Intesa Sanpaolo – Nell’area euro, la settimana è piuttosto povera di indicatori congiunturali. La produzione industriale di dicembre è attesa in calo in Italia.
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In Germania, venerdì la seconda lettura dell’inflazione di gennaio dovrebbe confermare il rallentamento registrato nella stima flash, comunque su ritmi ancora elevati e superiori alle attese. In calendario anche l’aggiornamento d’inverno delle previsioni macroeconomiche della Commissione Europea (giovedì).
Questa mattina in Germania la produzione industriale ha registrato una lieve flessione di – 0,3% m/m a dicembre, dopo il +0,3% precedente (rivisto al rialzo di mezzo punto). Rispetto a febbraio 2020 l’output risulta più basso di -6,9% (dato destagionalizzato e corretto per gli effetti del calendario). Nel dettaglio, il manifatturiero ha visto una crescita di +1,2% m/m, dovuta soprattutto ai beni di investimento (2,5% m/m), mentre le costruzioni sono calate di – 7,3% m/m. Venerdì in Francia la produzione industriale è calata a sorpresa di 0,2% m/m a dicembre dopo la flessione di mezzo punto a novembre. La flessione risente della debolezza dei comparti energetico e minerario mentre l’output manifatturiero risulta sostanzialmente stagnante (+0,1% m/m). Si registra inoltre un ampio rimbalzo della produzione di mezzi di trasporto che restano però ben al di sotto dei livelli pre-Covid. In area euro le vendite al dettaglio sono calate, in volume, del 3% m/m a dicembre. La risalita dei contagi e il rincaro dei prezzi dovrebbero aver penalizzato le spese anche a inizio 2022.
Dal fronte BCE, il governatore della banca centrale olandese, Knot, ha detto di attendersi il primo rialzo dei tassi nel 4° trimestre 2022, seguìto in rapida successione da un altro aumento a inizio 2023. Tale scansione temporale sarebbe coerente con una sospensione degli acquisti netti APP a fine settembre. Kazaks (Lettonia) ha dichiarato in un’intervista a Reuters del 4 febbraio che un rialzo dei tassi a luglio, come scontato dai mercati, implicherebbe un ritmo di riduzione degli acquisti “estremamente e implausibilmente rapido”, perché la sequenza delle misure resta un punto fermo; allo stesso tempo, la “flessibilità” può implicare che gli acquisti netti siano interrotti prima di quando precedentemente annunciato. Kazaks è contrario a definire gli acquisti APP di riunione in riunione, e preferisce l’annuncio di un percorso completo. Riguardo alla crisi russo-ucraina, “non è parte dello scenario di riferimento”; se scoppiasse un conflitto, “lo scenario di riferimento sarebbe riesaminato e sarebbero prese decisioni appropriate”.
– Negli Stati Uniti oggi non ci sono dati in uscita. Durante la settimana ci saranno poche informazioni nuove, ma il CPI di gennaio catalizzerà l’attenzione dei mercati, con una previsione di rialzi ancora sostenuti e di nuovi massimi per l’inflazione. La bilancia commerciale di dicembre dovrebbe registrare un modesto ampliamento del deficit, confermando un contributo negativo delle esportazioni nette alla crescita di fine 2021. La fiducia dei consumatori di febbraio dovrebbe confermare la debolezza vista nei mesi recenti a causa dei timori per l’inflazione.
Venerdì, l’employment report di gennaio ha sorpreso ampiamente verso l’alto, con gli occupati non agricoli in aumento di 467 mila, spinti da rialzi diffusi a quasi tutti i settori, e particolarmente marcati nei servizi aggregativi. Nel 2021, la variazione media mensile è stata di 555 mila, con ampie revisioni verso l’alto in particolare per i mesi di novembre e dicembre (+709 mila). Le revisioni hanno riguardato anche i dati dell’indagine presso le famiglie, con rialzi di forza lavoro e occupazione nel 2021. Il nuovo sentiero della forza lavoro ridimensiona il deficit di partecipazione post-pandemico. occupazionale a livello settoriale è omogeneamente positiva. Il tasso di partecipazione, con la revisione della popolazione, sale a 62,2% da 61,9% di dicembre (rivisto da 61,7%), grazie a un aumento della forza lavoro di 1,39 mln. L’occupazione rilevata con l’indagine presso le famiglie registra un incremento di 1,2 mln. L’aumento di un decimo del tasso di disoccupazione a 4% è dovuto a un fattore positivo, cioè una variazione della forza lavoro superiore a quella degli occupati. I salari orari sono in rialzo di 0,7% m/m, 5,7 % a/a, e confermano gli sforzi delle imprese per reperire manodopera. Le informazioni di gennaio sono rappresentative di un mercato del lavoro anche più in salute di quanto stimato in precedenza. Infatti, l’aumento dell’occupazione e della forza lavoro nel 2021 è ulteriormente migliorato con le revisioni alle principali variabili. Anche se l’offerta di lavoro appare ora meno lontana dai livelli pre-Covid, la significativa pressione sui salari conferma la necessità di una svolta imminente della politica monetaria, con probabili rialzi consecutivi a marzo e maggio.
– In Cina il l’indice PMI dei servizi pubblicato da Caixin-Markit è sceso meno delle attese (Consenso Bloomberg 50,5) ma ha toccato il minimo degli ultimi cinque mesi portandosi da 53,1 in dicembre a 51,4 in gennaio. La flessione dell’indice è imputabile a un rallentamento del ritmo di espansione dell’attività e dei nuovi ordini e, dopo quattro mesi di aumenti, a una contrazione dell’occupazione. Aumenta marginalmente l’inflazione dei prezzi degli input e dei prodotti finali mentre le aspettative, pur rimanendo su livelli elevati, scendono per il terzo mese consecutivo portandosi ai minimi da ottobre 2020. Le misure di contenimento del Covid-19 restano restrittive nonostante il basso numero dei contagi ma il loro impatto sul settore dei servizi appare inferiore rispetto alle precedenti ondate. Il calo del PMI dei servizi e di quello manifatturiero ha portato il PMI composito a scendere da 53 in dicembre a 51,4, il minimo da settembre 2021.
Fonte: BondWorld.it
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