5,4% a/a) nel 4° trimestre, al di sopra delle attese di consenso, dopo il 3,1% t/t registrato nel trimestre estivo; la ripresa potrebbe rallentare ancora a inizio anno prima di tornare a mostrare ritmi più robusti nei trimestri centrali del 2022.

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Dopo aver chiuso il 2021 con una crescita in media annua del 7%, l’economia transalpina potrebbe registrare un’espansione intorno al 4% (con qualche rischio al ribasso) nel 2022. In calendario per oggi anche le stime di contabilità nazionale del 4° trimestre in Germania, Spagna e Belgio. Prevediamo una contrazione del PIL di -0,4% t/t in Germania e una crescita solo marginale in Belgio (0,2% t/t); in Spagna l’attività dovrebbe rallentare all’1,4% t/t, restando però su ritmi più sostenuti rispetto alle altre principali economie. In Italia Il morale delle famiglie è visto a 116,5 dopo il sorprendente lieve rialzo a 117,7 del mese di dicembre; la fiducia delle aziende dovrebbe rallentare soprattutto nel settore dei servizi (a 108,8 da 110,2), per via della risalita dei contagi, ma anche le imprese industriali potrebbero evidenziare un minore ottimismo (a 114,5 da 115,2), sulla scia dei rincari energetici. In area euro l’ESI è visto correggere a 114,5 da un precedente 115,3.

In Italia, dopo l’ennesimo nulla di fatto della quarta votazione ieri (la prima per la quale era sufficiente la maggioranza semplice dei votanti), oggi potrebbe essere la giornata decisiva per l’elezione del Presidente della Repubblica. È possibile infatti che la conferenza dei capigruppo decida di portare a due gli scrutini da completare nel corso della giornata. Secondo fondi di stampa, la coalizione di centro-destra potrebbe tentare di eleggere un esponente di area (tra i quali la presidente del Senato Casellati); se tale tentativo dovesse fallire, è probabile che il punto di equilibrio venga raggiunto su un nome maggiormente condiviso (il nome più accreditato è quello di Casini); solo in caso di ulteriore impasse la soluzione potrebbe tornare a contemplare l’elezione di Mario Draghi (o, in ultima istanza, la rielezione di Sergio Mattarella).

– Negli Stati Uniti, i principali dati in uscita riguardano prezzi e costo del lavoro. Il deflatore dei consumi core è previsto in rialzo di 0,5% m/m, con una variazione annua di 4,8% a/a, sui massimi dal 1982. L’Employment Cost Index del 4° trimestre, atteso in aumento di 1,2% t/t, dopo 1,3% in estate, dovrebbe confermare il trend verso l’alto del costo del lavoro, in rapida accelerazione da fine 2020. Su base tendenziale l’indice dovrebbe superare il 4% a/a, portandosi sui massimi dal 2001. La spesa personale a dicembre dovrebbe essere in calo di – 0,7% m/m in termini nominali, corrispondente a una correzione di -1,2% m/m in termini reali. La spesa per i beni dovrebbe correggere di circa -2% m/m, mentre i servizi dovrebbero essere frenati dai primi effetti di Omicron. La previsione è di rimbalzo a gennaio della componente dei beni. Il reddito personale dovrebbe aumentare di 0,4% m/m. La fiducia dei consumatori rilevata dall’Univ. of Michigan a gennaio (finale) dovrebbe flettere ulteriormente, a 68,2 da 68,8 della lettura preliminare, con le aspettative di inflazione a 5-10 anni su livelli elevati, oltre il 3%.

Ieri, la stima advance del PIL del 4° trimestre ha sorpreso verso l’alto, con una variazione di 6,9% t/t ann., dopo 2,3% t/t ann. dell’estate. L’accelerazione della crescita è dovuta a un balzo delle scorte (contributo: 4.9 pp), oltre che a una maggiore crescita dei consumi (3,3% t/t ann. dopo 2% nel 3° trimestre). Le ampie variazioni di export (24,5% t/t ann.) e import (17.7%) si elidono in larga misura (contributo netto: -0,4 pp). I dati sono meno solidi di quanto appaia (domanda finale domestica in aumento di solo +2% t/t ann.), essendo spinti dalle scorte. La crescita è attesa in netto rallentamento nel 1° trimestre (1,1% t/t ann.) sulla scia di una frenata dei consumi e delle scorte. Gli ordini di beni durevoli a dicembre hanno segnato una flessione di -0,9% m/m, per via del crollo nell’aeronautica civile. Al netto dei trasporti, gli ordini sono aumentati di 0,4% m/m. Le consegne di beni capitali ex-difesa e aerei, in rialzo di 1,3% m/m, danno indicazioni positive per gli investimenti. Le nuove richieste di sussidi di disoccupazione al 22 gennaio sono calate di 30 mila, a 260 mila, dando supporto all’ipotesi che il recente rialzo dei sussidi fosse in larga misura causato da difficoltà di destagionalizzazione.

Fonte: BondWorld.it


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