Intesa Sanpaolo – La BCE ha pubblicato ieri un lungo e importante post della presidente Lagarde sulla normalizzazione della politica monetaria.
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La BCE afferma che alzare i tassi di interesse è necessario a causa dello spostamento verso l’alto delle prospettive di inflazione. Perciò, gli acquisti netti si concluderanno “molto presto nel terzo trimestre”, in modo da consentire di alzare i tassi alla riunione di luglio e di “abbandonare i tassi negativi entro la fine del terzo trimestre”. L’implicazione è che il consiglio ha già raggiunto un’intesa per alzare i tassi ufficiali di 50pb fra luglio e settembre. Per quanto riguarda il percorso successivo, “il ritmo e l’estensione dell’aggiustamento non può essere definito in anticipo”. La BCE propende per una correzione graduale della politica monetaria, ritenuta più adatta in condizioni di incertezza: se l’inflazione si stabilizza al 2% nel medio termine, i tassi convergeranno gradualmente al “tasso neutrale”. Allo stesso tempo, però, la BCE non esclude la possibilità di muoversi rapidamente in tre circostanze: (1) segnali che le aspettative di inflazione stanno diventando eccessive, (2) segnali di una perdita permanente di capacità produttiva, (3) shock di domanda positivo. Per ora, la BCE non si sbilancia neppure riguardo alla possibilità di dispiegare il quantitative tightening a supporto della restrizione monetaria operata con i tassi, dichiarando che quest’ultima è attualmente lo strumento primario di intervento.
Poiché il documento non esclude a rigore la possibilità che i tassi diventino positivi entro settembre, i mercati non hanno ridimensionato le aspettative: una mossa di 50pb a luglio continua a essere scontata quasi al 50%, così come un rialzo di 75pb complessivi entro settembre.
Oggi in area euro l’indice PMI composito potrebbe tornare a calare leggermente a maggio dopo l’inatteso miglioramento di aprile, stimiamo a 55,6 da un precedente 55,8. Il PMI manifatturiero dovrebbe calare a 54,7 da 55,5 mentre quello relativo ai servizi è visto stabile a 57,7 dopo l’ampio rialzo di aprile. In Francia le indagini INSEE dovrebbero registrare un calo della fiducia delle imprese manifatturiere a fronte di una maggiore tenuta per i servizi.
Ieri, in Germania l’indice di fiducia Ifo è salito a 93 da 91,9 di aprile. A salire è la valutazione sulla situazione corrente che passa a 99,5 da un precedente 97,3. Le attese, invece, restano circa stabili a 86,9 punti da 86,8 di aprile. Il migliore quadro sanitario guida l’accelerazione nei servizi e nel commercio al dettaglio mentre nel manifatturiero si confermano segnali di ripresa. L’indagine, in ogni caso, non ha incorporato i rischi al ribasso legati ai lockdown cinesi. Secondo gli economisti dell’istituto IFO non ci sono segnali di una contrazione dell’economia nel 2° trimestre. Al contrario, riteniamo ancora probabile una flessione marginale del PIL (- 0,1% t/t) nel trimestre corrente.
Ieri la Commissione Europea ha confermato, come anticipato, l’estensione dell’applicazione della Clausola di Salvaguardia del Patto di Stabilità e Crescita anche nel 2023. Tuttavia, con la sospensione degli acquisti da parte dell’Eurosistema ormai alle porte, l’attenzione dei mercati sull’evoluzione delle dinamiche fiscali, soprattutto nei Paesi ad alto debito, restringerà gli spazi di manovra dei governi.
– Negli Stati Uniti, oggi i PMI di maggio (prel.) dovrebbero restare in territorio espansivo, con una correzione per il manifatturiero, a 57,5 da 59,2, e un modesto aumento per i servizi, a 56,5 da 55,6. La svolta dei tassi e la correzione dei mercati richiederanno del tempo prima di trasmettersi sulla domanda finale. Il settore immobiliare sarà il primo a reagire alle condizioni finanziarie più restrittive, con i tassi sui mutui oltre il 5%, circa raddoppiati da un anno fa. Le vendite di case nuove ad aprile dovrebbero segnare una nuova correzione, a 755 mila da 763 mila del mese precedente, e proseguire sul trend verso il basso già in atto. Ieri, Powell e Brainard sono stati confermati rispettivamente come presidente e vice-presidente della Fed, ufficializzando i loro mandati fino al 15 maggio 2026. Anche Cook e Jefferson sono ora ufficialmente membri del Board, con durata rispettivamente fino al 2024 e al 2026.
Fonte: BondWorld.it
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