Nell’area euro, posto che il focus resterà sugli sviluppi dell’impasse in Grecia e delle modifiche dell’EFSF, i pochi dati congiunturali in calendario dovrebbero mostrare un calo della produzione industriale in Francia e nell’intera area euro ….
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(e un rimbalzo solo parziale in Italia dopo tre mesi di calo), mentre la stima finale sull’inflazione area euro dovrebbe confermare il 3% di settembre (con un CPI core all’1,7%). Tuttavia, riteniamo che l’inflazione possa riavvicinarsi al target BCE già dalla prossima primavera.
La settimana ha pochi dati in uscita negli Stati Uniti. Il focus sarà la pubblicazione dei verbali della riunione del FOMC. Per quanto riguarda i dati di settembre, le vendite al dettaglio dovrebbero essere in netta accelerazione, spinte dalle auto; i prezzi all’import dovrebbero calare nuovamente sulla correzione del comparto energia. La fiducia delle famiglie di ottobre è attesa in modestissimo miglioramento. La bilancia commerciale di agosto dovrebbe vedere una marginale chiusura del deficit.
Lunedì 10 ottobre
Area euro
_ Francia. La produzione industriale potrebbe calare ad agosto, stimiamo di -0,6% m/m, dopo l’inatteso balzo registrato a luglio (+1,5% m/m). Ciò implicherebbe un rallentamento su base annua a 2,5% da 3,7% precedente. In ogni caso, il buon dato di luglio fa sì che la produzione possa essere in rotta per un incremento di 0,9% t/t nel trimestre estivo. Le indagini però puntano a un rallentamento nei prossimi mesi.
_ Italia. La produzione industriale è attesa rimbalzare ad agosto, stimiamo di 0,3% m/m dopo il calo registrato in ciascuno dei tre mesi precedenti. Su base annua, sia grezza sia corretta per i giorni lavorativi, la produzione è attesa a -2,7% a/a ad agosto. Il dato lascerebbe l’output in rotta per una flessione di -1,2% t/t nel trimestre estivo, dopo il +1,3% t/t dei tre mesi precedenti. Le indagini puntano a un ulteriore rallentamento dell’attività produttiva nei prossimi mesi.
Stati Uniti
_ Mercati obbligazionari chiusi per festività (Columbus Day).
_ La produzione roduzione industriale è attesa in calo di -0,5% m/m ad agosto dopo il +0,9% m/m di luglio, il che implica un rallentamento annuo da 4,2% a 2,4%. Il dato lascerebbe la dinamica trimestrale in rotta per un incremento di 0,2% t/t nel trimestre estivo, circa in linea con lo 0,3% t/t visto in primavera, il che non segnalerebbe un significativo recupero per il PIL dopo la debolezze primaverile. Le indicazioni sono per un’ulteriore frenata della produzione nei prossimi mesi.
Martedì 11 ottobre
Stati Uniti
_ I verbali della riunione del FOMC di settembre saranno importanti per le informazioni sul dibattito relativo all’ampliamento dello stimolo monetario. Dai verbali emergerà la diffusione del consenso su ulteriori interventi attraverso: 1) comunicazione più esplicita sui livelli delle variabili macroeconomiche; 2) riduzione del tasso di interresse pagato sulle riserve. Dai discorsi recenti, i tre dissenzienti di agosto e settembre sarebbero contrari a nuove misure, ma molti esponenti della maggioranza non si sono espressi sulla disponibilità a intervenire ancora.
Mercoledì 12 ottobre
Area euro
_ Francia. L’inflazione è attesa al 2,3% a/a in agosto (2,5% sull’armonizzato) dal 2,2% a/a del mese precedente. Sul mese i prezzi al consumo sono visti stabili. La salita su base annua è principalmente imputabile alla componente energia. Come negli altri paesi dell’area euro, un rientro dell’inflazione dovrebbe aversi solo nei primi mesi del prossimo anno.
_ La produzione roduzione industriale è attesa in calo di -0,5% m/m ad agosto dopo il +0,9% m/m di luglio, il che implica un rallentamento annuo da 4,2% a 2,4%. Il dato lascerebbe la dinamica trimestrale in rotta per un incremento di 0,2% t/t nel trimestre estivo, circa in linea con lo 0,3% t/t visto in primavera, il che non segnalerebbe un significativo recupero per il PIL dopo la debolezze primaverile. Le indicazioni sono per un’ulteriore frenata della produzione nei prossimi mesi.
Giovedì 13 ottobre
Stati Uniti
_ La bilancia commerciale dovrebbe registrare una modesta chiusura del deficit a 44,3 miliardi di dollari, da 44,8 miliardi di luglio. Le esportazioni dovrebbero essere in aumento, alla luce delle informazioni relative al settore dell’aeronautica e degli ordini di macchinari. L’import dovrebbe registrare una correzione in gran parte determinata dai prezzi energetici, pur in presenza di un aumento delle importazioni di auto dal Giappone che emerge dai dati della bilancia commerciale giapponese.
Venerdì 14 ottobre
Area euro
_ La stima definitiva per il mese di agosto dovrebbe confermare l’inflazione area euro al 3% a/a da un precedente 2,5% a/a. I prezzi al consumo dovrebbero essere cresciuti dello 0,7% m/m ad agosto. L’indice core è atteso salire di due decimi all’1,7% a/a. Il nostro scenario vede un’inflazione che può riavvicinarsi al target BCE solo a partire dalla primavera, per scendere al di sotto solo alla fine del 2012.
Stati Uniti
_ I prezzi all’import a settembre sono previsti in calo di -0,5% m/m, dopo -0,4% m/m ad agosto, sulla scia del calo del prezzo del petrolio (-11% nel mese); per i beni ex-energia, il deprezzamento del dollaro eserciterà una modesta pressione verso l’alto.
_ Le vendite al dettaglio a settembre sono previste in netta accelerazione, grazie soprattutto alla spinta delle auto. Le vendite complessive dovrebbero aumentare di +1% m/m; le vendite al netto delle auto sono attese in crescita di 0,3% m/m, con un incremento modesto della componente benzina. Le vendite di auto sono risultate molto forti a settembre (+7,8% m/m), grazie alla normalizzazione dell’offerta dopo le strozzature legate al terremoto giapponese. Per quanto riguarda le componenti della spesa discrezionale, viste le indicazioni dei dati settimanali, si dovrebbe osservare una dinamica positiva anche se nel corso del mese ci sono state fluttuazioni legate agli effetti dell’uragano Irene.
_ La stima preliminare della fiducia dei consumatori rilevata dall’Univ. of Michigan a ottobre dovrebbe stabilizzarsi vicino al livello di settembre, con un aumento a 60 da 59,4. Gli indici di fiducia nelle prime settimane di ottobre sono ulteriormente scesi, dopo qualche settimana di stabilizzazione a settembre, e si trovano ora sui livelli di metà 2009.
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