Intesa SanPaolo Flash Macro Daily

Intesa Sanpaolo : La riunione del FOMC si è conclusa con l’attesa svolta dei tassi

Intesa Sanpaolo – La riunione del FOMC si è conclusa con l’attesa svolta dei tassi e il rialzo di 25pb preannunciata da Powell due settimane fa, ma l’elemento cruciale è stato l’ulteriore netto spostamento in direzione hawkish da parte di tutto il Comitato.

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Il nucleo del messaggio di ieri è che per riportare l’inflazione sotto controllo la politica monetaria dovrà frenare la domanda, entrando in territorio restrittivo, con tassi al di sopra del livello neutrale. Il FOMC comunica che, dopo il rialzo di ieri ci saranno “continui” rialzi con un sentiero che verrà aggiustato in modo da garantire il rientro dell’inflazione verso il 2%. La mediana delle previsioni dei tassi vede un aumento complessivo di 175pb nel 2022 (equivalenti a 7 rialzi da 25pb, cioè uno a ogni riunione da marzo in poi) e 100pb nel 2023, portando i tassi attesi fra 1,75% e 2% alla fine di quest’anno e fra 2,75% e 3% alla fine del prossimo. Powell ha ribadito che i rischi sui tassi sono verso l’alto e che il FOMC valuterà i progressi sull’inflazione mensile e aggiusterà come appropriato i rialzi, implicitamente segnalando la possibilità di variazioni di 50pb. Sulla riduzione del bilancio non sono stati dati dettagli, che emergeranno con i verbali. Powell ha solo detto che il programma sarà simile a quello del ciclo precedente, se pure più rapido, e potrebbe essere annunciato “a una prossima riunione”, potenzialmente anche a maggio. Aggiungiamo 25pb al nostro scenario dei tassi per il 2022, portando il rialzo complessivo a 175pb e spostiamo in territorio restrittivo i tassi attesi nel 2023. Segnaliamo però anche che le pressioni inflazionistiche in atto e la probabile onda lunga dei rialzi dei prezzi dei servizi mettono ulteriori rischi verso l’alto sui tassi, ma anche rischi di eccesso di restrizione che potrebbero materializzarsi poi nella seconda metà del 2023. La restrizione monetaria e la valutazione dei progressi sull’inflazione avverranno mentre si trasmetteranno, con l’usuale ritardo, gli effetti della guerra in Ucraina sul ciclo mondiale aprendo la possibilità a un errore da parte della Fed stile anni ’80.

– Si riunisce oggi la Bank of England. Le previsioni (nostre e di consenso) sono per un altro rialzo dei tassi, il terzo di fila, da 0,50% a 0,75%. L’ulteriore deterioramento del quadro d’inflazione a causa del conflitto dovrebbe indurre la BoE a proseguire il ciclo di rialzi nei prossimi mesi. Il mercato ne sconta altri cinque-sei dopo quello odierno, di pari entità, entro fine anno. Tuttavia, diversamente dalla Fed, è possibile che la BoE attribuisca un peso maggiore agli accresciuti rischi verso il basso sulla crescita domestica in ragione del conflitto.

– Questa mattina l’agenda dell’area euro prevede solamente la stima finale del CPI Eurozona, che dovrebbe confermare un’inflazione al 5,8%, in linea con la lettura preliminare; si tratta del massimo storico da quando esistono dati comparabili (ovvero almeno dal 1998).

Ieri in Italia la stima finale relativa al mese di febbraio ha confermato la salita dell’inflazione al 6,2% a/a (da 5,1% di gennaio) armonizzato e al 5,7% a/a (da 4,8%) sul NIC. L’inflazione core è salita di due decimi all’1,7%. Il ministro Cingolani ha spiegato al Senato come l’Italia intende ridurre la dipendenza dal gas russo entro fine anno: il potenziale di riduzione è stimato in 20 mld di m3 su un totale di 29 mld, di cui 9mld incrementando le importazioni di gas algerino, 1,5 mld aumentando i flussi TAP e 6 mld aumentando l’utilizzo dei terminali di rigassificazione.

– Negli Stati Uniti oggi ci sono diversi dati in uscita. L’indice della Philadelphia Fed a marzo è previsto in aumento modesto a 21, da 16 di febbraio. L’indagine dovrebbe confermare l’espansione del settore, sempre soggetta a problemi dal lato dell’offerta di beni e lavoro e condizionata da aumenti dei prezzi sia degli input sia dell’output. La produzione industriale di febbraio dovrebbe essere in crescita di 0,5% m/m, dopo 1,4% m/m di gennaio, spinta da variazioni positive in tutti i settori. I cantieri residenziali di febbraio sono attesi in aumento a 1,675 mln da 1,638 mln di gennaio, mentre le licenze dovrebbero correggere a 1,865 mln da 1,895 mln.

Ieri, le vendite al dettaglio di febbraio hanno deluso ampiamente, registrando un incremento di solo 0,3% m/m (17,7% a/a), ma sono state compensate da una massiccia revisione verso l’alto del dato di gennaio, a 4,9% m/m. A febbraio, oltre al rialzo delle vendite di benzina (5,3% m/m), ci sono stati contributi positivi dalle auto (0,8% m/m) e dalla ristorazione (2,5% m/m). Tuttavia, le correzioni per l’elettronica, le vendite online, la cura della persona e l’arredamento hanno quasi azzerato la dinamica complessiva. Considerando i dati di febbraio insieme a quelli di gennaio, il quadro dei consumi reali rimane sostanzialmente positivo e in line con una variazione introno al 3% t/t ann. nel 1° trimestre

Fonte: BondWorld.it


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