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I mercati valutari: Euro e sterlina recuperano

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Euro e sterlina hanno recuperato dal crollo della settimana scorsa. Le riunioni delle rispettive Banche centrali giovedì saranno un banco di prova. In ogni caso …..


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eventuali rialzi ulteriori sarebbero da considerarsi di breve durata. Per lo yen non sembra ancora arrivato il momento dell’inversione ribassista.

EURO – La prossima settimana propone vari spunti per l’euro. Tra la presentazione della bozza di budget da parte della Grecia e l’Eurogruppo che discuterà anche di EFSF potrebbero generarsi nuove tensioni e circolare ancora indiscrezioni che potrebbero far arretrare l’euro dal recupero da 1,33 a 1,36 EUR/USD che ha messo a segno questa settimana. C’è poi l’incontro BCE di giovedì, il cui esito non è scontatissimo. La banca centrale potrebbe trovarsi a discutere se sia opportuno introdurre nuove misure espansive di carattere straordinario. Un’eventuale decisione in tal senso potrebbe temporaneamente far rinviare l’arretramento che continuiamo ad attenderci nel breve verso/sotto i minimi di lunedì in area 1,33 EUR/USD. In ogni caso un cambio a 1,35-1,36 o poco sopra in questo periodo è da considerarsi uno sviluppo temporaneo. Anche nell’ipotesi in cui la BCE dovesse tagliare i tassi (ipotesi che non rappresenta il nostro scenario centrale) un’eventuale reazione rialzista dell’euro sarebbe di breve durata.

STERLINA – Ci sarà una certa attesa questa volta per l’esito della riunione BoE giovedì prossimo. Lo scenario centrale è che la Bank of England lasci i tassi fermi e mantenga ancora invariato l’APF, riservandosi eventualmente di tornare a fornire ulteriore stimolo aumentando l’APF all’incontro di novembre. Il rischio dello scenario alternativo è tuttavia che la BoE possa anticipare a questa riunione l’intervento sull’APF, alla luce non solo degli sviluppi sul fronte dell’economia domestica, ma soprattutto di quelli a livello internazionale. Mercoledì invece ci sarà la pubblicazione del PIL del 2° trimestre con lo spaccato per componenti, da cui dovrebbero emergere un’altra contrazione dei consumi privati, un contributo positivo delle scorte e negativo da parte del canale estero. Uno spaccato di questo genere dovrebbe danneggiare un po’ la sterlina, tuttavia la reazione potrebbe essere contenuta poiché questi dati sono già storia passata, nel senso che tra meno di un mese vengono pubblicati quelli del 3° trimestre. Sono ugualmente importanti da seguire ma semplicemente perché, causa revisioni alle serie storiche, il mese scorso non è stato pubblicato lo spaccato per componenti, come invece avviene regolarmente in occasione della seconda stima. Quanto all’esito dell’incontro BoE un eventuale aumento dell’APF subito potrebbe far salire la sterlina, ma probabilmente solo come reazione d’impatto destinata a essere riassorbita nel giro di poco. Impatto neutro invece in caso di condizioni monetarie ancora una volta invariate.

YEN – Non sembra ancora arrivato il momento dell’attesa inversione ribassista dello yen. La valuta nipponica non è scesa nemmeno di fronte agli ultimi dati pubblicati, complessivamente negativi. Il Tankan è atteso positivo e l’esito dell’incontro BoJ ancora una volta rischia di non produrre effetti sul cambio. Riteniamo ancora che lo spunto per sbloccare lo yen possa giungere dagli Stati Uniti: se ad esempio i dati USA in uscita (tra i quali indici ISM ed employment report) dovessero rivelarsi a sorpresa molto migliori del previsto, la valuta giapponese potrebbe vacillare un po’ e iniziare a cedere.


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