Intesa SanPaolo Flash Macro Daily

Intesa Sanpaolo : Germania stima flash dai Länder

Intesa Sanpaolo – Oggi in Germania la stima flash dai Länder dovrebbe riportare che ad aprile i prezzi al consumo sono cresciuti di 0,3% m/m armonizzato e di 0,4% m/m nazionale.

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L’inflazione dovrebbe quindi scendere di un decimo al 7,5% a/a sulla misura armonizzata e di tre decimi al 7% su quella nazionale. In area euro le indagini di fiducia della Commissione Europea di aprile dovrebbero offrire un quadro più completo rispetto ai PMI flash, che hanno segnalato come nonostante la frenata manifatturiera i servizi continuino a trainare la ripresa. La fiducia nell’industria dovrebbe calare a 9,5 da 10,4 e correggere a 14,2 da 14,4 nei servizi. Vediamo l’indice composito ESI a 108 da 108,5 precedente. In Italia la fiducia di famiglie e imprese è attesa ancora in calo ad aprile. Il morale dei consumatori è visto a 100,4 dopo il crollo a 100,8 di marzo. La fiducia delle imprese manifatturiere potrebbe calare in misura più consistente, a 108,5 da 110,3 precedente. In calendario anche la stima preliminare dell’inflazione di aprile in Spagna e del PIL nel 1° trimestre in Belgio.

Ieri in Francia la fiducia dei consumatori di aprile, è risultata in calo di 2 punti, a 88 (il dato di marzo è stato rivisto verso il basso di 1 punto), sui livelli prossimi a quelli raggiunti nel 2020 nelle fasi di lockdown. Sulla lettura ha influito negativamente l’indicazione relativa a intenzioni di acquisto future (-9 punti), a fronte di una netta moderazione nei livelli dei prezzi attesi nei prossimi 12 mesi (-19). I timori di disoccupazione, pure in moderata crescita (+1), restano su livelli storicamente molto bassi.

– Oggi alle h. 9:30 si attende l’annuncio di politica monetaria della Riksbank svedese. Le attese di consenso sono per tassi invariati a zero, ma la banca centrale potrebbe indicare di voler anticipare l’avvio atteso dl ciclo di rialzi a quest’anno. Il mercato sconta con probabilità piena un primo rialzo già alla prossima riunione del 30 giugno, per un totale di 100 pb di rialzo entro fine anno.

– Oggi negli Stati Uniti è in uscita la stima advance del PIL del 1° trimestre che dovrebbe mostrare una variazione contenuta, 1,1% t/t ann., dopo 6,9% dell’autunno. Il rallentamento di inizio anno dovrebbe essere dovuto interamente agli ampi contributi negativi delle scorte (-0,6pp) e del canale estero (-1,9pp), a fronte di aumenti solidi dei consumi e degli investimenti non residenziali. I rischi per la previsione del PIL sono verso il basso, alla luce della pubblicazione ieri della bilancia commerciale dei beni di marzo, che ha mostrato un aumento del deficit di 19 mld di dollari, sulla scia di un boom di importazioni che ha più che controbilanciato il forte aumento dell’export.

– In Giappone, la produzione industriale a marzo (prel.) ha registrato un incremento di 0,3% m/m, frenato da una correzione del settore auto. Le previsioni rilevate dal METI per i prossimi mesi vedono una ripresa di 5,8% m/m ad aprile e un calo di -0,8% m/m a maggio. Le vendite al dettaglio di marzo hanno sorpreso verso l’alto con una variazione di 0,9% a/a, contro aspettative per un rialzo di 0,4% a/a, le vendite sono aumentate di 2% m/m, grazie alla ripresa dell’attività dopo i lockdown dei primi mesi dell’anno.

La riunione della BoJ si è conclusa con politiche monetarie invariate e il rinnovato impegno a mantenere in atto il QQE con controllo della curva fino a quando l’inflazione non avrà raggiunto il 2% “in modo stabile”. L’aggiornamento dell’Outlook for Economic Activity and Prices segnala l’aspettativa di ripresa dell’economia, se pure frenata dai rialzi dei prezzi delle materie prime collegati alla guerra in Ucraina. La Banca centrale rileva che l’inflazione toccherà temporaneamente il 2%, per via degli aumenti dei prezzi energetici, nell’a.f. 2022, anche per via della fine degli effetti della riduzione delle tariffe telefoniche. Tuttavia, l’inflazione successivamente dovrebbe tornare a scendere. Le previsioni per la crescita sono riviste verso il basso nel 2022 (2,9% da 3,8%) e verso l’alto nel 2023 (1,9% da 1,1%) e invariate per il 2024, a 1,1%. Per il CPI core, la previsione è di 1,9% per il 2022 (da 1,1%) e di 1,1% per gli anni successivi. I rischi per lo scenario sono verso il basso per la crescita nel breve termine e bilanciati nel medio termine. Per l’inflazione, nel breve i rischi sono visti verso l’alto, ma successivamente sono bilanciati. La BoJ dovrebbe mantenere la poitica monetaria invariata anche in presenza di un rialzo (temporaneo dell’inflazione) e di un significativo indebolimento dello yen.

Fonte: BondWorld.it


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