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Generali Investments – Cosa succederà dopo la mossa hawkish della BCE?

Generali Investments: Dopo la mossa hawkish di febbraio da parte della BCE, abbiamo capito quanto le decisioni dipendano dalla situazione contingente.


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Commento di Martin Wolburg, Senior Economist di Generali Investments


E’ noto che se il Consiglio Direttivo era già consapevole dei rischi al rialzo per l’inflazione alla riunione di dicembre, ha comunque preso un impegno sugli acquisti di APP almeno fino all’ottobre 2022 e la Presidente Lagarde ha continuato a definire “molto improbabile” un rialzo dei tassi nel 2022. Tuttavia, guardando al futuro, non possiamo essere certi che il concretizzarsi di rischi verso uno scenario di inflaizone più alta non porti la BCE a fare un passo indietro rispetto a queste impegnative dichiarazioni. Sapendo questo, il Consiglio Direttivo diventerà probabilmente cauto nel veicolare tali messaggi, dal momento che hanno perso parte del loro potere e la credibilità dovrà essere riguadagnata.

È diventato anche chiaro che la BCE prenderà molto più sul serio l’attuale picco di inflazione, arrendendosi ad una visione più transitoria. Le incertezze sul futuro dell’inflazione aumenteranno il peso dei nuovi dati per i policy maker. Vediamo l’inflazione assestarsi intorno ai picchi attuali, almeno nel primo trimestre, per poi lentamente scendere solo in seguito. Vista l’evidenza di forti pressioni sui prezzi in arrivo, le proiezioni di inflazione saranno riviste fortemente al rialzo alla riunione di marzo e una ricalibratura dell’APP renderà probabilmente aperta la sua durata. Con la ripresa che continua e più segnali che confermano un percorso dell’inflazione al rialzo, una fine del Quantitative Easing nel terzo trimestre sarà probabilmente annunciata alla riunione di giugno, con la fine degli acquisti netti di asset ad agosto. Alla riunione di settembre ci dovrebbero essere anche dei segnali verso un rafforzamento più significativo della crescita dei salari, che indurrebbe anche le “colombe” nel Consiglio Direttivo ad accettare almeno un primo rialzo dei tassi di 25 punti base. Alla riunione di dicembre le proiezioni aggiornate dello staff comprenderanno per la prima volta il 2025 e dovrebbero incoraggiare un ulteriore aumento dei tassi di 25 punti base.

L’economia della zona euro dovrebbe essere in grado di far fronte a due rialzi dei tassi. Tuttavia, nel caso di un aumento molto aggressivo dei tassi da parte della Fed, ad esempio, le condizioni di finanziamento dell’area euro potrebbero irrigidirsi già significativamente e ritardare o rallentare l’entità dell’aumento dei tassi. In ogni caso, l’incertezza della politica monetaria è aumentata e uno sguardo attento ai dati in arrivo sembra essere più promettente per anticipare il prossimo passaggio. 

Fonte: BondWorld.it


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