Intesa Sanpaolo – Nell’area euro, la BCE tiene la sua riunione di politica monetaria. L’appuntamento potrebbe tradursi in un nuovo braccio di ferro tra chi vorrebbe annunciare al più presto la fine dei programmi di acquisto a giugno o luglio per alzare i tassi ufficiali almeno due volte quest’anno, e chi preferisce muoversi con cautela a causa dei rischi di shock energetico.
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Se i primi prevarranno, la conferenza stampa potrebbe diventare vivace, un po’ come lo fu quella di febbraio.
Per il resto, la settimana è piuttosto povera di indicatori congiunturali. L’indice ZEW, prima indagine relativa al mese di aprile, dovrebbe confermare i rischi al ribasso sull’economia tedesca dovuti al difficile contesto internazionale. La produzione industriale in Italia è attesa rimbalzare a febbraio, ma il recupero dovrebbe rivelarsi effimero. Infine, la seconda lettura dei prezzi al consumo di marzo nelle tre maggiori economie dovrebbe confermare la brusca accelerazione vista nelle stime flash.
– Il risultato del primo turno delle elezioni presidenziali francesi di ieri vede un ballottaggio tra Macron e Le Pen che si terrà il 24 aprile. I dati parziali del ministero dell’Interno di Parigi, a scrutinio non ancora ultimato, vedono Macron al 27,3%, Le Pen al 24,3%, Mélenchon al 21,9%, Zemmour al 7% e Pécresse 4,8%.
Venerdì, il Governo tedesco ha annunciato un pacchetto di aiuti di 100 miliardi per le compagnie energetiche penalizzate dal conflitto in Ucraina.
– Oggi non ci sono dati in uscita negli Stati Uniti, ma la settimana ha molte informazioni importanti in agenda. Il focus sarà sui prezzi, con la pubblicazione di CPI, PPI e prezzi all’import di marzo, tutti attesi in forte rialzo. In particolare, il CPI dovrebbe essere in rialzo di 1,1% m/m, con l’indice core in aumento di 0,5% m/m e indicazioni di pressioni sempre forti e diffuse. Le vendite al dettaglio sono previste in aumento a marzo in termini nominali, ma marginalmente negative in termini reali.
La produzione industriale, sempre di marzo, dovrebbe registrare una variazione positiva nonostante una probabile correzione nel settore auto per via di una recrudescenza dei colli di bottiglia dal lato dell’offerta. Infine, la fiducia dei consumatori ad aprile è prevista in ulteriore, moderata flessione. Dalla Fed, altri tre discorsi (Bostic, Bowman, Evans) oggi dovrebbero confermare l’intenzione di agire aggressivamente e presto per riportare l’inflazione sotto controllo.
– In Giappone, Kuroda ha confermato la distanza della BoJ dal trend di restrizione monetaria delle altre banche centrali. Kuroda ha detto che la BoJ seguirà l’impatto di Covid e attuerà “ulteriori azioni espansive senza esitazione se necessario”, sottolineando le aspettative di tassi a breve e a lungo termine sui livelli attuali o inferiori.
– In Cina l’inflazione dei prezzi al consumo, dopo due mesi a 0,9% a/a è risalita a 1,5% a/a in marzo (consenso Bloomberg 1,4% a/a), ritornando sui livelli di dicembre, solo a causa di un effetto base sfavorevole. L’indice è rimasto infatti invariato rispetto a febbraio grazie ad un calo dell’1,2% m/m dei prezzi nel comparto alimentari e dello 0,3% m/m nel comparto Cultura, Istruzione e Intrattenimento che hanno compensato gli aumenti concentrati in particolare nei Trasporti (+1,6% m/m). In termini tendenziali i prezzi degli alimentari hanno continuato a scendere (-1,5% a/a in marzo da -3,9% a/a in febbraio) e l’aumento dell’inflazione è stato trainato dal comparto dei trasporti (+5,8% a/a da 5,5% a/a in febbraio), seguito dal comparto Cultura, Istruzione e Intrattenimento (1,3% a/a in marzo), dalle spese per l’abitazione e dal comparto dei beni e servizi vari che, in deflazione per gran parte del 2021, è ritornato a registrare un aumento dei prezzi da febbraio.
L’inflazione core è rimasta invariata a 1,1% registrando un calo dello 0,1% m/m. L’inflazione dei prezzi alla produzione è invece scesa da 8,8% a/a in febbraio a 8,3% a/a in marzo, meno delle attese (consenso Bloomberg 8,1% a/a), grazie ad un effetto confronto favorevole che ha più che compensato un aumento dell’1,1% m/m, il più elevato da ottobre 2021. L’effetto base continuerà ad essere favorevole per gran parte dell’anno spingendo al ribasso l’inflazione dei prezzi alla produzione nonostante i prezzi delle materie prime siano attesi rimanere elevati a causa del conflitto tra Russia e Ucraina. L’assenza di pressioni da domanda e la forte concorrenza rendono però difficile trasferire gli aumenti ai consumatori finali, prefigurando ancora una dinamica contenuta dell’inflazione dei prezzi al consumo.
Fonte: BondWorld.it
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