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Il Punto : La riunione del FOMC del 3-4 maggio

Il Punto : La riunione del FOMC del 3-4 maggio dovrebbe imprimere una netta accelerazione alla politica monetaria, dopo la svolta tiepida di marzo.

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Il Comitato dovrebbe alzare i tassi di 50pb e annunciare un programma di rapida riduzione del bilancio, con l’obiettivo esplicito di portare “speditamente” i fed funds verso la neutralità. La Fed dovrebbe segnalare l’impegno a controllare l’inflazione frenando la domanda, a qualunque costo. L’esperienza del passato insegna che, con le condizioni attuali, un atterraggio morbido non è garantito.

– La riunione del FOMC dovrebbe concludersi con un voto unanime a favore di un rialzo dei tassi di 50pb e di un programma di rapida riduzione del bilancio. La parola chiave nel comunicato e nella conferenza stampa sarà l’avverbio “speditamente”, con cui la Fed qualificherà il ritorno previsto dei tassi verso la neutralità. Il sentiero dei tassi dovrebbe essere più rapido nella prima fase di rimozione dello stimolo e potrebbe diventare più moderato nella fase più propriamente restrittiva, dalla soglia di 2,5% in poi.

– Il comunicato dovrebbe mantenere una valutazione positiva dell’economia, caratterizzata da una crescita solida dell’attività e dell’occupazione, nonostante i freni persistenti dal lato dell’offerta. L’inflazione dovrebbe, come a marzo, essere definita “elevata” per via di squilibri fra domanda e offerta, “prezzi energetici in aumento e pressioni più diffuse sui prezzi”.

– Il testo dovrebbe ribadire l’aspettativa di “aumenti continui” dell’intervallo obiettivo dei fed funds per riportare l’inflazione verso il 2%. Per quanto riguarda il bilancio, il comunicato dovrebbe specificare il sentiero dei limiti al riacquisto di titoli, in linea con le indicazioni emerse dai verbali di marzo. Alla riunione di marzo si era convenuto che a regime i limiti al riacquisto dovessero essere pari a un totale di 95 mld di dollari (60 mld di Treasury e 35 mld di MBS). L’inizio del programma dovrebbe avvenire con limiti inizialmente modesti, in rialzo relativamente rapido (circa tre mesi) verso il livello obiettivo. È possibile che già per le settimane successive alla riunione di maggio venga annunciata una sequenza di limiti, inizialmente pari a circa 20 mld per i Treasury e 10 mld per MBS a maggio, in aumento successivamente a 60 mld e 35 mld nei mesi successivi. La riduzione del bilancio nel 2022 dovrebbe essere pari a circa 650 mld di dollari, prevalentemente accompagnata, dal lato del passivo, da una correzione delle riserve.

– La parte principale della comunicazione sarà la conferenza stampa di Powell, che dovrebbe ribadire l’impegno a riportare l’inflazione sotto controllo a ogni costo e suggellare la svolta verso un modello di Fed “à-la-Volcker”. Questa nuova versione della Fed implica una determinazione assoluta a perseguire il controllo dell’inflazione, a qualsiasi costo.

– Lo squilibrio sul mercato del lavoro e il ritorno di una curva di Phillips inclinata negativamente riportano il tasso di disoccupazione al centro delle decisioni di policy. Il tasso di disoccupazione rimane su un trend verso il basso e potrebbe essere intorno a 3,2% entro fine anno. Per riportare il mercato del lavoro verso una situazione di equilibrio, il tasso di disoccupazione (TD) dovrà risalire verso il 4%, attraverso aggiustamenti sia dal lato della domanda (verso il basso), sia dal lato dell’offerta (verso l’alto). Secondo il modello macroeconomico FRB/US della Fed, un rialzo dei fed funds di 100pb determina un aumento di 0,2pp del TD dopo 4 trimestri e un calo della crescita di 0,5pp dopo 6 trimestri. La nostra previsione è che i tassi salgano fra il 2,5% e il 3% entro fine anno e verso il 3,5% nel 2023, con rischi verso l’alto in entrambi gli anni.

– In conclusione, l’impegno della Fed a riportare l’inflazione al 2% richiede restrizione della domanda, che risponde con ritardo alla politica monetaria. La persistenza dell’inflazione elevata e il surriscaldamento del mercato del lavoro, che determineranno il sentiero della politica monetaria, reagiscono con ritardo al rallentamento della domanda, potrebbero generare una risposta di policy eccessiva. Quando si vedrà il rallentamento della crescita e il rialzo del tasso di disoccupazione, la Fed potrebbe avere già impresso un freno eccessivo all’economia e generato una recessione, come avvenuto in 7 su 10 cicli di rialzi dei tassi in passato. Ma, come ha detto Powell, Volcker ha insegnato che per domare l’inflazione “occorre tenere la rotta”.

Fonte: BondWorld.it


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