Flash: La Slovenia esprime un voto di fiducia sull’EFSF III

Da seguire: Area Euro: – Il tasso di crescita annua di M3 potrebbe calare lievemente a 1,9% ad agosto da 2% a/a di luglio. La media mobile a 3 mesi resta ben inferiore al target ufficiale BCE (4,5%). La crescita di M1 potrebbe rimanere vicina a zero. Tra le controparti di M3, potrebbe essersi interrotto il trend di recupero per i prestiti al settore privato e in particolare alle imprese….


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– Grecia. Il governo sta tentando di convincere i deputati del PASOK a votare per le nuove misure di austerità. Il voto parlamentare dovrebbe aver luogo martedì 27, anche se ciò dipenderà dall’andamento dei negoziati interni. Il PASOK dispone di 154 rappresentanti su 300 e 5-6 deputati socialisti hanno manifestato contrarietà alle misure annunciate dall’esecutivo nei giorni scorsi. La manovra potrebbe passare con l’astensione di parte dei deputati di opposizione, anche se a questo punto i rischi restano tutt’altro che irrilevanti.

– La Slovenia esprime un voto di fiducia sull’EFSF III.

Stati Uniti

– La fiducia dei consumatori rilevata dal Conference Board a settembre è prevista in ripresa a 46,5 da 44,5 di agosto. Tutti gli indici di fiducia sono rimbalzati dai minimi recenti di agosto; anche l’indice del Conference Board dovrebbe riprendersi, restando comunque su livelli che non si vedevano da fine 2010. Le condizioni deboli del mercato del lavoro del mese scorso contribuiranno a mantenere contenuto il rialzo della fiducia.

Ieri sui mercati

L’ipotesi di un potenziamento a leva dell’EFSF e indicazioni di un possibile ulteriore intervento della BCE hanno dato respiro ai mercati azionari sia in Europa con l’Eurostoxx che ha chiuso in rialzo di 2,83% che in America con l’S&P in recupero di 2,33%. Questa mattina sono in recupero anche le principali piazze asiatiche. La prospettiva di un fondo più corposo per risolvere la crisi nella zona euro ha compresso lo spread Btp – Bund a 377. Il greggio è in rialzo sulle piazze asiatiche sulle ipotesi di un rafforzamento del piano di salvataggio europeo per sostenere i paesi che soffrono per la crisi di debito.

Area Euro

Le voci di un potenziamento “a leva” dell’EFSF dopo l’incontro FMI-G20 prevedrebbero (ma il condizionale è d’obbligo in assenza di documenti ufficiali, d’altra parte la proposta sarebbe attualmente allo studio) la creazione di un nuovo veicolo esterno al fondo salva-Stati per una dotazione iniziale di 200 miliardi (probabilmente attraverso emissioni BEI), con la possibilità di prestiti “a leva” sino a 10 volte la dotazione iniziale ovvero 2 mila miliardi (anche se alcuni Stati propenderebbero per una leva di 7-8 volte il capitale, nel qual caso si arriverebbe attorno ai 1.500 miliardi). Le erogazioni potrebbero essere utilizzate non soltanto per i prestiti agli Stati ma anche per ricapitalizzare il settore bancario. Secondo alcune voci, la proposta potrebbe essere formalizzata già all’Ecofin del 3 ottobre prossimo. Restano da chiarire i dettagli tecnici, ma sarebbe un escamotage importante per dotare il fondo di volumi tali da poter far fronte in linea teorica al fabbisogno di tutti i Paesi in difficoltà (pari a circa 1.500 miliardi da qui a fine 2014 considerando Irlanda, Portogallo, Grecia, Spagna e Italia), oltre che come detto alle esigenze di ricapitalizzazione del sistema bancario, senza le lungaggini connesse all’approvazione di tutti gli Stati nazionali.

Importanti dichiarazioni sulla conduzione della politica monetaria BCE sono giunte da Ewald Nowotny, il quale non ha escluso in via di principio la possibilità di un taglio dei tassi (“la BCE non si impegna mai in anticipo”), aprendo anche a una revisione al ribasso per le stime di crescita dello staff BCE presentate a inizio settembre. In precedenza, però, Yves Mersch aveva giudicato irrealistiche le aspettative di mercato riguardo un taglio dei tassi di 50 punti base nei prossimi mesi, dichiarando che “la BCE ha una sola bussola”, riferendosi evidentemente all’ancoraggio delle aspettative inflazionistiche; Mersch però ha aggiunto che un taglio dei tassi “non è completamente escluso”. Josef Bonnici (Presidente della Bank of Malta) infine ha sottolineato come attualmente è più importante per la BCE fornire liquidità al sistema bancario piuttosto che preoccuparsi del livello dei tassi, rifiutandosi di commentare le aspettative di un taglio nella riunione del 6 ottobre.

Nella scorsa settimana la BCE ha regolato operazioni di acquisto di titoli di stato per 3,95 miliardi nell’ambito del SMP, un ammontare in netto calo rispetto ai 9,79 mld dell’ottava precedente e inferiore a quelle che erano le attese. Oggi l’Istituto centrale provvederà a sterilizzare l’importo benchmark di 156,5 mld tramite operazioni di deposito a 1 settimana, mentre in mattinata si terrà la consueta asta settimanale di rifinanziamento, con fondi in scadenza dall’operazione precedente per 201,15 mld. Stante una situazione estremamente accomodante sul fronte della liquidità, e considerando che giovedì si terrà l’operazione a più lungo termine (3 mesi), si ipotizza una domanda inferiore a tale importo, nell’ordine dei 170-180 mld, parzialmente a favore della successiva (dalla quale rientrano 132,22 mld). L’ammontare benchmark fornito dalla BCE è pari a 32,5 mld.

Germania. L’indice IFO che misura il clima d’affari a settembre si è portato a 107,5 dal precedente 108,7, evidenziando il terzo mese consecutivo di calo e raggiungendo i minimi dal giugno 2010. L’indice che misura le condizioni correnti scende lievemente a 117,9 da 118,1, rimanendo su livelli storicamente elevati, mentre il deterioramento più significativo interessa le aspettative, il cui indice si porta a 98 da 100, sui minimi da luglio 2009. A livello settoriale si registra un deterioramento nel settore delle costruzioni (il cui sub-indice è in territorio negativo) e nel manifatturiero, mentre migliora il clima per i dettaglianti. In moderato calo infine il settore servizi, con condizioni correnti stabili ma aspettative in rapido calo.

Italia. L’indice di fiducia dei consumatori a settembre è sceso a 98,5 dal 100,3 di agosto evidenziando un calo per tutte le sub-componenti; il clima economico crolla a quota 67,8 da 70,0, raggiungendo un minimo dal marzo 2009, mentre la fiducia sulla situazione personale scende di 1,8 punti a 114,4 e l’indice del clima corrente si porta a 109,7 (-2,4 punti). In questo contesto peggiorano le valutazioni sulla situazione economica del Paese e della famiglia, sia per la condizione corrente che per le prospettive. Giungono segnali di miglioramento dalla propensione al risparmio e sulle attese per il mercato dei beni durevoli, mentre il mercato del lavoro evidenzia un ulteriore, seppur lieve, segnale di miglioramento. Infine, sul fronte dei prezzi, i giudizi sulla dinamica futura sono nuovamente al rialzo.

Irlanda. Il Ministro delle Finanze Michael Noonan ha dichiarato che difficilmente il Paese raggiungerà il prossimo anno il target di crescita del 2,5% indicato nell’ultima review della Troika (risalente allo scorso luglio), mentre una stima più attendibile risiede nell’ordine del 2%. Il Ministro ha poi aggiunto che probabilmente l’esecutivo varerà un’ulteriore manovra correttiva oltre quella programmata da 3,6 miliardi, per garantire il raggiungimento nel 2012 del target nel rapporto deficit/PIL all’8,6%.

Regno Unito

L’intervento di Ben Broadbent a una conferenza organizzata da Thomson Reuters è stata un’importante occasione per analizzare il contesto macroeconomico britannico, così come visto da un autorevole membro del Comitato di politica monetaria della Bank of England. Broadbent ha offerto la visione di un contesto globale “chiaramente disinflazionistico”, caratterizzato da una bassa crescita negli USA e da un’importante crisi debitoria nell’area euro; quest’ultima minaccia di rendere ulteriormente restrittive le condizioni di accesso al credito per le famiglie e rischia di provocare un nuovo indebolimento per l’attività domestica del Regno Unito. Infine, la debolezza della sterlina potrebbe persistere per un periodo più lungo di quanto preventivato, mentre il ribilanciamento dell’economia verso il settore estero (a discapito della spesa pubblica) potrebbe favorire un debole tasso di cambio reale per un ulteriore periodo di tempo.

Stati Uniti

Le vendite di nuove unità abitative monofamiliari ad agosto si sono attestate a 295.000 unità (dato annualizzato), in calo del 2,3% rispetto al mese precedente, mentre su base tendenziale si registra comunque una crescita del 6,1%. Le vendite sono andate molto bene nel Midwest (+8,2%) mentre sono crollate nel Northeast (-13,6%) e nel West (-6,3%), a fronte di un calo più contenuto nel South (-2,4%), che da solo spiega oltre il 50% del dato. Il prezzo medio è sceso a 246.000 dollari da 269.500 dollari, evidenziando un calo del 7,7% su base annua. Lo stock di abitazioni è sceso a 162.000 unità (-2.000), pari a 6,6 mesi di vendita ai tassi attuali.

L’indice dell’attività economica elaborato dalla Federal Reserve di Chicago, ad agosto, si è portato a -0,43 dal +0,02 di luglio (rivisto rispetto al -0,06 inizialmente riportato). Si registrano marcati peggioramenti per la componente occupazione (a -0,08 da +0,12) e per la produzione (0,01 da 0,26), a fronte di una situazione che rimane critica per i consumi delle famiglie (-0,35 da -0,33). L’indice è composto da 85 indicatori ad alta frequenza, e valori al di sotto dello zero denotano un’espansione inferiore al trend.




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Da seguire:

Area Euro

– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.

– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.

– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.

Stati Uniti

– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati

L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.

Area Euro

La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.

L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%. L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.

Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.

Stati Uniti

Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.

Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.

Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.


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