La BOE ha deciso, contrariamente alle attese, di espandere il programma di acquisti di asset di 75 bln GBP, portandolo così ad un totale di 275 bln GBP. L’MPC è infatti preoccupato riguardo il deterioramento delle prospettive di crescita dell’Eurozona, che rappresenta il principale mercato di sbocco per le esportazioni britanniche, riguardo le turbolenze ….
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Aletti Gestielle SGR – Laura Cavallaro -Ufficio Studi
sui mercati finanziari e le difficoltà di approvvigionamento delle banche. Inoltre, il reddito reale delle famiglie resta debole a causa della politica fiscale restrittiva. Inoltre, l’attuale forza dell’inflazione è considerata transitoria ed è attesa scendere sotto target nel medio termine. Il nuovo programma di acquisti partirà lunedì 10 ottobre, sarà suddiviso in maniera uniforme sui segmenti 3y-10y, 10y-25y e oltre i 25y della curva Gilt e sarà portato a termine nel giro di quattro mesi. Gli acquisti si concluderanno quindi in prossimità della pubblicazione dell’Inflation Report di febbraio, che avrà quindi l’opportunità di valutare i benefici del nuovo programma di acquisti ed, eventualmente, anticipare la prossima mossa di politica monetaria non convenzionale a sostegno della crescita. Le minute del meeting saranno pubblicate il 19 ottobre e probabilmente mostreranno dei voti dissenzienti, con i membri più hawkish (come Dale e Fisher) che probabilmente non sono risultati d’accordo sulla necessità dell’economia UK di un nuovo programma di Quantitative Easing.
Nel corso del meeting odierno tenutosi a Berlino il Governing Council della BCE ha deciso di lasciare i tassi ufficiali invariati all’1.50%. L’inflazione dovrebbe rimanere sopra il 2% nei prossimi mesi, per poi correggere. Contemporaneamente, la crescita della massa monetaria continua ad essere moderata. Le continue tensioni sui mercati finanziari ed effetti sfavorevoli sulle condizioni di finanziamento dovrebbero impattare negativamente sulla crescita dell’Eurozona in H2. Infatti, l’outlook di crescita rimane soggetto ad elevata incertezza e a rischi sul downside in intensificazione. Contemporaneamente, i tassi a breve restano bassi.
Resta essenziale che la politica monetaria riesca a mantenere la stabilità dei prezzi nel medio termine, ancorando le aspettative di inflazione nell’Area in linea con l’obiettivo della BCE di mantenere l’inflazione sotto, ma prossima al 2% nel medio termine. Infatti, l’ancoraggio delle aspettative di inflazione è essenziale per contribuire alla crescita economica e alla creazione di posti di lavoro nell’area euro.
Per alleviare le tensioni sui mercati di approvvigionamento, la ECB ha deciso di reintrodurre misure di stimolo monetario non convenzionale. In particolare, sono state introdotte due aste a tasso fisso e full allotment a 12 e a 13 mesi che saranno condotte durante il mese di ottobre e durante il mese di dicembre rispettivamente. Il tasso di queste aste sarà la media dei tassi delle MROs effettuate durante la vita della LTRO corrispondente. Queste operazioni saranno svolte in aggiunta alle tradizionali operazioni di rifinanziamento, che restano invariate.
Inoltre, le MROs saranno ancora effettuate a tasso fisso e full allotment finché sarà necessario ed almeno fino al 10 luglio 2012. Inoltre, le LTROs a 3 mesi del 25 gennaio, 29 febbraio, 28 marzo, 25 aprile, 30 maggio e 27 giugno 2012 saranno svolte a tasso fisso e full allotment, con il tasso fissato pari alla media dei tassi delle MROs effettuate durante il periodo di vita della LTRO corrispondente. Inoltre, la ECB ha deciso di rispolverare il programma di acquisti di Covered Bond per 40 bln EUR, con acquisti diretti suddivisi fra il mercato primario e secondario. Partiranno a novembre e dovrebbero concludersi entro ottobre 2012. Tutte le misure di politica monetaria non standard varate oggi sono per loro natura temporanee e servono a garantire che le banche dell’Area Euro non abbiano problemi nell’approvvigionamento di liquidità.
Per quanto riguarda l’analisi economica, in seguito all’espansione dello 0.2% qoq nel secondo trimestre, gli ultimi dati diffusi di economia reale e le evidenze delle survey mostrano come la crescita dovrebbe essere molto modesta in H2 2011. In particolare, risulta penalizzata dal rallentamento nella domanda globale, dal calo nella fiducia dei consumatori e delle imprese, da effetti sfavorevoli sulle condizioni di finanziamento a causa delle continue tensioni sul Debito Sovrano di alcuni Paesi Periferici. Contemporaneamente, la crescita dell’Area Euro dovrebbe continuare a beneficiare della crescita nei Paesi emergenti, del basso livello dei tassi a breve e delle varie misure adottate per supportare il funzionamento del settore finanziario. I rischi allo scenario di crescita sono sul downside, in uno scenario di incertezza particolarmente alta. Infatti, i rischi sul downside sono legati a continue tensioni in alcuni segmenti dei mercati finanziari, sia dell’area Euro che globali, con il potenziale di effetti contagio all’economia reale. Sono inoltre presenti rischi sul downside legati ai sempre elevati prezzi energetici, alle pressioni protezionistiche ed alla possibilità di una correzione disordinata degli squilibri globali.
Per quanto riguarda l’andamento dei prezzi, il flash estimate di settembre ha registrato 3.0% yoy, in accelerazione dal 2.5% yoy di agosto. L’inflazione è rimasta elevata da fine 2010, principalmente a causa del rincaro delle commodities e del petrolio in particolare. L’inflazione resterà nettamente al di sopra del 2% anche nei prossimi mesi, per poi rallentare, riflettendo le aspettative di crescita salariale relativamente stabile in un contesto di crescita economica moderata. I rischi all’outlook di inflazione di medio termine rimangono bilanciati.
Infatti, vi sono rischi sull’upside derivanti a causa di possibili incrementi di imposte indirette e di prezzi amministrati, data la necessità di risanare i conti pubblici nei prossimi anni, mentre i principali rischi sul downside derivano dall’impatto di una crescita inferiore alle attese sia in Eurozona che a livello globale.
Passando all’analisi monetaria, il tasso di crescita tendenziale di M3 ha accelerato a 2.8% yoy ad agosto 2011 dal 2.1% yoy di luglio. Diversi fattori, possibilmente correlati all’intensificazione delle tensioni in alcuni mercati finanziari, possono avere avuto un effetto al rialzo sulle componenti di M3. In particolare, i consistenti inflows nei depositi overnight, nei fondi di mercato monetario e nei repurchase agreements. In particolare, quest’ultimo riflette principalmente prestito securitizzato nel mercato interbancario, regolato in maniera crescente attraverso controparti centrali da localizzarsi nel settore Money-Holding. Analizzando le componenti di M3, la crescita annua di M1 è stata quella che ha contribuito principalmente alla crescita di M3 a settembre, passando da 1.0% yoy di agosto a 1.7% yoy di settembre.
Analizzando le controparti, la crescita dei prestiti alle non financial corporations e alle famiglie è risultata invariata ad agosto a 2.2% yoy e a 2.7% yoy rispettivamente. In una prospettiva di medio termine, i trend della crescita monetaria e dei prestiti risultano stabilizzatisi negli ultimi mesi, con l’espansione monetaria sottostante moderata. La situazione del settore bancario richiede però particolare attenzione, sia a causa dei problemi di rischio sovrano che delle necessità di finanziamento delle banche. A tale proposito il Governing Council sottolinea l’urgenza per le banche di rafforzare i proprio bilanci, di reinvestire gli utili, di assicurare moderazione salariale e di aumentare il capitale. Laddove necessario, dovranno inoltre cercare di usufruire pienamente delle misure di supporto governativo, che dovrebbero essere rese totalmente operative, inclusa la possibilità in futuro per l’EFSF di fare prestiti ai governi per ricapitalizzare le banche.
In tema di politica fiscale, con l’incertezza ancora alta sui mercati finanziari, tutti i governi dovrebbero prendere azioni decisive e tempestive per far migliorare la fiducia pubblica nella sostenibilità delle finanze pubbliche. Tutti i governi dell’Area Euro dovrebbero mostrare la propria determinazione inflessibile ad onorare il proprio debito come elemento chiave per assicurare la stabilità dei mercati finanziari. In particolare, i Paesi sotto programmi di prestito di EU ed IMF e quelli particolarmente vulnerabili alle condizioni sui mercati finanziari dovrebbero implementare in modo non ambiguo tutte le misure annunciate per il consolidamento fiscale e per il rafforzamento del frame work fiscale domestico. Devono inoltre essere pronti a prendere misure aggiuntive che potrebbero diventare necessarie a seconda dell’evoluzione della loro situazione.
Contemporaneamente, è di cruciale importanza ’implementazione urgente di riforme strutturali per rafforzare la fiducia le prospettive di crescita e la creazione di posti di lavoro. Di conseguenza, il Governing Council invita tutti i governi dell’Area Euro ad implementare in modo decisivo e tempestivo ampie riforme strutturali per rinforzare la competitività, la flessibilità e la crescita potenziale. In particolare, risultano chiave le riforme del mercato del lavoro, con particolare attenzione verso la rimozione di rigidità e l’aumento della flessibilità dei salari e gli incentivi a lavorare, e di rimuovere le rigidità del mercato del lavoro. In particolare, dovrebbero scomparire i sistemi di indicizzazione automatica dei salari e si dovrebbero potenziare gli accordi a livello di ogni singola impresa. Importante anche l’attuazione di riforme strutturali che aumentino la concorrenza nei mercati dei servizi (in particolare per le professioni chiuse) e, laddove possibile, la privatizzazione di alcuni servizi.
Gli elementi più rilevanti emersi nel corso del Q&A riguardano come Trichet abbia ribadito che i tassi a breve siano molto bassi e come le misure non standard introdotte oggi siano pensate per restaurare un migliore meccanismo di trasmissione della politica monetaria in circostanze in cui i mercati non funzionano perfettamente ed alcuni segmenti risultano distrutti. La decisione di lasciare i tassi invariati non è stata presa all’unanimità, infatti alcuni membri avrebbero preferito tagliarli. Riguardo la possibile leva dell’EFSF, Trichet ha affermato come non ritenga appropriato che la banca centrale fornisca leva all’EFSF, cioè garantendo una linea di credito presso la ECB all’EFSF, aggiungendo come ritenga che i governi abbiano capacità sufficiente a leveraggiare l’EFSF.
Da notare infine come sia stata eliminata la valutazione di “accomodante” riguardo l’attuale politica monetaria, mettendo quindi la banca centrale in un mood ancora più dovish e rendendo di conseguenza più probabile un taglio tassi entro fine anno.
Disclaimer: La source dei dati è Bloomberg e/o Datastream. Il presente documento è destinato esclusivamente al soggetto destinatario ed ha quale unico scopo quello di illustrare dati e/o pensieri ritenuti degni di nota. Pertanto tale documento ha finalità esclusivamente informative, e non può essere in alcun modo inteso o interpretato quale offerta, invito, consiglio, suggerimento o indicazione di investimento. In nessun caso il presente documento può essere diffuso al pubblico senza preventiva autorizzazione da parte della SGR. Inoltre, anche se la SGR intraprende ogni ragionevole sforzo per ottenere informazioni da fonti ritenute affidabili, non assicura in alcun modo che le informazioni, i dati, le notizie, o le opinioni contenute nel materiale siano esatte, affidabili o complete. Inoltre, la SGR non può essere ritenuta responsabile dell’utilizzo che ne viene fatto.
Da seguire:
Area Euro
– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.
– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.
– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.
Stati Uniti
– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati
L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.
Area Euro
La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.
L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%. L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.
Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.
Stati Uniti
Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.
Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.
Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.
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