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Intesa Sanpaolo : Cina i dati del mese di aprile sono stati nettamente inferiori alle attese

Intesa Sanpaolo – In Cina i dati del mese di aprile sono stati nettamente inferiori alle attese segnalando una significativa contrazione dell’attività economica, maggiore sul fronte dei consumi e dei servizi.

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Le vendite al dettaglio, in calo del 3,5% a/a in marzo, sono scese dell’11,1% a/a in aprile, registrando una contrazione non lontano da quella di marzo 2020 (-15,9% a/a) anche se, secondo i dati destagionalizzati dell’ufficio statistico, in termini congiunturali è stata inferiore (-0,69% m/m) rispetto a quella di marzo. La contrazione tendenziale ha riguardato tutti i comparti ad eccezione degli alimentari.

Le misure di contenimento sembrano aver avuto un impatto minore sulla dinamica tendenziale della produzione industriale (-2,9% a/a in aprile), ma nettamente superiore su quella congiunturale (-7,08% m/m, il primo calo mensile da marzo 2020). La produzione del settore dei servizi è scesa di -6,1% a/a, registrando il minimo da aprile 2020. La dinamica degli investimenti fissi nominali è stata invece migliore, registrando una crescita cumulata del 6,8% a/a nei primi quattro mesi dell’anno, ossia una crescita tendenziale positiva del 2,4% a/a in aprile. La contrazione degli investimenti nel settore immobiliare stimata a -10,1% a/a in aprile.

Le indicazioni sul fronte dei contagi continuano a migliorare sia a Shanghai sia in altre città e il Governo ha annunciato una graduale riapertura di Shanghai in tre fasi. Ipotizzando che la situazione non peggiori nuovamente ci si può aspettare un miglioramento dell’attività economica giù nei dati di maggio, tuttavia, il rallentamento di aprile comporterà comunque una revisione al ribasso delle nostre stime di crescita del PIL (5,2% nello scenario di marzo). La ripresa si annuncia infatti difficile a causa delle difficoltà di recupero del mercato del lavoro, della debolezza del mercato immobiliare e del rallentamento della domanda estera.

– Nell’Eurozona, oggi non è prevista la pubblicazione di alcun dato di rilievo ma la Commissione Europea pubblicherà le Previsioni economiche di primavera, che dovrebbero contenere ampie revisioni al ribasso delle stime di crescita e al rialzo per quelle di inflazione. Potrebbe essere annunciata la sospensione del Patto di Stabilità anche a valere sul 2023. I discorsi di Panetta e Lane dovrebbero concentrarsi sull’euro digitale e non sulla politica monetaria.

In settimana la seconda lettura del PIL Eurozona per il 1° trimestre è attesa confermare il rallentamento a 0,2% t/t (5% a/a) della stima flash; la prima lettura del dato dei Paesi Bassi dovrebbe vedere una crescita poco più che stagnante. Sempre nel 1° trimestre, il tasso di disoccupazione francese dovrebbe rimanere invariato. La stima flash della fiducia dei consumatori per l’Eurozona dovrebbe mostrare un lieve miglioramento del morale a maggio (che pure resterebbe ben al di sotto della media di lungo periodo). Infine, la stima finale dei dati sui prezzi al consumo di aprile dovrebbe confermare la prima lettura, con un’inflazione annua in crescita nell’Eurozona (7,5%) e in calo in Italia (6,6%).

Venerdì in area euro la produzione industriale è calata di -1,8% m/m a marzo da 0,5% precedente (-0,8% a/a da 1,7%), la flessione mensile più ampia da aprile 2020. Nel 2° trimestre l’industria dovrebbe agire da freno alla crescita. la seconda lettura dell’inflazione francese ha confermato la salita al 4,8% dal 4,5% precedente sull’indice nazionale e al 5,4% dal 5,1% sull’armonizzato (su livelli più moderati rispetto alla media dell’Eurozona, anche grazie agli interventi calmieranti del Governo, più tempestivi che altrove). In Spagna l’inflazione armonizzata ha confermato la stima preliminare di 8,3% a/a mentre la misura nazionale è stata rivista al ribasso di un decimo, all’8,2%.

– Negli Stati Uniti, le prime indagini del manifatturiero di maggio dovrebbero confermare l’espansione del settore, nonostante la carenza di manodopera e le pressioni sui prezzi. I cantieri residenziali e le vendite di case esistenti ad aprile dovrebbero confermare il rallentamento del settore immobiliare causato dai prezzi elevati delle case e dal rialzo dei tassi sui mutui. La produzione industriale e le vendite al dettaglio di aprile sono previste in moderato rialzo.

Oggi verrà pubblicato l’indice Empire della NY Fed di maggio, che dovrebbe correggere a 17 da 24,6 di aprile, restando comunque in territorio espansivo. L’indagine dovrebbe riportare difficoltà a soddisfare la domanda per via della carenza di manodopera e persistenti pressioni sui prezzi. I dati potrebbero evidenziare un miglioramento delle strozzature all’offerta, in linea con le indicazioni del Global Supply Chain Pressure Index della NY Fed, che a marzo è tornato sul livello di novembre, dopo un’accelerazione fra fine 2021 e inizio 2022. Venerdì, la fiducia dei consumatori rilevata dall’Univ. of Michigan a maggio (prel.) è scesa più delle attese, calando a 59,1 da 65,2, sui minimi dal 2011. La correzione è dovuta a flessioni diffuse sia alla componente coincidente sia a quella delle aspettative legate alle preoccupazioni per l’inflazione. Le aspettative di inflazione sono stabili a 5,4% sull’orizzonte a 1 anno e a 3% su quello a 5 anni.

Dalla Fed, Mester (Cleveland Fed) ha affermato che sarà necessario proseguire sul sentiero di rialzi dei tassi e che, come Powell, si aspetta aumenti di 50 pb alle prossime due riunioni. Da settembre in poi, secondo Mester, il FOMC valuterà se ci sarà “evidenza convincente che l’inflazione sta rallentando” e se si potrà rallentare il ritmo dei rialzi. Se però non ci saranno segni di moderazione, potrebbe essere necessario un ritmo più rapido di aumenti. Waller (Board Fed) ha detto che la credibilità della Fed permetterà di riportare l’inflazione sotto controllo con rialzi dei tassi molto più limitati rispetto a quelli attuati da Volcker negli anni ’80, con conseguenze molto meno drammatiche sull’economia.

– L’IMF ha concluso la revisione quinquennale del paniere di valute che compongono i diritti speciali di prelievo (Special Drawing Rights, SDRs), rinviata di un anno a causa del Covid-19. Il comitato esecutivo ha annunciato una revisione al rialzo le quote del dollaro (da 41,73% a 43,38%) e del renminbi (da 10,92% a 12,28%) e al ribasso quelle della sterlina (da 8,09% a 7,44%), dell’euro (da 30,93% a 29,31%) e dello yen (da 8,33% a 7,59%) a partire dal 1° agosto 2022. Esso ha inoltre ribadito che i criteri della quota di export mondiale e del libero utilizzo delle valute continueranno a guidare la decisione sull’inclusione delle valute nel paniere e che verrà mantenuta la metodologia di valutazione dei pesi introdotta nel 2015. Il Comitato ha sottolineato che né l’epidemia di Covid-19 né la finanza tecnologica hanno determinato cambiamenti nella composizione del paniere ma soprattutto gli sviluppi di quest’ultima continueranno ad essere monitorati. Il Comitato ha infine riconosciuto i progressi delle riforme del mercato finanziario in Cina ed ha esortato il Paese ad un rafforzamento del mercato finanziario interno e a una sua ulteriore apertura nonché ad una maggiore trasparenza dei dati. La prossima revisione della composizione del paniere sarà effettuata entro luglio 2027.

Fonte: BondWorld.it


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