Da seguire: Area Euro: – Francia. La produzione industriale è salita di 0,5% m/m in agosto. La variazione tendenziale è pari a 3,5% a/a. Il dato smentisce clamorosamente le previsioni di calo….
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– Italia. La produzione industriale è attesa rimbalzare ad agosto, stimiamo di 0,3% m/m dopo il calo registrato in ciascuno dei tre mesi precedenti. Su base annua, sia grezza sia corretta per i giorni lavorativi, la produzione è attesa a -2,7% a/a ad agosto. Il dato lascerebbe l’output in rotta per una flessione di -1,2% t/t nel trimestre estivo, dopo il +1,3% t/t dei tre mesi precedenti. Le indagini puntano a un ulteriore rallentamento dell’attività produttiva nei prossimi mesi.
Stati Uniti
– Mercati obbligazionari chiusi per festività (Columbus Day).
I market mover della settimana
Nell’area euro, posto che il focus resterà sugli sviluppi dell’impasse in Grecia e delle modifiche dell’EFSF, i pochi dati congiunturali in calendario dovrebbero mostrare un calo della produzione industriale in Francia e nell’intera area euro (e un rimbalzo solo parziale in Italia dopo tre mesi di calo), mentre la stima finale sull’inflazione area euro dovrebbe confermare il 3% di settembre (con un CPI core all’1,7%). Tuttavia, riteniamo che l’inflazione possa riavvicinarsi al target BCE già dalla prossima primavera.
La settimana ha pochi dati in uscita negli Stati Uniti. Il focus sarà la pubblicazione dei verbali della riunione del FOMC. Per quanto riguarda i dati di settembre, le vendite al dettaglio dovrebbero essere in netta accelerazione, spinte dalle auto; i prezzi all’import dovrebbero calare nuovamente sulla correzione del comparto energia. La fiducia delle famiglie di ottobre è attesa in modestissimo miglioramento. La bilancia commerciale di agosto dovrebbe vedere una marginale chiusura del deficit.
Venerdì sui mercati
I mercati continuano a beneficiare di un flusso di notizie relativamente positivo dal fronte europeo, e in particolare delle dichiarazioni di intenti sulla ricapitalizzazione delle banche e sul lancio di nuove misure a difesa della stabilità della zona euro. Belgio, Francia e Lussembugo hanno anche annunciato il piano di salvataggio di Dexia. Anche il flusso di dati (vedi occupazione americana) è stato favorevole. Euro in ripresa per massimi di 1,3524 dollari, ma per lo più confinato in area 1,34, e di 1,244 franchi svizzeri. Spread decennale BTP-Bund a 355pb, contro i 303pb della Spagna.
Area Euro
Al termine del vertice franco-tedesco, la cancelliera Merkel e il presidente francese Sarkozy hanno dichiarato che i due paesi avanzeranno proposte per aumentare l’integrazione dei 17 paesi dell’Eurozona, alcune delle quali richiederanno “importanti modifiche” al Trattato. Inoltre, una proposta su nuove misure di stabilizzazione dell’Eurozona, inclusa una ricapitalizzazione delle banche “sulla base di criteri comuni”, sarà presentata entro la fine del mese, in tempo per il G-20 di Cannes del 3-4 novembre. Nessun dettaglio è stato offerto durante la conferenza stampa.
Italia. Anche Fitch ha ridotto il rating sovrano dell’Italia, da AA- ad A+, mantenendo un Outlook Negativo. Fitch mantiene una valutazione più alta rispetto a S&P (A) e Moody’s (A2). Il peggioramento del giudizio è legato anche al fatto che una soluzione credibile alla crisi della zona euro “è tecnicamente e politicamente complessa, e richiederà tempo perché sia messa in atto”.
Italia. A settembre le banche italiane hanno partecipato alle operazioni di rifinanziamento BCE per complessivi 104,68 mld, un significativo incremento rispetto al valore di agosto (85,1 mld) e rispetto a quanto visto fino allo scorso giugno (in media 40 mld. da inizio anno). In virtù di ciò la partecipazione del paese al totale delle operazioni di mercato aperto si è portata al 16,2% del totale della liquidità assegnata dalla BCE, dal 5,2% del totale, a settembre 2010.
Spagna. Fitch ha ridotto il rating sovrano del paese a AA-, con Outlook Negativo. La valutazione è inferiore a quella data da S&P (AA) e Moody’s (Aa2).
Germania. Nonostante la correzione di agosto (-1,0% m/m), l’andamento della produzione industriale nei mesi estivi è ancora coerente con una crescita del PIL tedesco di 0,6% t/t.
Belgio. Il Governo rileverà Dexia Bank Belgium per 4 miliardi di euro, oltre a fornire garanzie sulle nuove emissioni per un massimo di 55 miliardi di euro. Altre garanzie saranno fornite dalla Francia (33 mld.) e dal Lussemburgo (3 mld.).
Stati Uniti
A settembre il numero di occupati non agricoli ha visto un incremento di 103 mila unità, ben superiore alle attese di mercato (60 mila) e al dato di agosto (+57 mila rispetto alla prima stima pari a zero). Il settore privato ha contribuito con la creazione di 137 mila nuovi posti di lavoro, mentre il settore pubblico ha visto un calo di 34 mila unità. Il tasso di partecipazione è risultato in aumento di 0,2 punti al 62,4%, mentre il numero di disoccupati aumenta di 25 mila unità; in virtù di ciò il tasso di disoccupazione è rimasto stabile al 9,1%. La retribuzione media dei lavoratori dipendenti è cresciuta dello 0,2% m/m e dell’1,9% a/a, mentre le ore lavorate sono aumentate di 0,1 a quota 34,3.
Certificazione degli analisti
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Area Euro
– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.
– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.
– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.
Stati Uniti
– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati
L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.
Area Euro
La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.
L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%. L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.
Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.
Stati Uniti
Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.
Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.
Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.
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