L’ISM manifatturiero mette a segno un rimbalzo più sostenuto rispetto alle nostre aspettative a settembre dopo le correzioni dei due mesi precedenti. Oggi, infatti, sale a 51.6 da 50.6 di agosto, segnando comunque il risultato migliore degli ultimi tre mesi. La debolezza del settore manifatturiero nei mesi passati era stata esacerbata …..
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Aletti Gestielle SGR – Laura Cavallaro -Ufficio Studi
da fattori temporanei, quali le mancate forniture dal Giappone, il downgrade del rating a lungo termine degli US da parte di S&P ed i continui problemi provenienti dalla Periferia dell’Eurozona. Ora buona parte di questi fattori sono è venuta meno e la rappresentazione del settore manifatturiero americano che scaturisce dal dato odierno è quella di un rallentamento rispetto ad inizio anno (la media di dati di Q3 è infatti di 51 contro il 56.4 di Q2), ma non in contrazione come temuto da alcuni economisti. Anzi, considerando come a settembre vi sia stato l’impatto anche di condizioni meteo particolarmente avverse in vaste zone della costa atlantica, probabilmente assisteremo a nuovi miglioramenti nella survey nei prossimi mesi, indicando prospettive per una modesta crescita del comparto manifatturiero da qui a fine anno.
Il risultato odierno significa che il settore manifatturiero ha continuato a crescere per il ventiseiesimo mese consecutivo e che a settembre 2011 ha accelerato tale ritmo di crescita.
Contemporaneamente, l’economia nel suo complesso cresce per il ventottesimo mese consecutivo, con la survey al di sopra della soglia di 42.5.
Le informazioni che scaturiscono dal dettaglio delle componenti sono complessivamente confortanti, con i Nuovi Ordini rimasti sotto quota 50 per il terzo mese consecutivo, ma di pochi decimi, mentre le componenti Produzione ed Occupazione risultano in miglioramento. I commenti raccolti dall’ISM indicano come, nel settore dei prodotti chimici, le condizioni dell’economia continuano ad essere un drag sull’outlook per il business del comparto. Infatti, le imprese sono alle prese con l’implementazione di nuove ed aggiuntive regolamentazioni della FDA, che stanno facendo lievitare i prezzi senza riuscire a trasferirli pienamente a valle ai consumatori per il rischio di perdere significativi volumi di fatturato. Nel comparto delle attrezzature Elettriche il mercato è visto ancora come cauto, ma stabile, mentre nel settore dei Computer e Prodotti Elettronici si registra un calo nella domanda globale per semiconduttori, che potrebbe non avere raggiunto ancora il bottom. La priorità per le imprese del settore ora è quindi la riduzione delle scorte.
Complessivamente, 12 dei 18 settori coperti dalla survey registrano crescita a settembre: “Wood Products; Petroleum & Coal Products; Food, Beverage & Tobacco Products; Apparel, Leather & Allied Products; Nonmetallic Mineral Products; Machinery; Miscellaneous Manufacturing; Transportation Equipment; Plastics & Rubber Products; Printing & Related Support Activities; Chemical Products; and Computer & Electronic Products.”
La media dei dati da gennaio a settembre dell’ISM manifatturiero (56.2) corrisponde ad una crescita del GDP reale del 4.8%. Invece, il livello di settembre annualizzato dell’ISM manifatturiero corrisponde ad una crescita del GDP reale del 3.2% qoqa, superiore quindi alle nostre attese di crescita per Q3 (al momento fra 2.0% qoqa e 2.5% qoqa) e per il 2011 nel complesso (1.7%).
Produzione
L’indice della produzione ha registrato un miglioramento a 51.2 da 48.6 di agosto. Si tratta del primo dato sopra la soglia dei 50 punti dopo il marcato calo di agosto. Il fattore di stagionalità è stato accomodante, 0.996 ed ha alzato il risultato aggiustato di 0.2 punti rispetto al dato nsa. Dei settori coperti dalla survey, nove hanno segnalato espansione della produzione a settembre: “Wood Products; Nonmetallic Mineral Products; Apparel, Leather & Al lied Products; Plastics & Rubber Products; Paper Products; Fabricated Metal Products; Food, Beverage & Tobacco Products; Transportation Equipment; and Electrical Equipment, Appliances & Components.”
Nuovi Ordini
L’indice dei nuovi ordini ha registrato oggi un risultato pari a quello di agosto, 49.6. Si tratta del terzo dato consecutivo sotto la soglia dei 50 punti, ma solamente di pochi decimi. Inoltre, considerando come per i prossimi mesi i fattori di stagionalità siano accomodanti, probabilmente questa componente è destinata a migliore ulteriormente. Dei settori coperti dalla survey, sette hanno segnalato hanno segnalato espansione dei nuovi ordini a settembre: “Wood Products; Nonmetallic Mineral Products; Printing & Related Support Activities; Chemical Products; Miscellaneous Manufacturing; Food, Beverage & Tabacco Products; and Fabricated Metal Products.”
Occupazione
L’indice relativo all’occupazione è salito oggi a 53.8 da 51.8, restando sopra quota 50 per il venticinquesimo mese consecutivo. Nonostante questo risultato, ci aspettiamo un risultato negativo per l’occupazione nel settore manifatturiero dai Payrolls di venerdì, a causa del proseguimento dello sciopero ad American Crystal Sugar, che sta coinvolgendo 1.3K lavoratori. Il fattore di stagionalità è stato anche qui accomodante, 0.985. Per l’occupazione, nove settori hanno segnalato espansione a settembre: “Wood Products; Petroleum & Coal Products; Transportation Equipment; Food, Beverage & Tobacco Products; Chemical Products; Computer & Electronic Products; Paper Products; Miscellaneous Manufacturing; and Machinery.”
Scorte
Le inventories segnano un modesto calo, scese a 52.0 da 52.3 di agosto. Ciò significa che le scorte vengono accumulate ad un ritmo più lento. Il fattore di stagionalità è stato neutrale, 1.000. Gli otto settori che hanno segnalato espansione delle scorte a settembre sono stati: “Wood Products; Apparel, Leather & Allied Products; Machinery; Food, Beverage & Tobacco Products; Plastics & Rubber Products; Petroleum & Coal Products; Miscellaneous Manufacturing; and Transportation Equipment.”
Prezzi
La componente dei prezzi pagati ha registrato un modesto rialzo, salendo oggi a 56.0 da 55.5, che rappresentava il minimo da giugno 2009. È il terzo mese consecutivo di un risultato sotto 60 e si tratta del ventisettesimo mese consecutivo di un risultato superiore a 50. I tredici settori che riportano crescita dei prezzi a settembre sono: “Furniture & Related Products; Textile Mills; Printing & Related Support Activities; Plastics & Rubber Products; Primary Metals; Miscellaneous Manufacturing; Food, Beverage & Tobacco Products; Machinery; Nonmetallic Mineral Products; Paper Products; Chemical Products; Electrical Equipment, Appliances & Components; and Transportation Equipment”.
Disclaimer: La source dei dati è Bloomberg e/o Datastream. Il presente documento è destinato esclusivamente al soggetto destinatario ed ha quale unico scopo quello di illustrare dati e/o pensieri ritenuti degni di nota. Pertanto tale documento ha finalità esclusivamente informative, e non può essere in alcun modo inteso o interpretato quale offerta, invito, consiglio, suggerimento o indicazione di investimento. In nessun caso il presente documento può essere diffuso al pubblico senza preventiva autorizzazione da parte della SGR. Inoltre, anche se la SGR intraprende ogni ragionevole sforzo per ottenere informazioni da fonti ritenute affidabili, non assicura in alcun modo che le informazioni, i dati, le notizie, o le opinioni contenute nel materiale siano esatte, affidabili o complete. Inoltre, la SGR non può essere ritenuta responsabile dell’utilizzo che ne viene fatto.
Da seguire:
Area Euro
– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.
– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.
– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.
Stati Uniti
– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati
L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.
Area Euro
La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.
L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%. L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.
Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.
Stati Uniti
Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.
Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.
Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.
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