Intesa SanPaolo Flash Macro Daily

Intesa Sanpaolo : Russia rifiuterà pagamenti in dollari e in euro per le forniture di gas naturale

Intesa Sanpaolo – “Nel più breve tempo possibile”, la Russia rifiuterà pagamenti in dollari e in euro per le forniture di gas naturale, accettando soltanto pagamenti in rubli. Le misure si applicheranno ai Paesi “poco amichevoli” con la Russia.

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La mossa mira probabilmente a ridurre i rischi connessi a ulteriori estensioni delle sanzioni finanziarie e a scaricare i maggiori costi di transazione creati dal sistema sanzionatorio sugli acquirenti, contando su una bassa elasticità della domanda di gas al prezzo effettivo. Tuttavia, la Russia potrebbe non essere in grado di operare una modifica unilaterale dei contratti di vendita e presumibilmente gli acquirenti si opporranno alla richiesta. Ammesso che la misura sia implementabile, l’effetto netto sul rublo è ambiguo. La Russia perderebbe un introito valutario in euro o dollari, ma gli acquirenti dovranno comunque procurarsi rubli cedendo altre divise. Probabilmente il beneficio maggiore deriverebbe dall’aggiramento delle sanzioni e dal mantenimento di relazioni bancarie fra istituzioni finanziarie russe e straniere. D’altro canto, aumenta gli incentivi ad accelerare il disimpegno dal gas russo.

A tale riguardo, secondo il Financial Times oggi la Commissione Europea dovrebbe presentare una proposta che introdurrà l’obbligo di riempire al 90% i depositi di stoccaggio di gas prima dell’autunno, con l’introduzione anche di incentivi finanziari a tal fine, e che potrebbe prevedere anche misure di coordinamento degli acquisti. Ieri la Commissione ha anche predisposto un quadro temporaneo di crisi, con deroghe alla normativa sugli aiuti di stato, finalizzato a tre interventi a favore delle imprese: aiuti diretti (di importo limitato), sostegno alla liquidità sotto forma di garanzie statali e prestiti agevolati, misure per compensare i costi dell’energia.

– Oggi in area euro le stime flash dei PMI di marzo dovrebbero riportare i primi impatti ciclici del conflitto in Ucraina e dello shock sui prezzi delle materie prime. Le indagini dovrebbero anche registrare nuovi record per gli indici relativi ai prezzi, confermando un quadro di forti pressioni inflattive ormai diffuse a gran parte dei settori. Stimiamo una correzione del PMI manifatturiero a 56 da 58,2, mentre più moderata dovrebbe essere la correzione per l’indice sui servizi, a 55 da un precedente 55,5. Il PMI composito è visto calare di un punto a 54,5. In Francia l’indice INSEE di fiducia delle imprese manifatturiere a marzo è atteso calare di 5 punti a 107 (per quanto la Francia sia tra i Paesi dell’Eurozona meno esposti agli effetti del conflitto per via della sua bassa dipendenza dal gas russo).

Ieri in Eurozona l’indice di fiducia dei consumatori della Commissione Europea a marzo è calato ben oltre le attese a -18,7 da un precedente -8,8, un minimo da maggio 2020 (ben al di sotto della media di lungo periodo). Lo shock sui prezzi e l’incertezza relativa al conflitto peseranno sulla spesa per consumi nel trimestre primaverile.

Il governatore di Banca d’Italia, Visco, ha rimarcato la distinzione fra la situazione degli Stati Uniti e quella dell’Eurozona, sostenendo che la BCE non fronteggia uno shock di domanda, né dinamiche salariali eccessive. Misure fiscali che sostengano le famiglie potrebbero evitare effetti di seconda battuta sui salari, aiutando la politica monetaria. Tuttavia, se emergessero effetti di seconda battuta, la BCE dovrà reagire. In ogni caso, il periodo dei tassi di interesse negativi è ormai alla fine.

– Negli Stati Uniti, oltre a nuovi discorsi dalla Fed, sono in agenda gli ordini di beni durevoli di febbraio (prel.), attesi in calo di -0,6% m/m dopo 1,6% m/m a gennaio, sulla scia della debolezza del comparto auto e pur in presenza di un moderato aumento degli ordini dell’aeronautica civile. Al netto dei trasporti, gli ordini dovrebbero aumentare di 0,5% m/m, confermando l’andamento positivo del manifatturiero. Il PMI manifatturiero flash di marzo dovrebbe essere in rialzo a 57,6 da 57,3 di febbraio. Nei servizi, il PMI dovrebbe aumentare a 59,6 in seguito al continuo miglioramento del quadro sanitario e all’eliminazione delle misure restrittive sull’attività in quasi tutti gli Stati. Gli indici di prezzo dovrebbero continuare a segnalare pressioni verso l’alto.

Ieri, dalla Fed sono arrivati altri segnali hawkish. Mester (Cleveland Fed) ha detto che sarà necessario anticipare i rialzi per arrivare a tassi intorno al 2,5% a fine anno, attuando alcuni interventi di 50 pb. Mester non è preoccupata di una recessione perché l’economia è molto forte e c’è eccesso di domanda. Le vendite di case nuove a febbraio hanno sorpreso verso il basso, segnando la seconda correzione consecutiva, con un calo di -2% m/m a 772 mila e un aumento delle scorte di case invendute a 6,3 mesi. L’indebolimento delle vendite potrebbe già riflettere il rialzo dei tassi sui mutui.

– In Giappone, il PMI manifatturiero flash a marzo è salito a 53,2 da 52,7 di febbraio, con un ritorno della produzione in territorio marginalmente espansivo, ma la dinamica degli ordini, se pure positiva, continua a rallentare e le imprese riportano costanti problemi dal lato dell’offerta. Nei servizi, l’indice di attività è risalito a 48,7 da 44,2, segnalando un ridimensionamento dei ritmi di contrazione in seguito al graduale rientro della curva dei contagi.

Fonte: BondWorld.it


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