15 AGENDA

I market mover della settimana 14 – 18 novembre

Nell’area euro, la stima preliminare per il PIL del 3° trimestre dovrebbe mostrare i primi segni della crisi sull’economia reale. Vediamo una crescita del PIL di 0,4% t/t in Germania e Olanda e di 0,3%t/t in Francia e nella media area euro ….


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Le prospettive sono per un ulteriore indebolimento del ciclo a ridosso di fine anno. La produzione industriale nell’area euro dovrebbe essere calata del 2,5% m/m a settembre, dato l’andamento disastroso in Germania, Italia, Francia. L’indagine ZEW risentirà della tendenza sui mercati nell’ultimo mese e segnerà quindi un calo a -55 a novembre, da -48,3. L’inflazione area euro dovrebbe essere confermata al 3,0% a/a.

La settimana vede molti dati in uscita negli Stati Uniti. Dal lato dell’attività, le indagini di novembre e la produzione industriale di ottobre dovrebbero confermare la dinamica positiva del settore manifatturiero. Per ottobre, le vendite al dettaglio dovrebbero crescere modestamente dopo il forte aumento di settembre; cantieri e licenze dovrebbero confermare un sentiero ancora mediamente stagnante per l’edilizia residenziale. Dal lato dei prezzi, a ottobre CPI e PPI dovrebbero mostre cali per l’energia e crescita contenuta degli indici core.

Lunedì 14 novembre

Area euro

La produzione industriale è attesa in calo del 2,5% m/m a settembre, dato l’andamento disastroso in quasi tutti i Paesi dell’area. La produzione dovrebbe essere in crescita comunque dell’1,0% t/t nei mesi estivi, dati i forti incrementi di luglio e agosto. Ci aspettiamo ulteriori cali a fine anno, in linea con le indicazioni dalle indagini di fiducia.

Martedì 15 novembre

Area euro

Il PIL area euro dovrebbe essere cresciuto di 0,3% t/t in estate, dopo lo 0,1% t/t del 3° trimestre. Il recupero avrà vita breve dal momento che già a fine anno ci aspettiamo uno stallo o una lieve recessione. Il prossimo anno il PIL area euro è atteso crescere al meglio di 0,6% dopo l’1,1% di quest’anno.

Germania. Il PIL tedesco è atteso in crescita di 0,4% t/t e 2,3% a/a. Non si avranno dettagli, ma dovrebbe aver fatto da volano ancora la domanda estera ed una discreta tenuta degli investimenti. Nel 4° trimestre vediamo una crescita di solo 0,1% t/t. Nel 2012, la Germania rallenterà a 0,9%, da 2,9% del 2011.

Germania. L’indice ZEW perderà ulteriormente quota a novembre fino a -55 da -48,3 di ottobre, dato il perdurare dell’incertezza sui mercati finanziari.

Francia. Il PIL francese è atteso in crescita di 0,3% t/t (1,5% a/a) in estate dopo lo stallo primaverile. In particolare ci aspettiamo un contributo di 0,3% t/t della domanda interna grazie ad un parziale recupero dei consumi privati. Le esportazioni dovrebbero aver aggiunto uno 0,1% alla dinamica trimestrale a fronte di un calo delle scorte. I dati reali e di fiducia sono coerenti con una stagnazione del PIL nel 4° trimestre. In media annua l’economia francese dovrebbe frenare a 0,6%, dall’1,6% stimato per il 2011.

Stati Uniti

Il PPI a ottobre è previsto in calo di -0,1% m/m, dopo +0,8% m/m a settembre. La componente energia dovrebbe essere determinante per la dinamica contenuta dell’indice complessivo. Il PPI core dovrebbe registrare una variazione di +0,2% m/m, in linea con il trend.

Le vendite al dettaglio a ottobre sono attese in aumento di 0,3% m/m, in rallentamento dopo +1,1% m/m. A ottobre le auto dovrebbero essere un fattore positivo, ma molto meno che a settembre: al netto delle auto, le vendite dovrebbero essere in aumento di 0,2% m/m. Le vendite settimanali sono state complessivamente deboli, in parte anche per via del clima inclemente. In termini reali i dati dovrebbero essere modestamente positivi, in un mese in cui i prezzi dovrebbero essere stati in aumento di solo 0,1% m/m.

L’indice Empire della NY Fed a novembre è previsto in miglioramento a 1 da -8,48 di ottobre, proseguendo gradualmente nella chiusura del differenziale che si è aperto con il sentiero dell’ISM. Lo spaccato dell’Empire a ottobre era più positivo di quanto indicasse l’indice complessivo con ordini, consegne e occupati al di sopra dello zero.

Mercoledì 16 novembre

Stati Uniti

Il CPI a ottobre dovrebbe essere invariato, dopo un aumento di +0,3% m/m a settembre. Il CPI core dovrebbe registrare un altro incremento molto moderato, +0,1% m/m, come a settembre. L’energia dovrebbe essere in ampio calo contribuendo alla moderazione dell’indice headline. L’abbigliamento dovrebbe vedere ancora un calo, il secondo consecutivo, dopo diversi mesi di aumenti medi di 1,2% m/m, legati alle materie prime e all’aumento dei prezzi nei paesi esportatori. Il comparto abitazione vedrà un trend in accelerazione per il segmento degli affitti, mentre dovrebbe stabilizzarsi quello degli affitti figurativi intorno a 0,1% m/m. I prezzi delle auto dovrebbero tornare a essere moderati, dopo la spinta verso l’alto vista nei mesi estivi in seguito ai problemi di offerta legati al terremoto giapponese.

La produzione industriale a ottobre dovrebbe crescere a un ritmo sostenuto, +0,4% m/m, alla luce delle indicazioni positive sulle ore lavorate nel settore manifatturiero emerse con l’employment report. L’output nel settore manifatturiero dovrebbe aumentare dello 0,5% m/m, pur in presenza di una crescita più contenuta dell’attività nel comparto auto e di un indice di produzione nell’ISM sulla soglia di 50. Le utilities dovrebbero frenare la dinamica complessiva della produzione.

Giovedì 17 novembre

L’inflazione dovrebbe essere confermata al 3,0% a/a a ottobre per una variazione mensile di 0,3% m/m. La dinamica al netto di alimentari ed energia è vista stabile all’1,9% a/a. L’inflazione area euro è attesa tornare sotto il 2% per la primavera 2012, il rallentamento congiunturale frenerà la dinamica di costi, salari e prezzi.

Stati Uniti

I cantieri a ottobre dovrebbero calare a 610 mila da 658 mila, correggendo solo in parte l’ampio incremento di settembre. A ottobre il calo dovrebbe essere determinato dal comparto volatile delle unità multi-familiari, che avevano guidato il balzo positivo di settembre. Le licenze sono viste in miglioramento a ottobre a 605 mila, da 589 mila di settembre, anche qui sulla scia di movimenti nel comparto delle unità multi-familiari. Complessivamente il trend del settore dell’edilizia residenziale rimane pressoché stagnante se misurato sul segmento delle unità uni-familiari.

L’indice della Philadelphia Fed a novembre dovrebbe correggere a 5 da 8,7 di ottobre. Dopo la debolezza vista ad agosto e settembre, a ottobre l’indice aveva più che recuperato i livelli di giugno-luglio. Lo spaccato dell’indagine del mese scorso era positivo con un forte balzo degli ordini e delle consegne, tuttavia il recupero di ottobre ha riportato l’indice ben al di sopra di quanto indicherebbe la relazione con l’ISM.


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